PALERMO – “Faccio questo video perché sto leggendo tutti i commenti che scrivete su ogni cosa che pubblico e, siccome è facile parlare di noi, vi diamo adesso una spiegazione, ora basta, certe cose mi infastidiscono”. A parlare è Davide Lo Piccolo, che insieme alla moglie Marianna ha raccolto in questi anni centinaia di migliaia di follower su Tik Tok e Facebook raccontando la vita della sua famiglia.
Il filmato è una risposta al caso dell’alloggio popolare dello Zen che è stato sequestrato mentre era in corso una ristrutturazione: in base quanto accertato dal Comune, la famiglia non aveva alcun titolo per abitare nell’appartamento, né tantomeno per effettuare degli interventi di ristrutturazione, che avrebbero provocato danni per almeno 25 mila euro.
Davide e Marianna si difendono con un video
Dopo le verifiche, come ha spiegato l’assessore all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli, sono scattati i sigilli. Provvedimenti che hanno nel frattempo “scatenato” i follower dei coniugi palermitani. Lo Piccolo ha così deciso di pubblicare un nuovo video in loro difesa.
“Vi abbiamo spiegato la situazione della casa – dice – ma in tanti state ancora scrivendo e ci sono anche degli articoli. Voi dite che io ero abusivo, che non avevo la residenza, che non pagavo. ma dovete solo leggere questo qua – prosegue mostrando alcuni fogli -. Certificato storico di residenza. Dal 1993 io sono residente in quella casa. Ora vi faccio vedere anche questo, la realtà dei fatti non è quella che dicono. Non so come farvi vedere i documenti, perché ci sono i dati, ma quici sono tutti i bollettini pagati della casa. Di cosa stiamo parlando? Vi faccio vedere questo: avviso di pagamento dell’appartamento, Davide Lo Piccolo. Qui c’è tutto quello che io ho pagato”, prosegue inquadrando dei documenti con l’intestazione dello Iacp.

“Sui lavori abbiamo sbagliato”
E aggiunge: “Ora vi dico soltanto una cosa: fino a quando si parla dei muri, dei lavori, abbiamo fatto questo sbaglio e ci prendiamo le nostre responsabilità, perché è giusto, hanno fatto il proprio lavoro. Ma inventare che siamo abusivi e che non abbiamo nemmeno la residenza, non è una cosa bella. Mi è dispiaciuto tanto che non avete creduto a noi, ma spero che adesso, facendovi vedere che la residenza c’era e che i bollettini li pagavo, sia chiara qual è la realtà dei fatti. Detto questo, non risponderò più a nessuno che parlerà della casa. Spero di essere stato abbastanza chiaro”, conclude.
“Quella è l’indennità di occupazione”
Davide e Marianna si difendono, ma è ancora una volta l’assessore Ferrandelli a precisare che “la residenza non è un titolo. Fino al 2014 era ancora possibile ottenerla in un immobile occupato abusivamente, ma le cose sono cambiate ormai da tempo. In merito ai bollettini, si tratta del pagamento di indennità di occupazione allo Iacp, non rappresenta in alcun modo un contratto di concessione. Ha natura risarcitoria e non sana l’occupazione, che rimane illecita. La macchina per fare emergere casi come questi è stata ormai messa in moto e stiamo vigilando proprio in tal senso, lo ribadisco”.
Davide e Marianna spopolano sui social
I racconti della vita quotidiana di Davide e Marianna continuano così a spopolare sui social. Di recente hanno anche aperto un negozio di abbigliamenti per bambini. La coppia ha scelto, e non poteva essere altrimenti, i social per raccontare anche la loro disavventura. Spiegano l’esigenza di realizzare un’altra camera da letto per la quale hanno chiuso una parte del balcone e le finestre, hanno anche raccontato di avere trovato un’altra casa in affitto, lontana dal quartiere. Intanto, però, l’assessorato comunale all’Emergenza abitativa che sta cercando, a fatica, di riportare la legalità dei padiglioni dello Zen, ha scoperto che la casa era occupata abusivamente già dalla famiglia originaria di Lo Piccolo che poi vi ha continuato ad abitare.

