CATANIA – I 6×3 svettano ormai in ogni angolo della città. La carica dei candidati è pronta ad affrontare i prossimi due mesi, o poco meno, di campagna elettorale a colpi di cartelloni pubblicitari, santini, post su facebook e incontri. Organizzati non necessariamente dai diretti interessati, che potrebbero trovare facili magafoni negli amministratori locali e nei consigli di quartiere, cuore pulsante della politica, in particolare con l’approssimarsi degli appuntamenti elettorali.
Lo sa bene il presidente della sesta circoscrizione cittadina che comprende i quartieri popolari di Librino, San Giorgio, Villaggio Sant’Agata, Santa Maria Goretti, San Giuseppe La Rena e Pigno, Lorenzo Leone che, con un sms, chiama a raccolta i cittadini in vista del voto del 5 novembre. “Vi aspetto – si legge nel messaggio – nei giorni lunedì e venerdì, nella sede di Zia Lisa seconda (dove Leone ha un patronato n.d.r.), in vista delle elezioni regionali. Il nostro candidato è Luca Sammartino che mi ha sostenuto tantissimo per la svolta del nostro territorio”.
Una vera e propria campagna elettorale, dunque, quella messa in piedi dal presidente della sesta circoscrizione – anche lui all’interno della relazione della commissione regionale antimafia per alcune parentele “scomode”, indagine poi archiviata dalla magistratura per l’assenza di riscontri – già al centro di una polemica scoppiata in occasione del tesseramento al Pd, per via della troppa vicinanza del circolo democratico a uno dei patronati proprio di Leone.
Quasi un deja-vù che lo vede nuovamente tra i più attivi sostenitori dei democratici e, in particolare, del deputato regionale ex articolista, nuovamente in corsa per un posto all’Ars. “Non è un segreto che faccio riferimento a lui, e non sono il solo della circoscrizione – commenta Leone. Sto semplicemente informando i cittadini del quartiere – continua – e comunicando come Luca Sammartino sia stato vicino alle istanze della municipalità e abbia combattuto battaglie importanti per l’ospedale San Marco, abbia fatto in modo che fossero concessi dei locali alla Misericordia e si sia battuto per il mantenimento dei Servizi sociali nel quartiere. Lui è vicino alla nostra municipalità – sostiene ancora il presidente, eletto nel 2013, neanche a dirlo, con Articolo 4 – e mi ha aiutato”.

