La Dia sequestra il "tesoro" dei Carateddi |Beni per 3mln intestati agli uomini di Privitera - Live Sicilia

La Dia sequestra il “tesoro” dei Carateddi |Beni per 3mln intestati agli uomini di Privitera

La Dia di Renato Panvino, in sinergia con la Procura guidata da Giovanni Salvi, ha sequestrato aziende, terreni e conti correnti intestati a Giuseppe Privitera, fratello del capo clan Orazio, inteso "Pilu Russu" (LEGGI IL PROFILO) , Orazio Buda, e Franco Marino.

lotta alla mafia
di
2 min di lettura

CATANIA- Maxi operazione della Dia guidata da Renato Panvino contro il cuore della mafia militare. Sotto il coordinamento del procuratore Capo Giovanni Salvi è stato sequestrato il tesoro del clan dei Carateddi, capeggiato dal noto boss Orazio Privitera.

Lo scorso febbraio il Centro Operativo di Catania aveva eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania, che aveva consentito di trarre in arresto 28 persone, tra vertici e fiancheggiatori del potente gruppo criminale. Il blitz si chiamava Prato Verde.

Il personale della Dia di Catania sta oggi eseguendo, in esito a tre distinte proposte di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali formulate dal Direttore della DIA, Generale Nunzio Antonio Ferla, tre decreti di sequestro di beni emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di tre degli arrestati, i catanesi  Giuseppe Privitera di anni 43, fratello del capo clan Orazio , inteso Pilu Russu, Orazio Buda di anni 51, e Franco Marino di anni 41, originario di Scordia. I provvedimenti di sequestro interessano aziende, fabbricati, terreni, automezzi e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro, a loro riconducibili.

Tali beni, considerati il provento dell’attività illecita svolta, consistono in 6 fabbricati, tra cui appartamenti, autorimesse e fabbricati a destinazione commerciale ed abitativo, e 13 appezzamenti di terreno tutti ricadenti nei territori delle province etnea e aretusea; 7 aziende con sede a Catania operanti in vari settori economici 3 delle quali fittiziamente intestate a “teste di legno”; 10 veicoli tra cui anche mezzi pesanti per autotrasporto, nonché numerose disponibilità bancarie e finanziarie ancora in corso di quantificazione.

IL PROFILO DEI TRE “PICCIOTTI”. Giuseppe Privitera, su cui pendono già condanne definitive e precedenti per diversi reati tra cui tentata distruzione di cadavere in concorso, è ritenuto dagli inquirenti pienamente inserito nell’organigramma del gruppo dei Carateddi che vede ai vertici Orazio Privitera. Nel blitz Prato Verde dello scorso febbraio le accuse contestate al fratello del capomafia sono state estorsione e porto illegale di armi da fuoco.

Il curriculum criminale di Orazio Buda lo ha portato ad essere etichettato dalla Dia un “soggetto socialmente pericoloso”. Sorvegliato speciale su disposizione del tribunale, Buda è indagato per associazione mafiosa, estorsione, e intestazione fittizia di beni commesso per eludere le disposizioni antimafia.

Franco Marino è stato accusato di aver perpetrato truffe ai danni della Pubblica Amministrazione mediante cospicue erogazioni pubbliche in ambito agricolo. L’inchiesta Prato Verde svelò la tecnica della truffa dei fondi agricoli.  L’ordinanza dopo l’arresto è stata in parte annullata dal Riesame ma questo non ha cambiato la valutazione della Sezione Misure di Prevenzione, che ha ritenuto ci fossero tutti gli elementi per il sequestro eseguito oggi.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI