La difesa della "capitana" Carola | "Pronti a querelare Salvini" - Live Sicilia

La difesa della “capitana” Carola | “Pronti a querelare Salvini”

L'avvocato Gamberini: "È lui che muove le acque dell'odio"

IL CASO SEA WATCH
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“Abbiamo già preparato la querela nei confronti del ministro Salvini. Non è facile raccogliere tutti gli insulti che Salvini ha fatto in queste settimane e anche le forme di istigazione a delinquere, cosa che è ancora più grave se fatta da un ministro dell’interno. Nel circuito di questi leoni da tastiera abituati all’insulto, è lui che muove le acque dell’odio. Una querela per diffamazione è il modo per dare un segnale. Quando le persone vengono toccate nel portafoglio capiscono che non possono insultare gratuitamente”. Così Alessandro Gamberini, legale della capitana di Sea Watch, Carola Rackete, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

Non si fa attendere la replica del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Infrange leggi e attacca navi militari italiane, e poi mi querela. Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca! Bacioni”, scrive su Facebook.


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Commenti

    siamo alla follia ma gli italiani stanno con salvini,ovviamente tranne palermo e’bella giacomo e altri due sfigati di sinistra

    Siamo al ridicolo !!! Querelatelo cosi prenderà più voti

    Più tempo passa più mi rendo conto ! Che i migranti contano poco!

    È solo un ministro da tastiera. Vi immaginate il Salvini in tribunale che si presenta per dire che “non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca! Bacioni”. Che risate, ministro.
    Lo so, lo so, i suoi tanti amici siciliani me lo ripetono sempre: non possiamo perdere, Lui c’ha i poteri. C’ha l’ombrello parlamentare.

    Siamo al paradosso: una persona viola i confini di uno Stato, sperona una motovedetta Della Finanza ed attracca illegalmente in un porto chiuso per decisione del governo ed anzicchè essere punita si permette di querelare un suo ministro. Qualunque cittadino italiano se ruba un pacco di biscotti al supermercato va sotto processo. INAUDITO.

    Dovrebbe solo smetterla di continuare a chiamarla “deliquente” e “criminale”, perchè non ne ha nessun diritto. Tutto qui. Non ne avrebbe diritto neanche se lo fosse per davvero e la Magistratura le avesse dato torto. Qui non si tratta di essere politicamente da una parte o dall’altra. Sulle regole all’immigrazione ognuno ha diritto di pensarla come vuole, e bisogna sempre avere rispetto per chi la pensa diversamente, ma a nessuno è consentito di offendere il prossimo immotivatamente.

    Carissimi italiani e siciliani,
    Di tutta questa vicenda vi ricordo che il portafogli che viene toccato e quello di tutti gli italiani che pagano le tasse.

    La solidarietà alla capitana della nave Sea Watch è condivisibile da chiunque non si riconosce nella chiusura leghista. Il soccorso umanitario ai migranti non si può liquidare in fretta e senza avere esaminato a fondo atti giudiziali, leggi e Convenzioni vigenti come: l’art. 51 c.p. che supera tutti i divieti imposti quando si devono compiere salvataggi in mare aperto; l’art. 10 della Costituzione che si richiama al diritto internazionale; la legge del mare (ONU 1982), la Convenzione SILA (Londra1974), la Convenzione SAR (Amburgo 1979), l’art. 1158 del nostro Codice di Navigazione.

    Alle ONG e a chi le finanzia dei poveri schiavi migranti non interessa niente, anzi più ne muoiono, più rumore possono fare e meglio è per la loro strategia politica. Salvini e tanti italiani lo hanno capito, altri che strumentalizzerebbero anche i loro figli, fanno finta di non capire.

    Appunto, si parla di soccorso non di ricollogamento ed i migranti in condizioni critiche della Sea Wath sono stati soccorsi e sbarcati su suolo italiano.E’ tutto il resto che è fuori luogo e configura l’abuso da parte della capitana. O no?

    I finti samaritani delle ONG non salvano vite, ma sono dei veri e propri traghettatori. E che differenza passerebbe tra scafisti e traghettatori?

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