"Confindustria è al centro | dell'attacco dei boss" - Live Sicilia

“Confindustria è al centro | dell’attacco dei boss”

Antonello Montante

Nella relazione 2014 presentata stamani a Roma si cita l'impegno antimafia dell'associazione degli imprenditori, al centro in questi ultimi giorni di polemiche per l'indagine che riguarda il suo leader regionale Antonello Montante.

La Dna e il caso montante
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PALERMO – Le strategie di Cosa nostra contro Confindustria nissena e contro il presidente dell’Irsap Alfonso Cicero finiscono sotto i riflettori della Direzione nazionale antimafia con un documento che va oltre ed evidenzia “l’esposizione” dei dirigenti di Confindustria Sicilia nella lotta contro la mafia.
Un punto di vista istituzionale e di alto profilo che finisce naturalmente anche per coinvolgere inchieste scottanti che hanno occupato, nei giorni scorsi, le cronache. Nella relazione 2014 presentata stamani a Roma si cita infatti l’impegno antimafia dell’associazione degli imprenditori, al centro in questi ultimi giorni di polemiche, proprio per l’indagine che riguarda il suo leader regionale Antonello Montante.

“Nell’ultimo periodo – si legge nella relazione – si assiste ad una crescente reazione delle organizzazioni mafiose e dei suoi poteri collegati (come ad esempio quello dei “colletti bianchi”) contro l’azione di contrasto alla criminalità organizzata, nonché contro l’opera di legalità posta in essere in questi anni dall’Associazione Confindustriale di Caltanissetta e, in generale, da quella regionale”.

“In tale contesto – prosegue la Dna – sembrano iscriversi gli atti intimidatori consumati ai danni del Presidente dell’Irsap (Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive), Alfonso Cicero. In definitiva, sembra che la reazione di Cosa nostra, attuata su più piani, abbia come obiettivo quello di innalzare il livello di aggressione contro quel modello voluto anche da Confindustria Sicilia, che ha costituito, in questi ultimi anni, un elemento di forte discontinuità rispetto al passato”.

(Fonte ANSA)


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Commenti

    Mi sembra un film degli anni 70…un cittadino al di sopra di ogni sospetto.
    Cicero personaggio antimafia poi!! Veramente mi fate pensare che la Sicilia è alla frutta!!

    Ahaaaaahhahahahà

    Non capisco più Live Sicilia….. mi sembra un altro giornale

    Le cortine fumogene fanno interessati proseliti al di la’ dello Stretto…

    Un po’ di dignità. Un indagato non è’ un condannato,ma solo indagato. Il giusto e’ che si difenda nel procedimento è non dal procedimento. Si faccia da parte e si difenda sapendo che può ripartire se scagionato. Ma solo i magistrati possono scagionarlo e non altri. Diversamente ognuno avrebbe il diritto di non farsi giudicare. Montante se hai le palle fermati difenditi e vinci se sei innocente ma lascia stare tutto il resto perché tu non sei né San Francesco ne il potente di turno ma soltanto un cittadino italiano. Non temo rappresaglie per il mio scritto ma se vengono non mi lagno.

    “Veritatem laborare nimis saepe aiunt, exstingui nunquam.” cit.
    (Si dice che la verità è destinata a soffrire, ma non muore mai.)
    Finalmente si fa un po’ di chiarezza: da una parte gente in cerca di vendetta che spara fango col ventilatore allo scopo di delegittimare, di “mascariare”, e di contrabbandare il messaggio devastante che “se tutto è mafia niente è mafia”; dall’altra quelli che la mafia la combattono ogni giorno, senza darle tregua, che ci aiutano a ristabilire un principio di Veritá.
    E dunque, per dirla alla Totò e Peppino: “La vita è fatta di cose vere e di cose supposte: se le vere le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?”

    Serve una riflessione sull’autonomia del Governo della Regione da Confindustria Sicilia

    Lo stralcio di poche righe che vengono riportate dalla Relazione della Direzione nazionale antimafia “sull’opera posta in essere dalla Associazione Confindustriale di Caltanissetta, in generale, di quella regionale. Così come “il contesto entro cui sembrano iscriversi gli atti intimidatori consumati ai danni del Presidente dell’Irsap..”, possono bastare per confezionato il pezzo, ma rendono difficile un commento con il rischio di sconfinare.
    Ancor più possano essere di difficile commento le indagini della Magistratura su presunte relazioni con ambienti e persone associate a ‘cosa nostra’, che hanno indotto il presidente di confindustria Sicilia Montante ad auto sospendersi da componente del Consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati.
    Ho letto poche righe e tanti sembra su cui credo sia difficile costruire il profilo del geometra Cicero, chiamato a presiedere e gestire l’Irsap. Affidare le difese del presidente Montante – per una indagine di cui, allo stato dei fatti, non si conoscono i contenuti e le possibili refluenze – ad un generico richiamo all’azione di legalità condotta da confindustria regionale mi sembra poca cosa.
    Resta il problema politico del governo della Regione e del Ministro degli Interni, oltre che la sensibilità della persona, di dover prendere atto di una indagine in corso su temi alquanto delicati. Opportunità e rispetto ruoli pubblici, impongono che il presidente Montante si dimetta, senza se e senza ma, da tutti gli incarichi afferenti le nomine di governo.

    Questa può essere l’occasione per una riflessione a tutto campo, anche se con ritardo, del ruolo pesante assunto da Confindustria Sicilia negli ultimi due governi della Regione fino a mettere ipoteche su settori come le Attività produttive, le discariche, la gestione rifiuti e le energie rinnovabili. Ricordiamo per tutti lo scontro all’arma bianca ( finito con le querele in procura!) tra l’assessore Marino e i vertici di confindustria Sicilia, costate la defenestrazione dell’assessore all’Energia, seguito successivamente dal direttore.
    E ancora serve riflettere quanto sia compatibile la gestione dell’Irsap, la presidenza della società degli Interporti e (per ultimo!) l’affidamento a Union Camere dell’attività relativa alla selezione delle aziende che la Regione Sicilia intende portare a Milano per l’Expo 2015 – con la libera concorrenza e il mercato. Quanto questo rappresenti l’affidamento di una delega ampia, che il Governo continua a dare, di una Sicilia in vendita usando le insegne della legalità e della trasparenza e perché no, dell’antimafia parlata.

    notato anch’io. una delusione incredibile.

    é vero…è diventata irriconoscibile…

    Non prendeteci in giro, please….

    Ma cosa ha sbagliato Live ? Ha pubblicare la notizia ? Cioè non dovrebbe dare una notizia che decine di agenzie danno ? Ho letto due volte l’articolo e non ho trovato nulla di particolare e nulla di incomprensibile , almeno che non si voglia che una linea editoriale scelga di pubblicare solo alcune notizie ( che vanno solo in un senso ) e non altre . Quello sarebbe ( seppur legittimo ) un pessimo giornale . Personalmente non ho visto niente di tutto ciò . Forza Live sicilia , andate dritti per la vostra strada come avete sempre fatto

    Davanti questo signore noto che livesicilia ha molta reverenza….vorrei caoire perche’ e vi prego questa volta pubblicate il commento. Leggete gli articoli di repubblica e capirete meglio questo personaggio

    Credo sia giusto rimettere in fila la questione senza degenerarne i contenuti non minimizzandone la portata. L’ing. Montante è presidente di confindustria Sicilia subito dopo Ivanoe Lo Bello, e prima era presidente dell’associazione degli industriali di Caltanissetta avendo sostituito Marco Venturi chiamato da Raffaele Lombardo alla guida dell’assessoreato regionale Attività Produttive. Il periodo della presidenza Lo Bello è vivo nella nostra memoria per le dure posizioni contra la criminalità mafiosa e la corruzione e per l’attacco “scorticato” ai silenzi degli imprenditori taglieggiati. Va ricordata anche la distanza che Lo Bello assume nei confronti di Lombardo lamentando più volte l’assenza di politiche economiche, la contrarioetà alle scelte energetiche e bocciando la lentezza e l’inefficenza della burocrazia. Ricordiamo pure il silenzio imbarazzato dopo le comunicazioni giudiziarie per mafia che interessarono Raffaele Lombardo, ma nel frattempo Lo Bello attraversa lo stretto e si insedia in VIale Atromnomia a Roma ed a Palermo arriva Montante. Lo scontro con Confindustria viene accantonato e Lombardo plaude alla volontà di Montante di essere “interlocutore costante per il governo della Regione, impegnato con atti concreti, a supporto del tessuto produttivo dell’isola”. Dopo le elezioni regionali Crocetta diventa Presidente. Tre anni quasi di governo: risultati per le imprese prossimi allo zero, ma Confindustria ci dona ogni tanto uno spaccato onirico di una Sicilia adveniente che traccia nuove vie per lo sviluppo attraverso il cammino d’ El Indio Dorado. Tanto scruscio per accentrare le aree industriali sotto un’unica gestione nella quale vengono cooptati nomi noti di assindustria Sicilia. Ancora più scruscio per fermare le gare espletate per i lavori di bacini di carenaggio di Palermo e Trapani, o per affuscare il niente del dopo Fiat nello stabilimento di Termini Imerese. Il fragore diventa patologico sulle questioni legate alle scelte energetico-ambientali degli assessori regionali. Dietro i rimbrotti della dirigenza confindustriale si ferma l’azione contro le discariche rifiuti dell’ex pm Marino. Poi improvvise le inchieste di mafia colpiscono pure Montante. “Cazzalora”! E ora?… l’Expo, gli emiri, le trivelle?………Il ridisegno urbanistico delle vecchie aree produttive dismesse?….E i patrimoni sequestrati alla criminalità mafiosa ora chi li assegna?… Le ferrovie regionali?…I porti turistici?… e gli aereoporti?….. Boia chi molla! Una letterina di sospensione e aspettiamo tempi migliori. Ma bisogna esorcizzare il momento ed il pericolo di un attacco pericoloso di una nuova versione della mafia che riesce a sfruculiare sui suoi principale accusatori Montante compreso. Un esorcismo efficace ancora più delle giaculatorie della “Bolla Super illius specula”, oltre le milizie terrene di San Michele Arcangelo. E quindi perché vi meravigliate?…..

    prima o poi il vaso di pandora si aprirà, ci vorrebbe un trasferimento in blocco dei magistrati siciliani in veneto o lombardia e viceversa così per adottare la legge Vigna come si utilizza negli uffici pubblici d’altra parte i tribunali sono uffici pubblici o no?

    Garantista sempre e comunque fino alla fine delle indagini e poi di eventuale processo !

    MA con rammarico si deve notare che non solo il garantismo equidistante non appartiene loro ma che anche in questo gruppo di confindustriali troppo spesso si incontrano persone che hanno l’abitudine se assumi posizioni tecniche(che nulla hanno a vedere con la legalità per intendersi) giuste o comunque non condivise da loro ti additano con una certa arroganza di sospetti di tutti i tipi, della serie chi non è con me è contro di me, a prescindere dai contenuti concreti espressi , fregiandosi di un atteggiamento fin troppo autoreferenziale che parrebbe consentire loro ogni cosa.
    Solo una cosa sulla vicenda rifiuti , senza dubbio alcuno, ha ragione da vendere l’ex assessore pm Marino, la questione è troppo complessa per essere spiegata , ma per chi letto sull’argomento, tar , atti etc etc , compresa la relazione della Ue ,quella di lega ambiente, e per ultima ma non per ultima quella di Pecorella , davvero non si possono giustificare certe cose e restano interrogativi troppo grandi e gravi.
    Per altro profilo politicamente , va ammesso il fallimento (oggettivo) per l’apporto fornito in ben due governi regionali prima con Lombardo oggi con Crocetta che non ha concretizzato nessun vera azione riformatrice né di rilancio dell’economia.
    Non temo reazioni per scrivere certe cose, arriveranno o no, ma non vogli accettare di non poter esprimere il mio pensiero liberamente senza offendere nessuno.
    scusate i refusi.

    A mia memoria è la prima volta che la Direzione Nazionale Antimafia prende posizione a tutela di un possibile indagato. E questo mi sembra inquietante

    Ha detto la verità: si ha paura di esprimere il proprio libero, indipendente e riconosciuto dalla legge, DIRITTO DI CRITICA!
    Forse si ha pure più paura della mafia, ed è veramente paradossale.

    Una volta, per lavorare con la p.a., bisognava pagare il pizzo a Cosa Nostra, e accettare forniture da imprese amiche degli amici.
    Ora, invece, per lavorare con la p.a., bisogna avere un certificato antimafia che si ottiene pagando l’iscrizione ad un’associazione di imprenditori, che magari poi guarda di buon occhio chi accetta subappalti e forniture di amici dell’Associazione.
    In Sicilia per fortuna cambia tutto….

    Quando ci vuole ci vuole. Signori di Confindustria: andate a lavorare.

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