Fiera, attenti agli sciacalli... - Live Sicilia

Fiera, attenti agli sciacalli…

23 Commenti Condividi

La Fiera è morta. Attenti agli sciacalli prima che si avventino sul luogo con mirabilianti progetti e senza risorse, e magari pensando di trasformare una zona residenziale in un inferno con centro congressi per migliaia di persone e relative auto, ci vuole il coraggio di rilanciare in modo diverso. Palermo non può rinunciare ad essere punto di riferimento dell’interscambio nel Mediterraneo impegnando la Sicilia a guardare a Sud ed alle economie rivierasche. Una nuova Fiera per assolvere alle funzioni cui pensiamo abbisogna di una nuova allocazione, in alternativa all’attuale sede che la vede fisicamente costretta in spazi insufficienti, priva di collegamenti stradali e delle irrinunciabili infrastrutture di sostegno come i parcheggi. Anche a Milano esisteva un problema analogo, cui si è posto rimedio con un grande progetto di parziale trasferimento della “vecchia” sede.

L’idea è quindi di riproporre a Palermo il “modello Milano” secondo un percorso che per grandi linee potrebbe essere il seguente. Il Comune di Palermo potrebbe, attraverso un bando internazionale, attivare un grande progetto che si articola in tre passaggi: individuare con l’ausilio dei migliori progettisti del mondo la migliore soluzione ambientale (spazi verdi, parcheggi interni, residenze, centri commerciali, cinema, spazi congressuali, etc etc) per il riutilizzo dell’attuale zona fieristica; cedere con bando pubblico l’attuale area fieristica alla cordata di imprenditori che fornisse le massime garanzie progettuali, tecniche e finanziarie; impiegare il ricavato della cessione dell’area fieristica per realizzare la nuova sede della Fiera del Mediterraneo in zona Bandita-Romagnolo, come già previsto dal PRG. Ad integrazione della ipotesi delineata e sempre sulla scorta del “modello Milano” il Comune dovrebbe, in tempi brevi, variare la sistemazione urbanistica della zona attualmente occupata dalla fiera, fissando alcuni parametri ambientali (verde attrezzato, zone comuni, piste ciclabili, caratteristiche di costruzione, etc) per la nuova iniziativa. Si potrebbero utilizzare, inoltre, gli spazi attualmente occupati dalla contigua caserma Cascino già smantellata; il che darebbe maggiore respiro al progetto e consentirebbe la nascita di un grande parco cittadino proprio alle falde del Monte Pellegrino.

Insomma, un’operazione che apparentemente si configura di mero trasferimento della Fiera potrebbe dare vita invece, senza oneri significativi per i bilanci pubblici, ad una grande iniziativa di recupero, fruizione comune, residenziale e di potenziamento della Fiera, tale da creare lavoro, muovere opportunità di investimento ed accendere sulla Città le luci (benevole) dell’opinione pubblica internazionale.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

23 Commenti Condividi

Commenti

    ma si dai applichiamo il “modello Milano” a Palermo…… e che ce vo……

    Mi rendo conto che, ogni volta qualcuno avanza una proposta concreta, ci sono dieci soggetti che vanno fieri del loro disfattismo. Non gli va bene niente e se ne esconoco con “ci vorrebbe ne altro”. Ci dicano che cosa non va “sul modello Milano”. Non credo che sia aupsicabile un “modello Burundi” perché già lo avevamo adottato. La Fiera del pane e panelle non ha mai decollato perch° gestita da persone (politici, tecnici ed organizzazioni di categoria) che avevano un solo obiettivo: costruire clientele.
    Che cosa ha mai fatto la Confcommercio il cui presidente è in sella q quell’organismo da quando molti di noi portavano i calzoni corti? Che cosa ha mai fatto la regione, la provincia od il comune per trasformare la Campionaria di maggio in un volano per l’economia? Nulla. Ha sperperato soldi come se nessuno di questi signori, in tanti anni, avesse mai messo fuori il naso dalla Sicilia,
    Inviterei i vari Francesco – se non lo hanno già fatto – ad andare a visitare la Fiera di Milano, o quella di Bologna, o di Bari o di Londra. Poi ci dica quale modello propone. La veritù è che, attorno a quell’area, hanno messo gli occhi i saccheggiatori del futuro che pensano di trasformarlo in dormitorio stile Viale Strasburgo. Dei commercianti, dell’economia che regge la piccola impresa che si fa carico delle sorti del paese, non interessa nulla a nessuno. Vogliamo solo gli stipendifici: incassare a fine mese dal comparto pubblico, senza avere per questo il dovere di svolgere un lavoro. Poi ci chiediamo perché Palermo sia al collasso. Noi tutti, con i nostri silenzi, ne siamo complici.

    Coloro che hanno gestito negli anni scorsi la Fiera non si sono adeguati ai tempi, invece di trasformare la Fiera rendendola veramente internazionale, con mostre di settore, come del resto fà da decenni la Fiera di Milano, hanno continuato a gestire una fiera di paese, con giostre, tarallucci e vino, villaggi gastronomici vari come un vero suk tunisino; in parole povere non hanno guardato al di là del loro naso, per loro bastava prendere fior di quattrini per dirigerla, poi se la fiera si aggiornasse o meno nel tempo non era loro compito. Pensate che in un anno appena Milano ha trasferito interamente la sua Fiera ch’era un fiore all’occhiello della città, che tra l’altro era nuova appena rinnovata; senza pensarci due volte hanno spostato la Fiera a Pero alle porte di Monza nell’area di una vecchia raffineria e, nello stesso anno hanno costruito il prolungamento della metrò fino all’uscita Fiera a Pero. Quì nel frattempo la facciamo fallire per incompetenza e costruiamo un tram che non serve a nulla; sicuramente l’area interessa a qualcuno ?!! ai posteri l’ardua sentenza

    Quella proposta da Gary Baldi è un’ottima iniziativa. Questa città deve cogliere tutte le occasioni per un rilancio della sua economia.
    Invito i palermitani a riflettere. Il futuro di questa città dipende dalla classe dirigente e politica. Se continuiamo a votare con l’anello al naso e chiudendo tutti e due gli occhi, poi non lamentiamoci se un patrimonio come la Fiera viene condotto per mano al fallimento

    Iniziativa convicente ma non compatibile con le speculazioni ….cui molti appetiscono che saranno poste in essere e scoperte ma solo dopo che il danno sarà stato fatto…e quindi sarà l’ennesima occasione perduta!

    radiamo al suolo tutto e facciamoci un bel palazzone con 6 scale e tre portinerie!!! 13 paini, un parco privato e magari una piscina con campo da tennis e calcetto!!
    Bivani da 290 a 340 mila euro per arrivare all’attico da 190 mq con vista castello e porto a poco più del milionello d’euro!!
    Dai dai dai!!!!

    Caro Rombodituono, non ho proprio nulla contro il “modello Milano” considerato anche che ci vivo dal 2005, semplicemente credo che non sia minimamente esportabile a Palermo, e chi lo dice (o lo scrive) non ha la mininima idea di quello di cui sta parlando. Me l’immagino già un’eventuale nuova fiera a Palermo infarcita di personale articolista ed analfabeta o ex galeotto dell’ennesima municipalizzata di turno, meglio veramente farci dei palazzi.
    Si può ipotizzare il modello che si vuole,mettere in concorrenza quello di Oslo con quello di Pechino,ma purtroppo Palermo è Palermo e non cambierà mai.

    Gary Baldi ha dimenticato solo una cosa: quel progetto, per essere portato avanti nella città di Palermo, dovrebbe godere di una sorta di extraterritorialità.
    E’ difficile immaginare i consiglieri del comune di Palermo che si occupano di un bando internazionale, loro che hanno insormontabili difficoltà quotidiane con la lingua italiana.

    caro GARY BALDI, nel tuo articolo non si intravede la benchè minima possibilità di lucro “extra” per la classe politica chiamata – a vario titolo e per le proprie competenze – a vigilare, certificare, vagliare, firmare etc etc… quindi dubito fortemente che il progetto prenda vita… lo stesso elefanteFIERA coni suoi vari commissari che si sono susseguiti ne è l’esempio vivente e la testimonianza – conti alla mano… in rossissimo, sono l’esatto termometro della vicenda… Salutiamo.

    L’idea di aprire la citta’ a nuovi modelli gestionali del territorio e’ interessante.

    Si parte sostanzialmente da zero (forse da sottozero), quindi non ci sono motivi o scuse per non agire al meglio.

    Mostriamo almeno una volta che a Palermo non esiste solo il megastore dove comprare, ma c’e’ spazio anche per i luoghi della cultura mediterranea.

    Dopo la rivoluzione del nord Africa sicuramente ci sara’ una grande sete di confronto fra le civilta’ e fra le culture anche sotto il profilo imprenditoriale.

    La tesi di utilizzare i fondi provenienti dalla riconversione dell’attuale area fieristica e’ interessante, ma richiedera’ un intenso controllo per evitare le infiltrazioni da parte di finti imprenditori e finti costruttori.
    Il paese dei parac….quari e’ sempre in agguato.
    Non possiamo sentir dire fra qualche anno : cribbio, mi sembrava un buon imprenditore, per lui avrei scommesso la vitola.

    la fiera e’ morta, viva la fiera.
    Condivido il modello gary baldino, proporrei un” work in progress” per garantire la riuscita.

    Entra un euro per la riconversione dell’area?
    si spende subito per la fiera.
    Il rischio altrimenti e’ che la classe politica ,perdendo tempo ,svaluti il senso della fiera occupandosi solo dell’intervento di ristrutturazione.

    E’ piu’ facile infatti costruire un’area nuova abitativa con relativi servizi che reinventare un polo fieristico congressuale .

    Finalmente un idea per questa città, bravo Gary Baldi.
    Un iniziativa che non ha bisogno di essere testata in quanto già realizzata a Milano ma posso con certezza dire anche in molte città europe.
    Proporre come tu dici il “Modello Milano” a Palermo dovrebbe essere un percorso che la nostra classe politica dovrebbe fare suo a prescindere dell’estrazione politica di appartenenza. Ma quì si assiste al totocandidati, una accavallarsi di nomi senza uno straccio di programma, un concorso di “bellezza”. Ma di bello ormai in questa città non vi è più nulla,avverto nelle persone che frequento un senso di stanchezza.
    Iniziative come questa ci darebbero un respiro internazionale ma sopratutto darebbero lavoro “vero” e opportunità di investimento.
    Certo bisogna stare attenti agli sciacalli ma non dovrebbe essere difficile porre in essere tutte quelle precauzioni che evitino infiltrazioni malavitose di ogni tipo, penso che il “modello” a cui ti riferisci sia anche questo.
    Un saluto e a presto con altre idee.

    CI CAMINA A TIESTA A GARY BALDI!

    La storia ce lo insegna:
    1 –
    un palermitano ha un’idea brillante da realizzare al di fuori della sua città?
    subito trova la sua realizzazione, i fondi e i sostegni tecnici e politici necessari !!
    2 –
    un palermitano ha un’idea brillante da realizzare all’interno della sua città?
    ma chistu cu è? ma chi bboli? cu avi i rarrieri? a ccu appartieni?
    e il progetto non troverà MAI la sua realizzazione tantomeno i fondi per non parlare del sostegno dei tecnici e dei politici !!

    Ma una soluzione ci sarebbe! Basta chiamare l’avv. agnello e in men che non si dica ci ritroviamo un bel centro commerciale che chiamerei LLL (LomabardoLumiaLobello)

    Un po’ di ottimismo non guasta. Diversamente dovremmo pensare che per questa città non c’è più speranza. Condivido le preoccupazioni di Francesco ma, proprio per questo, ritengo che questa città non vada abbandonata al suo destino ma aiutata a cambiare. Certo, le condizioni di bisogno, accrescono le cleentele ed i nullafacenti. Dobbiamo, pertanto, pensare ad uno sviluppo sostenibile. Palermo,attraverso un polo fieristico serio dal quale dovrebbero tenere giù le mani sindacati, associazioni di categoria, confcommercio e politicanti di infimo livello, potrebbe rimettere la capitale della Sicilia al centro dei commerci del Mediterraneo.
    Troviamogli una collocazione diversa come previsto dal piano regolatore, ad affidiamone la gestione a chi ha la giusta esperienza e la voglia di investire. Alle amministrazioni locali spetta il compito di vigilanza non quello della gestione. Si potrà fare solo se non scappiamo. A rimanere ci vuole molto più coraggio.

    PERCHE’ NO! FONDIAMO LA SOCIETà “SVILUPPO” FIERA E DIAMOLA IN MANO ALLE COOP ROSSE DI G.SALAMI E F.AGNELLO SE FALCK SI E’ AFFIDATA A LORO PER GLI AFFARI IN SICILIA VUOL DIRE CHE MERITANO….

    non buttiamola in politica.
    i soggetti interessati si facciano avanti con un proggetto serio, documentando la propria capacita’ imprenditoriale e la propria forza economica.

    Un bando internazionale con la disponibilita’ a dare gli spazi espositivi ai paesi mediterranei per i prossimi 15-20 anni potrebbe essere un’idea.

    Il ritorno d’immagine per loro potrebbe essere elevatissimo e la citta’ uscurebbe dall’anonimato imposto dall’attuale classe politica panormitana, regionale e nazionale.

    Purtroppo per predisporre un bando di questo tipo ci vorranno circa 15 anni,
    per valutare la validita’ dei partecipanti ci vorra’ un altro decennio, per attuare il tutto altri 30 anni.

    Quando tutto sara’ pronto gia’ ci sara’ la fiera su Marte, sara’ stata restaurata la fiera sulla Luna, Lombardo sara’ al 22o rimpasto di governo tecnico, Venturi tentera’ di portare la fiera a granmichele e noi saremo sempre qui a vendere paracqua.

    Gary baldi, se lei conoscesse meglio l’attuale classe politica ci penserebbe tre volte prima di proporre scenari di civilta’.

    Tradotto da Alice: “meglio, molto meglio, la mafia. Almeno fa lavorare noi di destra”.

    Probabilmente Alice non sa che la Falck, con le sue consociate, ha già prosciugato le casse regionali per oltre 60 milioni euro in progetti ed in consulenze che hanno portato al nulla di fatto. Lo chieda al presidente Lombardo e si informi sul flop degli inceneritori.

    @petrus
    fuori dall’antagonismo destra e sinistra che non mi interessa….non credo che la mafia abbia un colore politico ma che cerchi di insinuarsi ovunque si possa trarre profitto allo stesso modo è la coscienza civile che deve spingere tutti noi a prescindere dalla idee politiche a credere nella forza della battaglia per la legalità
    Molti fenomeni di delinquenza , come truffare la pubblica amministrazione ,non si chiamano mafia ma producono gli stessi effetti della mafia , perchè uccidono le libertà degli uomini e le possibilità dei cittadini onesti di destra e di sinistra.

    ti consiglio di informarti comunque perchè nella vicenda termovalorizzatori la mafia c’era….. in società con falck c’era anche un impresa SAFAB che oggi è sottoposta a misure da parte della procura.

    Resta poi che provocatoriamente ho tirato in ballo un esempio lampante di spreco di denaro che non ha comportato la realizzazione di alcunche’ e che meriterebbe chiarezza anche perchè si sono spesi oltre 60.000.000 di euro e non mi pare che ci sia l’ombra di un opera in sicilia ..ma che invece penda un causa di risarcimento.
    siamo di fronte al danno e alla beffa ….

    Prendi atto caro Petrus che il bigottismo fazioso e surrettizio di sinistra ha fallito :penati docet

    parola di una persona ideologicamente di sinistra

    A questo punto ce ne e’ quanto basta perché la procura della repubblica intervenga. VEDREMO………

    Caro vecchio brown e’ proprio la classe politica che governa oggi Palermo che dovrebbe andare a casa. Le idee come quelle di Gary Baldi vanno portate avanti. Speriamo invece che qualche politico la faccia sua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.