Gesip in liquidazione da 4 anni | Ma nel 2014 costerà 4,7 milioni

Gesip in liquidazione da 4 anni | Ma nel 2014 costerà 4,7 milioni

La società partecipata del Comune è da quattro anni in liquidazione, ma per quello in corso batte cassa con Palazzo delle Aquile per far fronte alle spese. Quasi cinque milioni da spendere in Tfr, personale e spese varie.

COMUNE DI PALERMO
di
2 min di lettura

PALERMO – Quasi cinque milioni di euro, anzi per la precisione 4,7. Di tanto ha bisogno la Gesip per il 2014 per continuare il suo processo di liquidazione. Una cifra, questa, contenuta in una tabella che sarebbe stata presentata dalla società al comune di Palermo durante un’assemblea con il socio unico, ovvero Palazzo delle Aquile, e che adesso sarà oggetto di un confronto con l’amministrazione comunale.

Milioni di cui la Gesip, e le sue partecipate, Gesip servizi e Spo, hanno bisogno non solo per assicurare ai dipendenti il trattamento di fine rapporto, ma anche per garantire la continuità delle attività. La Gesip è in liquidazione dal 2010 e il tribunale, per due volte, ha rigettato l’ipotesi di fallimento perché la considera come un’azienda pubblica visto che il socio unico è il Comune. Un’interpretazione che fa a pugni con quella utilizzata per far fallire l’Amia, ma il punto è che la Gesip non può fallire. I suoi dipendenti però, insieme a quelli di Gesip servizi in cassa integrazione in deroga, sono passati dal 2013 alle dipendenze di piazza Pretoria, utilizzati per 20 ore la settimana. La Spo invece di dipendenti non ne ha più, conta solo un liquidatore: il personale è passato alla Regione (gli ex Pip), mentre i 92 impiegati sono stati messi alla porta.

Ma perché un’azienda da anni in liquidazione ha bisogno di 4,7 milioni di euro? Quasi tre milioni servono in realtà per il Tfr, in linea con i dati del 2013, che è peraltro un diritto del lavoratore che ogni mese ha versato le somme vedendosele trattenute dalla busta paga; poco più di 231mila sono necessari per il personale (più gli oneri per la Cig), mentre oltre 800mila euro servono le spese generali (tutte comprensive di iva).

Tra queste circa 17mila euro serviranno per le consulenze fiscali, 4mila per le visite fiscali e 11mila per acqua e energia elettrica, in diminuzione rispetto allo scorso anno. Le spese per liquidatore, revisore e sindaci arrivano a quota 164.590 euro in totale (comprensive di iva), mentre quelle per le spese di consulenze legali ammontano a 180mila euro tondi. Una cifra non di poco conto per un’azienda che, oltre a svariate cause, ha un legale (l’altro è stato licenziato) tra i dipendenti in Cig in forza al Comune. Altri 65.812 serviranno per pagare l’affitto di un capannone per il deposito dei beni, 19.600 invece per l’affitto della sede di piazzetta della Pace e 34.475 per manutenzione e canone del sistema informativo. Azzerate le spese per la vigilanza e il noleggio dei fotocopiatori. 114.476 euro saranno necessari per Gesip servizi, la società satellite che conta un centinaio di dipendenti, e 53.707 per la Spo, la Servizi per l’occupazione, da anni senza alcun dipendente.

Cifre che, rispetto al passato, sono comunque in diminuzione: nel 2012, per esempio, gli affitti ammontavano a oltre 300mila euro, quando ancora la Gesip era in via Maggiore Toselli. Da allora il liquidatore, Carlo Catalano, si è armato di forbici e ha tagliato il tagliabile (tra cui due dirigenti), mantenedo otto unità amministrative in Cig al 50%.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI