La mozione anti-Monterosso

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Il testo integrale della mozione di censura nei confronti del Segretario generale di Palazzo d'Orleans Patrizia Monterosso.

XVI Legislatura ARS MOZIONE N. 286 –

Rimozione del Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana. L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che: il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo indaga ormai da tempo sui finanziamenti agli enti di formazione nell’ambito dei PROF (Piano regionale per l’offerta formativa); secondo gli inquirenti, sulla base di quanto è emerso dall’indagine sulla nota vicenda delle integrazioni finanziarie concesse agli enti di formazione, sono stati assegnati dei fondi extra budget ‘immotivati’ agli enti di formazione siciliani in aggiunta a quelli previsti dal PROF 2007 per un ammontare complessivo superiore a 4 milioni di euro; i fondi extra budget sarebbero stati utilizzati per assumere nuovo personale e per finalità diverse rispetto a quelle previste dalla legge, ossia per coprire la differenza delle retribuzioni laddove fossero scattati aumenti contrattuali;

la Corte dei conti ha condannato in primo grado il capo del dipartimento della Formazione professionale a quel tempo in carica, dott.ssa Patrizia Monterosso, oggi Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana, oltre a diversi politici di spicco, Assessori e dirigenti; la dott.ssa Patrizia Monterosso, condannata per aver concesso agli enti di formazione professionale fondi extra budget considerati illegittimi dai magistrati contabili, dovrà risarcire all’erario 1 milione e 279 mila euro;

la condanna fa riferimento ai soli finanziamenti erogati nel 2007 e non a quelli erogati nel 2008 (pari a 14,5 milioni di euro), nel 2009 e nel 2010 (che ammontano a 4,9 milioni di euro per ciascun anno), per un importo complessivo pari a poco meno di 25 milioni di euro; la Procura regionale della Corte dei conti ha avviato delle indagini sulle nomine dei dirigenti esterni alla Regione, e che nel corso dell’inchiesta sarebbe stata coinvolta anche l’allora dirigente generale del dipartimento della Pubblica istruzione, dott.ssa Patrizia Monterosso; la Corte dei conti contestava il ricorso ai dirigenti generali esterni da parte dell’Amministrazione regionale, senza che prima si fosse verificato se tali posti potessero essere occupati dal personale interno alla stessa Amministrazione;

RILEVATO che: il primo atto della vicenda delle integrazioni finanziarie concesse agli enti di formazione risale al settembre del 2013 quando, sulla base delle indagini del nucleo di Polizia tributaria di Palermo, vennero condannati dalla Corte dei conti, con sentenza definitiva, l’ex Assessore regionale Mario Centorrino e l’ex dirigente generale Gesulado Campo per danno all’erario, avendo disposto di talune somme non programmate; l’inchiesta riaperta di recente nel settore della formazione professionale ha portato per nove persone, fra burocrati e politici, una nuova condanna della Corte dei conti, che ha nuovamente censurato il metodo delle integrazioni, ossia quei finanziamenti extra budget concessi agli enti alla fine delle attività formative, senza motivazione adeguata; nell’atto di citazione, depositato dalla Procura della Corte si legge che la Guardia di finanza ha depositato un’informativa che ricomprende, oltre ai finanziamenti illegittimi del 2007, i danni erariali scaturiti dalle integrazioni successive al PROF 2007;

a seguito delle acquisizioni istruttorie e delle memorie depositate da funzionari e politici coinvolti nelle indagini della Procura della Corte dei conti, sotto la lente dei magistrati contabili sono finite oltre 70 procedure di integrazione, per un importo complessivo di 5 milioni di euro erogati a 38 enti di formazione; l’indagine condotta dal sostituto Procuratore, dott. Gianluca Albo, ha avuto nel mirino il piano formativo del 2007, irrobustito da integrazioni finanziarie fatte nel 2008 e nel 2009; l’istruttoria ha portato all’individuazione di coloro che si sono resi responsabili di illegittime elargizioni di fondi, fra i quali l’attuale Segretario generale di Palazzo d’Orleans, dott.ssa Patrizia Monterosso, spicca per la pesante condanna a suo carico per danno erariale alla Regione siciliana;

CONSIDERATO che: Salvatore Taormina, attuale dirigente del dipartimento Finanze e per anni dirigente generale e Segretario generale dell’Amministrazione regionale, ed Alessandra Russo, per alcuni anni dirigente generale dell’Assessorato regionale Lavoro, hanno presentato ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale contro la nomina, avvenuta a luglio 2012, di Patrizia Monterosso a Segretario generale della Presidenza della Regione; il Governo della Regione ha confermato la dott.ssa Patrizia Monterosso quale Segretario generale della Presidenza della Regione, prima volta, nella storia della Regione, che la più alta carica amministrativa regionale viene affidata ad un esterno; la sentenza di condanna in primo grado della Corte dei conti ha stabilito che gli extra budget costituiscono un danno per l’erario poiché si tratta di cifre non programmate ma sborsate dalla Regione per pagare il personale; la motivazione della sentenza è fondata sull’assunto secondo il quale non è possibile incrementare la cifra dei finanziamenti già stanziati, restando vietato sforare il budget;

con la prosecuzione delle indagini e le possibili ulteriori condanne, in vista dello svolgimento del successivo grado di giudizio, non si esclude che l’ammontare del risarcimento possa notevolmente aumentare; il giudizio espresso nell’atto di citazione dal Pubblico Ministero, Gianluca Albo, è stato severo in quanto punta il dito contro il ‘disinvolto avallo delle richieste di integrazione finanziaria sprovviste di un titolo giuridico a loro sostegno e di qualsiasi utilità’ […] in quanto ‘espressione di intollerabile leggerezza e negligenza funzionale in tutte le fasi del procedimento di integrazione’; secondo il Procuratore della Corte dei conti si è in presenza di una violazione dei canoni comportamentali previsti tanto dal buon senso comune, secondo i quali un ente privato non può gestire arbitrariamente risorse pubbliche, quanto dal buon senso gestionale, che deve rispondere ai principi di trasparenze ed economicità;

in data 13 marzo 2014, l’avv. Anna Rosa Corsello, dirigente del dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative, dichiarava dinanzi alla V Commissione legislativa permanente dell’Assemblea regionale siciliana ‘Cultura, formazione e lavoro’ di aver riscontrato la totale mancanza di controlli nei rendiconti degli enti, circostanza da lei in passato più volte segnalata attraverso relazioni inviate al Governo regionale;

RITENUTO che: il comportamento adottato dalla dott.ssa Patrizia Monterosso, nella qualità di capo del dipartimento della formazione professionale, rappresenta una palese violazione dei solenni principi sanciti dalla Costituzione italiana, che, all’art. 54, impone ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche il dovere di adempierle con disciplina e onore; il comportamento della dott.ssa Monterosso appare contrario ai principi del buon andamento e di imparzialità cui devono essere ispirati i pubblici uffici che sono al servizio esclusivo della Nazione, secondo quanto prescritto dal combinato disposto degli articoli 97 e 98 della Costituzione; a livello nazionale, il D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato) prevede, all’art. 84, la destituzione dall’incarico quale pena inflitta a coloro che si rendano responsabili di atti che rivelino mancanza del senso dell’onore e morale nell’espletamento del pubblico incarico, a coloro che per dolosa violazione dei doveri d’ufficio arrechino grave pregiudizio allo Stato o a enti pubblici o a privati, a coloro che si rendano responsabili di un illecito uso o distrazione di somme amministrate,

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

a rivedere la propria posizione e a rimuovere la dott.ssa Patrizia Monterosso dall’incarico dirigenziale di Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana, in quanto coinvolta nell’indagine della scelta dell’attuale Governo dei dirigenti esterni e condannata, seppur ancora in primo grado, dalla Corte dei conti per danno erariale a seguito delle integrazioni finanziarie illegittime erogate agli enti della formazione professionale.

(26 marzo 2014) CIACCIO – CANCELLERI – ZAFARANA – PALMERI – CAPPELLO – TANCREDI – CIANCIO – FERRERI – MANGIACAVALLO – SIRAGUSA – TRIZZINO – FOTI – LA ROCCA – ZITO – GRECO G.

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