La poesia dei siciliani atipici | Elogio di Ficarra e Picone - Live Sicilia

La poesia dei siciliani atipici | Elogio di Ficarra e Picone

Sono diventati familiari, raccontando una Sicilia che non si compiace del suo male, perché reagisce con la scrittura. Ma c'è un'altra virtù che rende inestimabili Salvo e Valentino (e non Pif, per esempio): la poesia.

I personaggi
di
15 Commenti Condividi

Incontrando da qualche parte Ficarra e Picone, si scopre che sono persone normali e palermitani atipici. Non montano sopra scalini di superbia, come suole per i conterranei che hanno fatto – meritoriamente – fortuna. Non fanno finta di non sapere chi sei. Non cedono al gioco delle occhiate, per cui se guardi il vip e lo riconosci, lui ti riguarda con degnazione: no, loro guardano per primi e magari (anche) per primi salutano.

Questa è la premessa. Segue la sostanza: Salvo e Valentino – palermitani e siciliani atipici per nostra grazia ricevuta – sono tra gli ultimi poeti rimasti, nel loro quadrato nobile di humor e cervello. Ed è una circostanza rara conoscere un poeta nel momento in cui vive, rendersi conto che non c’è bisogno di addobbarlo con la penna di Dante, la gobba di Leopardi, la polvere dei libri antichi, per sentirlo vicino. Qui ce ne sono addirittura due. E se qualcuno storcerà il naso, perché un vate può essere tale solo da defunto – quanti danni ha provocato in cecità e sordità la maledizione scolastica del trapassato – proveremo umilmente a spiegargli che ha torto.

Quando il presente elogio fu pensato – qualche anno fa, per gratitudine nei confronti della levità e dell’intelligenza – mancava al suo autore la consapevolezza piena della poesia di cui si parla. E’ arrivata, una sera, a teatro. Si dava – al ‘Biondo’ di Palermo – ‘Buttanissima Sicilia’, enciclopedia acuminata dei mali che ci affliggono, scritta da Pietrangelo Buttafuoco, materializzata per il palcoscenico da Peppino Sottile. A un certo punto dello spettacolo, quando risate e amarezza avevano condotto lo spettatore sul sentiero stretto di uno stato d’animo difficile, Salvo Piparo – mirabilissimo teatrante – iniziò a sussurrare un racconto di Salvo e Valentino, cucito sull’occasione.

Era la storia malinconica della terra siciliana che si ritirava dalla sua gente, che andava via, che spariva per sdegno, strappando strade, case e montagne. Una sintesi dell’apocalisse, col dono della profezia, visto che il famoso viadotto non era ancora crollato. Era, appunto, malinconia purissima. Che diventava tristezza. Che si scioglieva in pianto. Ma, di fianco alla pena, arieggiava una cristalleria di parole e immagini che fungevano da contrappasso, da sollievo. La bruttezza riscattata dalla bellezza. Non è forse poesia? Fu naturale tornare a casa e rivedere qualche film alla luce della rilettura. Non è forse poesia – di vicolo, di osteria, dei cenacoli che sfoggiano letteratura – il ghigno di Tony Sperandeo che – ne ‘Il sette e l’otto’ – rimescola le posizioni dei nostri eroi, scambiati per disavventura e malizia alla nascita, poi sussurra: “Tuttapposto”. Infine, crolla sul divano, prorompendo: “Tuttapposto a’ minchia”. Non è poesia il timbro di Pino Caruso che spiega da quali fili possa essere resa inestricabile una matassa? Lo è. Come era poesia quel racconto in calce a ‘Buttanissima’.

Valentino e Salvo posseggono, oltretutto, il dono della familiarità che è l’assoluto ingrediente dell’arte. Ciascuno dei due avrebbe potuto figurare da compagno di scuola di tutti. Salvo, lo studente comico, sicuro nello sberleffo e nello scherzo, temerario al cospetto della prof di matematica, inarrivabile a calcetto, abbondante nelle conquiste, con un fondo di affetto dietro la maschera giullaresca. Valentino, colui che per abbaglio si innamorava della ragazza del primo banco – “La più carina, la più cretina” – però poi trovava l’amore giusto. Senza avere, nel frattempo, mai smesso di sognare e di scrivere bigliettini, sotto lo sguardo grifagno della medesima prof di matematica.

Poeti, dunque e generosi, come dimostra la partita del cuore organizzata per regalare una Tac all’Ospedale dei bambini. Generosi, ancora, nel convocare nei canovacci dei loro film i bravissimi sopravvissuti – alcuni fortunati, altri non – di una giungla conterranea di attori che meritano anch’essi plauso e riconoscenza. Poeti, dunque rigorosi, nel raccontare un’Isola verace.

E qui è necessario aprire una dolente parentesi. Sono afflitti – coloro che conservano occhi e cuore – da una riduzione pigra dello spazio e dei tempi che ci riguardano, da un calco di piovra – una formina da lido del luogo comune – che modella a sua immagine e somiglianza ogni cosa. E non che non ci sia da indignarsi, da soffrire, da combattere per la regione impiovrata, disperata, malgovernata. Tuttavia, stridono ormai con la sensibilità di tanti il resoconto compiaciuto del male, la retorica grondante sangue, la mafiologia applicata pure agli angeli, la coppola calzata a soffocare tutto. Né incantano i maldestri tentativi in direzione contraria, che puntano sulla risatina per scuotere il lutto dalle vesti,  aggiungendo sabbia al deserto. Ed è opportuno citare, a riguardo, il caso di scuola: ‘La mafia uccide solo d’estate’ di Pif, che, con molta buona volontà e parecchie strizzatine d’occhio al marketing, ha servito la bevanda di un’opera tanto pretenziosa, quanto inconsistente, scambiando leggerezza e vacuità.

Salvo e Valentino, Valentino e Salvo, fanno altro. Per ogni dolore chiuso nella sua noce offrono uno scalpellino, un foro nel muro, un cielo sempre disponibile. Per ogni Sicilia irredenta, inventano la redenzione della scrittura. Non a caso, il mirabile Piparo, in una chiacchierata, ne spiegò così l’unicità: “Entrambi sanno costruire case robustissime che addobbano con splendide finestre”. Certe parole corrono a salvarti ovunque. E danno respiro a certe stanze della vita, chiuse a chiave, senza nemmeno un balconcino infiorato.

 

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

15 Commenti Condividi

Commenti

    Fenomenali Ficarra e Picone e siamo d’accordo, ma non ho capito questo accanimento nei confronti di Pif. Tra l’altro, La Mafia uccide solo d’estate è stato premiato anche all’estero.

    Ficarra e Picone sono straordinari e normali allo stesso tempo. Meritano 10 e lode.
    Non si capisce invece queste classifiche sull’antimafia, sulla sicilianità, ecc…
    Gentile Puglisi, o spiega bene la sua tesi o davvero non si capisce: Cuffaro perseguitato, Falcone eroe normale ma non tra gli eletti, Pif scarso poeta antimafia.
    Coraggio, ci dica la sua senza giri ….

    Concordo con tuttapposto , a me il film di Pif è piaciuto, ma siccome ho una certa età, capisco anche che qualche “passaggio” su PIF mi sarà sfuggito…
    Anche io penso che Ficarra e Picone siano fenomenali nella loro sicilianità, ma mi viene ognio tanti qualche dubbio sull’esportazione tramite schermo dei peggiori aspetti di questa sicilianità, nell’ambito dei quali mi pare di cogliere quasi un apprezzamento…
    In altri termini, ad esempio nelle scene dei furti dei cartelli stradali o in altre in cui il modello di sicilianità non è che sia rappresentato come perfettamente corretto, non so fino a che punto chi vede coglie questa poesia…

    Mirabile scultura di due artisti autentici. Artisti che esprimono armonia e generano armonia in tutto quello che fanno. Poeti ispirati e coppia di interpreti saggi della scuola superiore delle “maschere eterne” che è Palermo. La spinta critica he anima la loro satira è una lezione di eleganza e di sano umorismo. Mai sguaiati e mai volgari. Bravi e semplicemente UNICI. Non aggiungo nulla sulle chiose a PIF, per rispettare il commento ai nostri eroi della semplicità maestosa. Mi piacerebbe, in altra occasione, poter esprimerle, dr. Puglisi, il mio modestissimo pensiero sul regista anche lui palermitano.

    non è anche un atteggiamento da puro palermitano quello di elogiare un proprio simile, screditandone un altro!?!? non poteva scrivere elogi e lodi per Ficarra e Picone senza parlar male di Pif? si tratta di due generi completamente diversi, non paragonabili!
    perfettamente d’accordo con lei sulle straordinarie capacità dei due comici, ma in totale disaccordo su Pif e sulla critica che serve per bilanciare un encomio.

    In effetti nemmeno io ho capito l’attacco a Pif (ha servito la bevanda di un’opera tanto pretenziosa, quanto inconsistente, scambiando leggerezza e vacuità). Sono due modi diversi di rappresentare la “sicilianità”, i nostri vizi..e qualche virtù. “La mafia uccide solo d’estate” per me è stato un capolavoro, perchè ha saputo raccontare la mafia con quel pizzico d’ironia e sarcasmo che se magari non ci aiuterà a sconfiggerla del tutto, quanto meno ci aiuta a guardare il fenomeno senza la riverenza e la paura di una volta. Onestamente dopo la visione del film ho fatto un parallelismo con “La vita è bella”. Qualcuno si aspettava da parte degli ebrei una forte indignazione, mentre invece hanno apprezzato col classico humor che li contraddistingue. Due modi di raccontare le tragedie con leggerezza (che non sempre è sinonimo di insensibilità)….

    A me Pif non piace e il suo film m’é parso costruito e nulla piú.
    Che sia stato premiato all’estero é una conferma.
    Ficarra e Picone sono superlativi perché sono veri.

    Concordo pienamente sul giudizio del film di Pif.
    Il film più “stupido” e vuoto che sia mai stato prodotto sul problema mafia con grave danno d’immagine per la Sicilia.
    Lo stesso Pif, sorpreso per il successo commerciale, ha dichiarato che dovrà lavorare molto per farne un altro.
    Penso che gli verrà abbastanza facile farne un altro anche su argomento diverso.
    giacomo

    boh…applicando lo stesso metro, non capisco perchè i film di ficarra e picone dovrebbero invece giovare all’immagine della Sicilia

    Ficarra e Picone due immensi poeti… grazie per avercelo fatto capire, non ce ne eravamo accorti, per arrivare a tanto era proprio necessario screditare Pif?

    Ficarra e Picone sono divertenti due maschere siciliane …stop. Pif un ironico siciliano che ha fatto un bel film.

    Ficarra & Picone, come Pif, sono espressione ironica della Sicilia.
    Francemente la critica cinematografica mi sembra superficiale. Nessuno di loro ha fatto capolavori. La contrapposizione, da questo punto di vista, mi pare una forzatura.

    Ficarra e Picone sono genuini; Pif per me no

    Tutti bravi e divertenti.
    Ma la teoria sulla rappresentanza della Sicilia no eh …

    Ottimo Puglisi.

    Condivido la Sua opinione su Ficarra e Picone e su Pif.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *