La priorità per il nuovo sindaco? Potenziamento dei vigili urbani

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Serve una efficace azione di controllo preventivo
SEMAFORO RUSSO
di
2 min di lettura

Se qualcuno dei candidati a sindaco di Palermo, di qualunque schieramento o in corsa solitaria, mi chiedesse quale sarebbe secondo me la priorità da mettere subito nero su bianco in fase di scrittura del programma non avrei alcun dubbio: l’immediato potenziamento, in termini di risorse umane e materiali e di capacità organizzative, della Polizia municipale.

Si potrebbe dissentire considerate le mille emergenze della città, dal risanamento finanziario alla soluzione del problema rifiuti, dal recupero delle cosiddette periferie, dei borghi marinari e della costa al trasporto pubblico, dal rifacimento dei marciapiedi e delle strade cittadine al rilancio delle attività economiche, eccetera eccetera. Ne siamo perfettamente consapevoli, eppure nessuna buona amministrazione potrà segnare un punto di svolta epocale a Palermo senza il contributo pieno dei palermitani, obiettivo raggiungibile solo attraverso un’azione efficace di controllo preventivo e poi sanzionatoria da parte della Polizia municipale.

A volte le rivoluzioni culturali vanno “aiutate” attraverso il timore di giuste sanzioni a fronte di comportamenti censurabili. Sempre però, non una tantum. Purtroppo il panormita in larga misura, pur con numerose ma insufficienti eccezioni, non rispetta leggi, regolamenti e le comuni regole del vivere civile. Duole ammetterlo, da palermitano, ma è così. Dovremmo tutti fare una semplice esperienza, come mi capita da anni avendo rinunciato all’uso dell’auto se non in casi davvero eccezionali, quella di camminare a piedi per la città coprendo alcuni chilometri.

o spettacolo è desolante. Strisce pedonali (dove ancora rintracciabili) e scivoli occupati, motociclisti e ciclisti che passano allegramente con il rosso (lo fanno anche i pedoni che evidentemente si ritengono esenti dall’osservare le norme del codice della strada), doppie e triple file, ambulanti in posizione fantasiosa, adesso si sono aggiunti i monopattini impazziti. C’e poi tutto il capitolo delle discariche a cielo aperto, il disordinato conferimento dei rifiuti, gli atti di vandalismo su beni collettivi e connessa microcriminalità. Irrisolto il caos nelle vie e nelle piazze nelle quali spadroneggia “certa movida” a danno del diritto dei residenti al riposo notturno, del decoro e dell’ordine pubblico.

Potremmo continuare. Qui, ovviamente, non vogliamo accusare nessuno, conosciamo bene il lavoro enorme svolto dai “caschi bianchi”, il punto è un altro. Carenza di personale, elevata età media, molteplicità di funzioni e diffusa inciviltà dei cittadini impongono, se non vogliamo che Palermo resti così com’è a dispetto del miglior sindaco del mondo e di programmi ambiziosi, una capillare, visibile e quotidiana attività, lo ripetiamo, di controllo e sanzionatoria. Non solo, ma al di là dei mezzi ordinari occorre fare ricorso anche alle migliori e più avanzate tecnologie disponibili in materia di sicurezza urbana (approfittando anche di fondi europei e statali concepiti allo scopo). Un tempo si diceva che il vigile urbano, con la sua divisa e la sua presenza, in qualche maniera rappresentava il biglietto da visita di una metropoli, la sua prima immagine. Oggi è raro vederlo in giro. È proprio il caso di tornare, naturalmente in versione moderna, a quel tempo. 

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