CATANIA – “La carne era perfettamente conservata. C’era solo una confezione di salsiccia priva dell’etichetta, ma la cui tracciabilità’ è riportata in fattura”. Replicano così, alle accuse mosse dalla polizia, i titolari del ristorante “Fratelli la Bufala -Burg” dei Portali che replicano a quanto riportato nel comunicato stampa inviato dalla Questura. “La carne era in perfetto stato – affermano.
La temperatura della cella frigorifera è di 4 gradi – proseguono – ma è risultata essere di 8 gradi, solo perché la porta della cella è stata aperta e richiusa continuamente. Le foto poi – proseguono – sono state scattate solo dopo che il cibo era stato portato fuori”.
Relativamente alla carne priva di tracciabilita’, i titolari spiegano come questa sia riportata in ogni fattura emessa regolarmente dalla macelleria artigianale che la fornisce, dal momento che questa non possiede etichettatrice. Anche ri guardo al personale, i titolari confermano come tutto sia in regola.
La nota ufficiale del legali: “Quale legale di fiducia della “Pizzeria Fratelli la Bufala – Burg” esercente all’interno del Centro Commerciale “I Portali”, ritengo opportuno segnalare la fallaceità delle informazioni incautamente divulgate ai danni della mia Assistita che respinge, fermamente, ogni contestazione. Non mancheremo di dimostrare, nelle opportune sedi giudiziarie, l’infondatezza delle mere irregolarità contestate alla mia Assistita. Ciò che rileva in questa sede è rassicurare la Clientela della “Pizzeria Fratelli la Bufala – Burg” esercente all’interno del Centro Commerciale “I Portali” circa il travisamento giornalistico dell’accertamento in concreto esitato dalla PG. Infatti, i 300 Kg di alimenti sono stati sottoposti a sequestro sol perché sarebbero stati conservati promisquamente all’interno di un’unica cella frigo grande quanto una stanza di un’appartamento. Perché il lettore possa meglio comprendere, il cattivo stato di conservazione contestato afferisce alla presenza, all’interno della stessa cella frigo, di carne e vegetali ben confezionati e non in contatto diretto gli uni con gli altri. Gli Accertatori non hanno, invece, rilevato la presenza nella cella frigo di alimenti avariati o nocivi per la salute che fossero pronti per la somministrazione alla Clientela. I pochi alimenti ancora confezionati e già scaduti non erano destinati alla somministrazione bensì alla loro distruzione. Si rileva ancora che gli Accertatori non hanno rilevato “cattive condizioni igienico sanitarie” , ma semplicemente “presenza di sporcizia” riferendosi alle tracce lasciate sul pavimento della cella da qualche alimento caduto ai cuochi nelle fasi cogitate di preparazione delle portate. È chiaro che la cella frigo e la cucina sono costantemente puliti ma ciò non impedisce a qualche pomodoro di cadere sul pavimento ed ivi lasciar traccia della sua sfortunata fine. Va smentita seccamente la notizia data circa le “pessime condizioni igieniche, riscontrate anche nei locali delle cucine” che non trova alcun riscontro nel verbale redatto dagli Agenti Accertatori. Non meno infondata è la contestazione circa l’omessa informazione degli avventori della presenza negli alimenti somministrati di allergeni che, per intenderci, sono tutti quei prodotti alimentari che possono provocare allergie o intolleranze. Infatti, in ogni menù a disposizione degli avventori sono specificamente indicati gli ingredienti utilizzati di talchè chiunque possa essere ben consapevole della propria scelta alimentare. Da ultimo, non possiamo fare a meno di indignarci per la pubblicazione e divulgazione di fotografie che dovrebbero trovarsi nel fascicolo del PM e non sulle pagine dei giornali”.
