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La Sicilia che muore di Regione

Il museo del Satiro che non apre nei festivi malgrado i 25 addetti. I soldi per le imprese artigiane dirottati per salvare gli stipendi dei forestali. Due istantanee di una Sicilia soffocata dal leviatano Regione

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PALERMO – Notizia numero uno. Mazara del Vallo, martedì 21 ottobre. Il sindaco Nicola Cristaldi chiede alla Regione siciliana il trasferimento della gestione del Museo del Satiro al Comune. Il motivo? Lo spiega lo stesso primo cittadino: “Venticinque addetti della Regione per la gestione di uno spazio di poco più di duecento metri quadri non riescono ad assicurare l’apertura del Museo del Satiro di Mazara nei giorni festivi o lo fanno solo in alcune ore”. Si parla di uno dei più preziosi gioielli del patrimonio artistico e culturale della Sicilia. Quando lo abbiamo spedito in Giappone è stato accolto da superstar e ha totalizzato in qualche mese di esposizione un milione e 300 mila visitatori. In Sicilia, nel museo che lo ospita, nel 2011 lo hanno visto in 15 mila.

Notizia numero due. Palermo, martedì 21 ottobre. All’Assemblea regionale siciliana, mentre l’Aula è paralizzata da tempo, le commissioni si riuniscono. La seconda, la commissione Bilancio, è alle prese con la spinosa pratica degli stipendi dei forestali e del Ciapi. I soldi non ci sarebbero. Ma si trovano. Come? Il salvadanaio si chiama Crias. La soluzione è quella di prosciugare il fondo unico per le imprese artigiane. Soldi, tra i pochissimi ancora superstiti, destinati a investimenti. Che se ne andranno via in stipendi. Per garantire quel gigantesco ammortizzatore sociale che è l’esercito dei forestali. I soldi per rimpinguare le casse della Crias si troveranno, si dice. Col tempo. Quello che le imprese non hanno. Solo a Palermo nei primi sei mesi di quest’anno si sono registrate 830 cancellazioni dall’albo degli artigiani, rispetto a 530 nuove iscrizioni. E altrove in Sicilia la musica non cambia.

Due notizie, due istantanee che si perdono fra le tante altre di giornata. E che sono solo piccoli tasselli di un enorme, deprimente mosaico a tinte fosche. Quello di una Sicilia che lentamente muore. E muore di Regione. Non solo, certo. Ma anche. E per negarlo ci vorrebbe davvero coraggio.

È questa la fotografia della Sicilia che si dimena come un animale morente. Soffocata dal peso di un leviatano mostruoso, di questa mastodontica e vorace Regione figlia di decenni di scellerate follie. È questo il frutto di anni in cui ci si è illusi, e non sempre in buona fede, che per fronteggiare sottosviluppo e disoccupazione la ricetta fosse quella di trasformare le istituzioni regionali e locali in giganteschi stipendifici, piuttosto che investire risorse per creare sviluppo, sostenere il tessuto imprenditoriale, rimuovere le cause che ne soffocavano la crescita. L’eredità che c’è stata lasciata è quella di uno spaccato da socialismo reale, in cui le energie, la voglia di intraprendere, persino i gioielli di un passato glorioso come il Satiro danzante, rimangono soffocati da una cappa asfissiante.

Un mastodontico baraccone, imponente monumento all’inefficienza, in cui si consumano tragiche guerre tra poveri. E per garantire a oltranza assegni e sussidi in nome del no alla macelleria sociale, si consuma la medesima macelleria sociale ai danni di imprese e lavoro, che nel privato vengono spazzati via in un inarrestabile processo di desertificazione. Che lascia per terra vittime colpevoli solo di non rappresentare pacchetti di voti facilmente controllabili.

È questo l’unico azzeramento di cui ci piacerebbe sentire parlare. Anzi, che ci piacerebbe vedere messo in pratica, ché di parole, diciamo la verità, siamo tutti fin troppo stanchi. L’azzeramento di un sistema di morte. Prima che non resti più niente di vivo da distruggere.

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Commenti

    La vera riforma è abolire questa Regione inutile quanto dispendiosa, vero tappo allo sviluppo civile di un popolo.

    bell’articolo, veramente….e veramente di cuore mi fa dire che facciamo schifo! si davvero facciamo schifo! siamo arrivati alla frutta. ma cosa lascieremo ai nostri figli? cosa ne rimarra? Proprio vero siamo solo dei miserrimi fannulloni buoni a nulla.

    Il presidente lo aveva detto qualche settimana fa ad una conferenza….aveva accennato ai sindacati che si erano messi di travero e che non consentivano di far aprire i musei anche di domenica e festivi. Forse sono gli stessi sindacati che costringono a dover mantenere lo stipendio a quei dirigenti come la Corsello e che non possono essere allontanati visti i loro grandi in-Successi.
    Dall’altro lato poi si stornano somme che dovrebbero essere date a settori vivi e vitali per fare investimenti ed essere competitivi verso settori di ben nota storia mafiosa-politico-clientelare (metteteli come volete, tanto sono la stessa cosa) quali la formazione e i forestali. Tanto la capre che pascolano alla regione tali rimangono…..e la sicilia torna a bruciare ogni estate.
    La nostra amata regione si è mangiata tutto senza coscienza, adesso si sta mangiando pure i suoi piccoli, non sta rimanendo più nulla. c’è ormai poco, pochissimo, come le idee nei dirigenti e nei politici. Un enorme vuoto a destra e quattro teatranti a sinistra (Raciti può fare quello che vuole tanto lo hanno zittito e, comunque come vadano le cose, il pd non prenderà manco la metà dei voti alle prossime elezioni regionali. Carpe diem….e tira a campare che è meglio che tirare le cuoia). Ho proprio il timore che il movimento 5 stelle vi asfalterà.

    Ormai non vi è che una soluzione: istituire il reddito di cittadinanza per tutti ma proprio tutti e sbaraccare ogni altra forma di assistenzialismo!

    Ad Hong Kong si muore per una speranza di democrazia in Sicilia non ricordo nessuno che gridava mentre si consumava quanto descritto in questo articolo. Chi scrive dove si trovava?

    Anche lei, Toscano?
    Anche lei è, come Puglisi, l’inviato speciale del “potere che si dimena”?
    Chi glielo dice a Lumia che i fatti da lei raccontati sono veri? Veri e indecenti.
    Mah, quasi quasi a dimenarsi è sembrato più Lumia quando tenta di usare Sciascia. Nelle sabbie mobili dell’ultima spiaggia (salvo una letterina minatoria o la scritta “lavami” sull’auto in modo che tutto torni in ordine, chissà).
    Ah, Toscano, fulgido esempio dei dimenatori associati.

    Mandate a casa la Furnari, un assessore talmente imbarazzante da schiudere nuovi orizzonti di significato all’aggettivo “inadeguato”.

    è ancora una vergogna si levano soldi alle imprese per pagare i forestali. non ho nulla con i forestali ma tutti quelli che conosco io e ne conosco tanti, i giorni passano a fare scampagnate. ma siccome portano molti voti, per i politici va bene cosi

    ma dove vivono i nostri politici, abberrante è assistere alla conservazione che il dichiarato trasformismo, le presunte ostilità seguite a pace fu’, ma dove andiamo a parare lo sappiamo tutti, lo sanno anche loro. occorre un colpo di reni, come un buon portiere , riesce così ad evitare il goal, bisogna, non rialzarsi perche sicuramente non potremo farcela, lasciateci in pace, cercheremo di ripigliarci il futuro, ma andate via.

    Quante volte paghiamo i forestali, almeno tre:

    1. gli stipendi, che vengono fuori dal bilancio regionale e che quindi utilizzano euro che non potranno poi essere utilizzati per lo sviluppo;
    2. l’indennità di disoccupazione, penso proprio che la percepiscano, quindi continuiamo a pagarli, ma questa volta sotto forma di contributo INPS;
    3. la concorrenza sleale, perché di sicuro molti di essi durante l’anno no sta con le mani in mano ma svolge altre attività che potrebbero essere addirittura in nero, ovviamente avendo un reddito garantito possono farlo ad un regime più conveniente rispetto chi invece paga tasse e contributi;

    DOMANDONA FINALE: ma se abbiamo un forestale per albero, come si spiega che ad ogni focolaio arrivano di gran corsa aerei ed elicotteri, vengono forse gratis??

    Sono bravi i politici siciliani e molto intelligenti: regalano quasi i boschi a una multinazionale tedesca che gestisce una centrale a biomassa da 20 MW che incassa 44 ML di € anno in incentivi e poi non sanno come pagare i forestali. Che fegato!!!!!!

    Si certo , quanto riportato nell’articolo in parte è vero, in Sicilia nel passato la Politica ha imposto l’assistenzialismo e impedito uno sviluppo vero dell’economia.

    Ma ci sono anche troppe cose che stanno succedendo che sono poco chiare, e che non sono spiegabili con quanto riportato sopra , come per esempio la Formazione dove si era detto che si sarebbero utilizzati i Fondi Europei, che i soldi c’erano, con il risultato che sono anni che i dipendenti non vengono pagati. Come lo si spiega????

    Altro esempio la cassa integrazione che ritarda non solo in sicilia ma in tutta italia, gli esodati , le tasse spaventose che aumentano sempre di più ,quindi non siamo solo ad un problema siciliano , ma ad una crisi complessiva mondiale , dove chiaramente tutti i paesi del sud europa che si sono basati maggiormente sull’assistenzialismo pagano un prezzo altissimo , rispetto ad altri.

    Ma perché non si dice anche, che tutto questo è dovuto principalmente ad una cricca di Fondamentalisti (Troika, BCE e via dicendo) che impone parametri e condizioni assurde, e che (questa la vera colpa) sia i Politici nazionali che quelli regionali accettano supinamente senza opporsi , invece di fare gli interessi della gente.

    Personalmente ho la partita IVA da 25 anni e mi mantengo da sola, pero sono STUFA di pagare tasse per servizi che non ricevo pur di mantenere questi nullafacenti che producono ZERO. Si paga la produttività. Sciopero fiscale….arrangiatevi da soli.

    – La notizia della chiusura festiva del museo del Satiro nonostante i 25 addetti della Regione, non deve stupire: legittimo è il sospetto che quei 25 addetti rappresentino bacino di raccomandati da politici referenti.

    – Costoro, evidentemente, possono permettersi di rifiutarsi di lavorare nei gg festivi perchè protetti da chi li ha imboscati in quel posto di lavoro.

    – Il Sindaco Cristaldi, quindi, prendendo a pretesto questo disservizio oggettivamente scandaloso, probabilmente, desidererebbe allontanare quei 25 fannulloni della Regione per sistemarne qualche altra decina (di lavoratori locali) seguendo la solita prassi in Sicilia: clientelismo e raccomandazione.

    – Lungi l’idea del politico siciliano, di qualsiasi corrente, di pubblicare bandi di mobilità per soli titoli, riservati a personale laureato qualificato: troppo semplice, e come si alimenterebbe allora il bacino elettorale ?
    Purtroppo, da questo punto di vista, finora nessuna azione tangibile di discontinuità con il malcostume vigente, da parte del Governo Crocetta.

    Tre righe per sintetizzare un fatto storico.
    Bravo.
    Aggiungo solo che ancora oggi c’è chi rimpiange i vari Cuffaro e Lombardo ed ho detto tutto

    liquidate la regione e tutti i suoi dipendenti …siamo falliti

    l unica cosa per cui vale la pena vivere in Sicilia è il clima .
    La regione Sicilia va subito commissariata !!!!

    I presidenti della Regione, i governi, i deputati di questi ultimi venti anni (e non andiamo indietro negli anni ancora) sono colpevoli di aver gestito le risorse umane e finanziarie della Regione in modo dissoluto, facendo scelte criminali(!) rivolte a dilapidare masse ingenti di denaro in favore di clientele voraci che hanno declassato la politica e le rappresentanze elette diventati carnefici e vittime della ricerca del consenso.
    Le risorse destinate agli investimenti sono state dirottate in favore di clientele e apparati smisurati. Si chiamano, lsu divenuti precari dell’amministrazione regionale e degli enti locali, formazione professionale slegata dalla scuola e dal lavoro, forestali e altri ancora. Tutti in danno ad un sistema produttivo che non è potuto mai crescere.
    Il sistema delle imprese private è letteralmente scomparso, favorito dall’assenza di ricerca e dal declassamento degli atenei siciliani.
    Le risorse finanziarie derivante dal bilancio sono state tutte rivolte al personale dipendente nelle sue diverse forme, senza fornire il ben che minimo servizio alla Comunità isolana. Siti e musei nell’abbandono più totale, al punto da subire i ricatti di lobby corporative, difese dalle organizzazioni sindacali indisponibili alla pur minima flessibilità di prestazione lavorativa, necessaria a far vivere e rendere fruibili luoghi e siti di grande pregio, che il mondo ci invidia.
    Lo stesso accade per i lavoratori forestali, non sempre utilizzati al meglio. L’Azienda foreste non segue un programma operativo di prevenzione, dagli incendi alla protezione e tutela del territorio. Questi lavoratori, più di altri fruiscono di una doppia tutela lobbistica. Una tutela sindacale e una, ben più influente dello stesso Governo, protezione politica e parlamentare che in modo trasversale attraversa tutti i gruppi.

    Ho visto sproloquiare l’altra sera, il presidente Crocetta, in una trasmissione televisiva. Ho provato disaggio e vergogna nel vedere la mancanza di argomenti e la superficialità con cui venivano affrontati questioni come, il sovraccarico di personale nella pubblica amministrazione e l’utilità dei forestali impiegati dalla Regione.
    Assessorati come il Turismo e i Beni Culturali, che dovrebbero rappresentare il cuore pulsante dell’economia dell’Isola, con apparati e strutture che vivono di improvvisazione, senza linee guida e programmi; assessori di passaggio, cui manca la competenza e l’autorevolezza a svolgere la funzione di governo, spesso succubi dei dirigenti generali, a sua volta non riconosciuti dal personale dipendente.
    A questo Governo e a questo Presidente non abbiamo nulla a pretendere. Non sono idonei a svolgere il mandato politico e di governo. Dobbiamo attenderci che questa Legislatura abbia a finire il più presto possibile.

    Attenti, domani Crocetta, nelle sue passeggiate giornaliere alla Procura, potrebbe approfittarne per denunciarvi per attentato alla sua nullità e a quella in cui sta versando la Regione Siciliana.
    Non è che per arrivare fin qui è stata una minchiata di poco conto, c’ha impiegato due anni di enormi sacrifici e duro lavoro per portare la Sicilia a questo punto.
    Voi ci scherzate con questi articoli…

    La Regione Siciliana degli ultimi quaranta anni è uno stipendificio, è un baraccone con pseudo politici che si attegiano a grandi statisti, con 27 mila dipendenti quanti lo sono quelli messi assieme della Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Malgrado queste imponenti cifre di dipendenti non sono capaci di tenere aperto un museo di 200 mq dal lunedi alla domenica. Bisogna affidare ai privati la gestione dei siti museali. In altre parti del mondo con il 3% dei beni culturali che abbiamo noi ci farebbero musei, alberghi, ristoranti, sale conferenze, dibattiti, etc. In sintesi un giro d’affari che porterebbe reddito per tutti. Da noi no, si tiene chiuso perchè alcuni magnaccioni non possono lavorare la domenica, lo stipendio lo prendono senza lavorare, i sindacati non vogliono. Mandiamoli tutti a casa………….i fannulloni……

    Il museo di Mazara ha 25 dipendenti e la domenica è chiuso, provare per credere, quello di Terrasini non ha niente di interessante e i dipendenti non fanno niente.
    Povera Sicilia

    Sarebbe come abolire lo stato, in Sicilia il pubblico è la regione, tutto ê regionale, possiamo tornare alle tribù, prima della costituzione degli stati. E per l’abolizione cosa ci consiglia? Che metodo?

    dimenarsi = movimento = M5S = silenzio assordante = gattipardo = Sicilia = Regione = dimenarsi = ………

    Gran parte di questo disastro è frutto dell’autonomia siciliana.
    Bisognerebbe abolire lo statuto speciale e diventare una regione come le altre.
    Spero che qualcuno possa seriamente avviare una riflessione (e perché non Live Sicilia) che possa portare in breve tempo ad indire un referendum per l’abrogazione dello statuto speciale.

    una cosa è la Regione ed un’altra cosa è la classe politica che la governa.
    Scagliatevi contro i responsabili del mal governo ma non contro l’istituzione , morta la regione morta la Sicilia, andremo a Roma in pellegrinaggio a umiliarci per parlare con figuri politici più loschi dei nostri, con la coppola in mano a domandare la carità di farci campare.

    Ma veramente dobbiamo ancora sentir dire che è interesse “della gente” foragiare i forestali in cambi di voti?
    NO, diciamolo chiaro: la colpa è di Joker e di Goblin.
    Almeno ogni tanto loro sono sconfitti dall’Uomo Ragno e da Batman!!!

    Il problema è esattamente questo.
    Se c’è un ente inutile e mangiasoldi
    completamente burocratizzato
    e asservito agli interessi di pochi
    questo si chiama “Regione”
    …se a “Statuto Speciale” ancora peggio…

    Quando si vanno a confrontare i diversi sistemi economici
    dei paesi europei si nota subito che le maggiori somiglianze
    si hanno tra Germania e Italia
    Ma com’è che in Germania il sistema è virtuoso
    mentre in Italia … beh … manco vale la pena di commentare..

    C’entrano qualcosa le “Regioni” in questo?

    Si … moltissimo!
    I Lands tedeschi sono enti pubblici super efficienti
    che lavorano in stretta collaborazione con le banche locali
    da questa sinergia traggono forza e potenza le imprese
    piccole e medie che rappresentano l’ossatura fondamentale
    del sistema economico Tedesco

    Anche in Italia le imprese piccole e medie rappresentano
    (ma ancora per poco) … l’ossatura del sistema economico
    ma qui devono vedersela con un sistema bancario
    che funzionava fino alla “Grande Riforma” che lo ha
    reso simile al sistema americano … quindi totalmente
    a rischio liquidità ed inefficiente totalmente verso
    le piccole e medie imprese. ..
    Se poi a questo aggiungiamo la mostruosa realtà
    della burocrazia regionale che divora ingordamente
    qualsiasi risorsa possa arrivare … beh .. il quadro è completo

    Come dico da molto tempo sono le Regioni che vanno abolite
    non le Province … che rappresentano un ente molto più vicino al cittadino
    quindi anche più facilmente “controllabili” …
    ma forse è proprio questo che si vuole …
    creare enti sempre più lontani e incontrollabili dalla gente
    in modo che la burocrazia possa fare quello che vuole

    ma quanto potrà durare?

    non possiamo più permetterci questa regione, l’unica soluzione è abolirla.
    quanto ancora potremo foraggiare questi cialtroni, mangia soldi….basta….basta….basta

    HO MOLTO APPREZZATO I VARI COMMENTI… RITENGO NON SIA IL CASO DI UMILIARSI PER OTTENERE GIUSTIZIA CONTRO UN FALLITO GOVERNO (FR’ALTRO NON ELETTO DAL POPOLO SOVRANO). E’ UN DIRITTO DI OGNI CITTADINO, OTTENERE QUANTO LA COSTITUZIONE PREVEDE: LAVORO E DIGNITA’ DELLA SINGOLA PERSONA, IN OGNI REGIONE/COMUNE DELL’ITALIA!

    Caro Toscano, si informi prima di cascare nelle trappole preparate da chi vuol mescolare le carte. Mi risulta che il museo del satiro quest’anno non ha mai chiuso nei giorni festivi. E i custodi non sono 25 ma 19!!! Che poi i sindacati abbiano delle colpe è un altro discorso.

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