Sicilia, difendi l'autonomia | O rischi l'autogol

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Commenti

    Dario Immordino, la sua analisi si apre correttamente ma si conclude in modo molto semplicistico. L’involuzione dell’autonomia è conseguenza dell’erosione del titolo V dello Statuto a opera dei governi italiani. Titolo V che in ogni caso è rimasto completamente inattuato nei due articoli (37 e 38) che potrebbero realmente fare la differenza per le sorti dell’isola. Sottrazione di risorse da parte dello Stato italiano che lei stesso riconosce in alcuni passaggi del suo articolo.
    Stante la perdurante aggressione da parte dei governi centrali all’autonomia finanziaria della Regione -aggravatasi negli ultimi anni- non le sembra troppo semplice la chiusura della sua riflessione? Quei due capoversi finali in cui lei giustamente indica i doveri dello Stato verso le rivendicazioni della Regione Siciliana descrivono uno scenario che è tutt’altro che ineluttabile come apparirebbe dalla sua narrazione. 70 e rotti anni di autonomia violata ce lo testimoniano. Per realizzare quanto lei scrive occorre una battaglia politica di tale portata da potersi paragonare a quella del 1946.

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Ricordate Diventerà bellissima? Il suo leader, Musumeci, nel post Presidenza Regione per continuare in politica ha dovuto chiudere bottega e passare tra i Fratelli. La cosa uguale uguale non si potrà fare per Schifani, ma a quanto pare il club dei presidenti del Senato proverà a salvare l'appartenenza a Forza Italia di Schifani (ma non sarà facile) e la sua poltrona di Presidente di questa regione (anche questo non sarà facile). Vedremo.

La stampa fa il suo lavoro e questi sono i nostri politici. Ma bisognerebbe chiedere ai siciliani se gradiscono questo presidente del senato con la sua storia e il suo stile, magari confrontandolo con un altro conterraneo come il presidente Mattarella. Il pensiero di La Russa, siceramente, mi lascia indifferente.

Per la SEUS 118 sarebbe auspicabile prevedere un Direttore Generale come le aziende sanitarie con resposabilità gestionale diretta e non di comandante politico di un consiglio di amministrazione. Aldilà delle propagande, convegni, congressi e belle parole spese per i suoi amati dipendenti soccorritori e di qualche collaboratore amministrativo vicino al colore politico di appartenenza, cosa avrebbe fatto di concreto Castro per meritare la riconferma proposta e pubblicizzata da un sindacato e un comitato composto interamente da dipendenti vicini e di un territorio della Sicilia adiacente a quello di Castro? Un amminstratore dovrebbe amministrare una società pubblica senza alcun altro fine se non quello della gestione trasparente e imparziale. Per altre società partecipate, come il caso della SAS è stato azzerato il cda per presunte anomalie gestionali, perchè non verificare anche in seus? La buona e sana politica dovrebbe meditare bene le prossime scelte.

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