La Start-up made in Sicily |che fa tremare i colossi del web - Live Sicilia

La Start-up made in Sicily |che fa tremare i colossi del web

La storia che racchiude una sfida destinata ad espandersi qui a Catania e nel resto del mondo. I fratelli Elisa e Flavio Fazio, paternesi, sono i fondatori della startup del sito fai da te.

Si chiama "Flazio"
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CATANIA- La nuova frontiera del site-building è targata Flazio ed è interamente catanese. Il merito è tutto dei due fratelli Elisa e Flavio Fazio, originari di Paternò, fondatori di una start-up che continua a crescere non sono in Italia, ma anche oltre confine dando filo da torcere ai grandi colossi del digitale. Dalla precocissima passione per la programmazione di lui e dal piglio manageriale di lei nel 2009 nasce flazio.com, grazie al quale ora diventare un website maker è semplice e veloce. Già realizzati 90mila siti web, un progetto nato per gioco e oggi osannato dalle maggiori testate nazionali e per ultimo dal blog statunitense Tech Crunch. “ Abbiamo creato – ci raccontano – un portale attraverso il quale chiunque a costi bassissimi da casa può creare il proprio sito web rapidamente e con la possibilità di aggiornarlo in qualsiasi momento in maniera facile, tecnologica e interattiva”.

La ricchezza dei template unita alla semplicità del drag&drop e ricavi in mano grazie all’advertising, sono solo alcuni degli ingredienti che hanno decretato il successo della startup del sito fai da te. Il CompStore è il fiore all’occhiello della piattaforma, perché offre una grande varietà di componenti per costruire un sito, dall’e-commerce, alla newsletter, mail, ai banner pubblicitari senza nessuna struttura standard. “Il cliente – dice Flavio – inoltre è costantemente supportato dagli assistenti sempre in linea pronti a risolvere qualsiasi problema”. Elisa, ingegnere (32 anni) e Flavio (24 anni) ci accolgono insieme a tutto il Flazio team nella loro sede a Canalicchio dove sono circa 20 fra dipendenti, consulenti e collaboratori, tutti giovanissimi, che quotidianamente sfidano i grossi competitors del web design. Ma la storia di Flazio , come ci spiegano, ha avuto una lunga gestazione. Flavio sin da adolescente, da autodidatta ha iniziato a creare siti per alberghi e hotel.

I fratelli Fazio

“In realtà – racconta Elisa – abbiamo iniziato come web agency, Flavio a casa aveva a disposizione tanti pc, io lo seguivo essendo più grande, per curare i rapporti con i clienti, ma ero presa da tutt’altro: studiavo ingegneria edile con indirizzo urbanistico, non capivo nulla di programmazione. Ma nel frattempo Flavio – continua Elisa – diventava sempre più bravo, e mano a mano crescevano le esigenze dei nostri clienti, che aumentavano e desideravano essere più autonomi nel gestire e aggiornare i loro siti. Da lì prende corpo l’idea di creare una piattaforma, nel 2009 quando era quasi pronta, mi rendo finalmente conto che Flavio aveva creato qualcosa di pazzesco e unico, così lascio tutto, compresi i miei incarichi alla regione, e inizio a lavorare con lui alla startup. Il primo passo – prosegue – era cercare di ottenere un fondo d’investimento, e cominciamo a partecipare a molte competizioni nazionali ed internazionali per farci conoscere”.

Vincitori del Mind The Bridge, premiati a Silicon Valley, finalisti al Wind Business Factor e menzionati da Working Capital, i due fratelli con i loro pitch mostravano come attraverso pochi click fosse semplice costruire un sito. “Davanti agli occhi increduli di tutti – continuano Elisa e Flavio –in soli 5 minuti creavamo un sito che solitamente un grosso utente pagava migliaia di euro in maniera semplice e gratuita”. E nel 2011 il finanziamento di 400mila arriva da Zernike Meta Venture in collaborazione con la Provincia di Catania. “ Si tratta di un 30% di finanziamento da parte di privati mentre il 70% è pubblico. Gli investitori privati hanno deciso di puntare davvero sui giovani e non sul cemento come spesso accade. Un dato certamente significativo”.

Ma i ricavi in mano grazie all’advertising, il numero dei click dei visitatori e delle visualizzazioni, rappresentano sicuramente le caratteristiche che contraddistinguono la startup, un tocco nuovo nel mondo del site-building che stimolerebbe ancora di più clienti ad affidarsi a Flazio. “ Il cliente – spiegano – aggiungendo con un click in totale autonomia il componente pubblicitario potrà guadagnare dalla pubblicità dei nostri inserzionisti con i quali abbiamo stipulato delle partnership. Noi ci tratteremo il 10% per coprire le spese , il resto è del cliente. Al raggiungimento dei primi 50euro inviamo, infatti, il bonifico, che spesso poi utilizza per passare alla versione premium”. Esistono infatti le versioni free e pro dell’account. “In quella a pagamento – continua Elisa – disponibile con 9 euro al mese, non sarà più visibile il domino Flazio nell’indirizzo url e il cliente avrà a disposizione più componenti. Cerchiamo di puntare sulla quantità, non potremmo ridurre i costi più di così. Il cliente – dice – inoltre potrà guadagnare grazie ad impression e click dei visitatori, maggiore saranno le visualizzazioni maggiori saranno quindi i suoi guadagni”.

“This, it seems, is Flazio’s salsa segreta” ha scritto John Biggs, giornalista blogger di Tech Crunch riferendosi alla possibilità di costruire il sito anche dalla propria pagina Facebook. “ E’ un altro dei nostri punti di forza, – dice Flavio- il cliente adesso con un click potrà importare tutti i dati e i contenuti dal proprio profilo facebook per creare il suo sito in modo semplice e totalmente personalizzabile. Non dovrà fare nulla perché penserà a tutto Flazio”.

Ma per i due giovani imprenditori, naturalmente non mancano i problemi e le difficoltà. “Fare azienda in Italia – sottolineano – è difficile. Abbiamo una normativa sul lavoro ferma agli anni sessanta, in cui non esisteva la figura del programmatore o del tecnico informatico, ma solo quella del metalmeccanico. Questo comporta spese di assicurazioni onerose e inutili. Ma non volevamo assolutamente sfruttare i nostri ragazzi – precisano – ma al contrario valorizzarli, per questo alcuni li abbiamo assunti con contratti a tempo indeterminato, scartando immediatamente altre formule. Questo crediamo dia una prospettiva di continuità e solidità dell’azienda e stimoli quindi i nostri collaboratori a lavorare più serenamente. Non potremmo pensare di spostare questa startup altrove, sarebbe come privarla della sua identità siciliana. Noi – concludono Elisa e Flavio – siamo i primi a crederci”.

E nell’ultimo numero in edicola, I Love Sicilia dedica ampio spazio all’iniziativa lanciata dai ragazzi di “Flazio”: approfondimento di quella che è la start-up che sta mietendo proseliti ovunque.

 


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