La terza media del ministro | Dilaga l'ignoranza sui social - Live Sicilia

La terza media del ministro | Dilaga l’ignoranza sui social

Le accuse all'incolpevole ministra? Segno della crisi d'identità di un Paese che sa solo urlare

DALI' A QUI
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La ministra Bellanova ha la terza media, e allora? Ha alle spalle un curriculum di vita da far impallidire professoroni del settore e forse farà meglio di tanti altri.

Sia chiaro, ho sempre stigmatizzato e continuo a stigmatizzare l’ignoranza in politica, rido per non piangere quando m’imbatto in onorevoli agghindati di giacca, cravatta e pompa magna che sfiorano l’analfabetismo o poco ci vuole.

Ma ci sono degli ambiti in cui la mancanza d’istruzione viene abbondantemente compensata dall’esperienza, dall’attivismo, dalle fronti sudate e le mani sporche (nel senso più nobile del termine); e allora non è più ignoranza, ma piena consapevolezza e capacità. Il mio giardiniere forse non ha neppure la licenza media, eppure se ne intende più di tanti agronomi che si sentono un tronco e mezzo e il mio giardino fiorisce che è una meraviglia.

Del resto, cosa vuol dire essere ministro o fare il sindaco o assumere un incarico assessoriale? Vuol dire mettere a disposizione di quell’incarico la propria sensibilità politica e la propria competenza; e quella della Bellanova è competenza acquisita letteralmente sul campo.

Se la ministra fosse laureata, voi ruggenti social-opinionisti, sareste più tranquilli sulle sorti dell’agricoltura del vostro paese? La verità è che non ve ne importa niente, ne’ delle capacità o delle incapacità di chi vi governa, ne’ dell’agricoltura del vostro Paese. V’interessa solo riempire quella confusionaria agorà, fatta di selfie ed emoticon, di uno sterile vociare che non finisce mai, per trasformarla puntualmente nel più banale e dozzinale ballatoio di borgata.

E volano gl’insulti, che condiscono o si alternano a fiumi di parole in libertà, che pretendono d’assurgere a verità politologiche, come se a qualcuno interessasse degli stereotipi ciclostilati che, tronfi, postate sul governo ladro e sulla pioggia che va.

Ma tant’è. Questo sono i social e questa è la politica al tempo dei social. È la nostra società, un po’ gretta e un po’ ignorante, che genera mostri istituzionali concepiti in piattaforme e pericolosi condottieri di piazze gremite e di policromati pensieri al fulmicotone.

La vera crisi è questa e purtroppo non è ancora finita; anzi. È la crisi d’identità di un Paese, dove un tempo santi, poeti e navigatori ne solleticavano l’anima più genuina e moderatamente sobria; e dove ora regnano gl’insulti urlati e smanettati all’indirizzo di una signorona dall’improbabile veste azzurra, la cui colpa è quella di non avere nulla per cui essere insultata, se non far parte di un governo che neppure a me piace, ma che non è meno “innaturale” di quello precedente.


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Commenti

    Paragonare il governare un paese o un un aspetto di un paese quale possa essere il settore agricolo alla gestione di un giardino é quanto meno infelice. Se un giardiniere anche senza licenza media riesce a rendere rigoglioso un giardino pur non essendo agronomo non stupisce nessuno. Ma per amministrare un paese oltre all’esperienza e all’intelligenza della ministra Bellanova, che non sono messe minimamente in discussione, é neseccaria anche una certa cultura. Non me ne voglia nessuno, non dico che la scuola o la laurea siano sinonimo di bravura ma per ricoprire determinati ruoli ci vuole esperienza, onesta e studio. Poiché la scuola, il percorso di studio, ti da metodo e conoscenza che sono senza dubbio un valore aggiunto alla gestione della cosa pubblica che la sola esperienza non può darti…quindi senza nulla togliere alla bravura della nuova ministra, non sminuiamo il ruolo della scuola e il valore della cultura. Ma in Italia tutto è possibile per cui incrociamo le dita e buon lavoro a tutti

    Assolutamente irrisoria la terza media – la cultura si crea anche con l’esperienza, documentandosi e con la sensibilità personale

    Ho sentito in questi giorni anche qualche esponente della Lega irridere Luigi Di Maio per il fatto che fa il Ministro degli Esteri senza conoscere una parola di inglese……….ora basta, giudicate i ministri ed i politici dai fatti e non dal titolo di studio che hanno, in quanto uno potrebbe pure essere analfabeta ma risultare alla fine un grande ministro che ha lavorato seriamente per il proprio paese. Del resto nella mia lunga carriera lavorativa ne ho conosciuti di plurilaureati che non sapevano neppure scrivere una lettera.

    Ma non diciamo fesserie per ricoprire un ruolo istituzionale un minimo di studi e cultura ci vuole, poi se dobbiamo per forza fare entrare l’asino nella bottiglia e un’altra storia.

    Se la critica alla critica viene da chi confonde il floricoltore con l’agronomo a posto siamo…un esempio a cosa serve la cultura!

    Università di Sant’Abrogio….

    Egregio dott. Eusebio Dalí, concordo pienamente sul concetto da lei espresso in merito al valore dell’esperienza manuale e “lavorata col sudore”, principio da me ribadito più volte e in cui credo fortemente. Tuttavia mi sorge spontanea una domanda:《Quanti lettori riuscirebbero ad interpretare il significato del suo articolo alla luce del linguaggio aulico da lei riportato senza una completa e solida cultura?》. Con immutata simpatia e stima. Vincenzo Prestianni

    Condivido le opinioni espresse nell’articolo.
    E vero che la ministra Bellanova ha solo la terza media ma le condizioni economiche della famiglia non gli permisero di continuare la scuola. Ha iniziò a lavorare come bracciante agricola a 14 anni e già a 15 anni era capolega della federazione dei braccianti della CGIL nella Camera del lavoro della sua città mentre a 20 anni divenne coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti
    Ha combattuto la piaga del caporalato e conosce bene la situazione dei contadini del sud e i problemi dell’agricoltura
    Ha alle spalle un curriculum di vita, sindacale e politico da far impallidire certi “professoroni” . Abbiamo avuto ministri diplomati e laureati che pensavano che Matera si trovava in Puglia o che tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso ( Abruzzo) era stato addirittura scavato un tunnel.
    Certo la ministra Bellanova non è giovane, bella e magra e veste in maniera discutibile ( gravissima colpa): ma se qualcuno ha acclamato gente che indossava abusivamente divise militari o felpe di pessima qualità , francamente possiamo tollerare i vestiti della ministra .
    Valutiamola per quello che farà e non per l’abito che porta

    Sono d’accordo che il titolo di studio non sia garanzia di competenza. Allora è tempo di traslare il concetto anche per i concorsi o quant’altro preveda il titolo di studio come discriminante di valutazione o di accesso a selezioninternet.

    Da una vita scrivo poesie e leggo libri…ho la terza media….e non ho mai potuto partecipare ad un concorso per insegnare a scuola, dove per altro qualche amica laureata mi dice che non può nemmeno partecipare perché non ha l’abilitazione ( altro corso di studi con esami ).
    Come funziona in Italia??? Non sapevo potevo fare il Ministro però !!

    E quindi, ne parliamo del ministro degli esteri?

    A fronte di quello che propina la scuola e l’università italiana (corrotti) meglio una competente con la terza media!!!

    Commento a IO per fortuna che l’ottanta per cento dei politici che hanno governato il nostro paese sono laureati …..alcuni di loro addirittura professori e hanno fatto cose “incredibili”

    La società ha creato nei social dei mostri. Accollateveli .

    Una domanda: com’è che una signora con la terza media può diventare Ministro, mentre un comune cittadino, se non ha come minimo il diploma quinquennale, non può neppure partecipare ad un concorso da netturbino?
    In un tg andato in onda ieri è stato trasmesso un servizio proprio sulla signora neoministro, ed è stato detto, testuali parole, che “è stata fortemente voluta da Matteo Renzi”. Adesso si spiega come mai siede su quella poltrona …
    E poi dicono che Renzi non ha più alcuna influenza nel PD

    L’ignoranza e l’incultura non permetteranno mai di governare un paese. È bla cultura la base di ogni paese. Sapere coltivare patate e cipolle è una cosa utile e nobile come ogni lavoro ma governare un paese è un’altra cosa incompatibile con l’ignoranza. Qualcuno dice che le lauree si danno a cani a porci e forse è vero ma, chi non riesce a prenderle che cosa

    Fara’ meglio di tanti altri con due Lauree

    Per insegnare agronomia ci vuole la laurea in Agraria, facoltà sempre di 5 anni, quando per le altre erano 4 anni, e conseguire detta laurea non era tanto facile.
    Pur essendo un grande esperto di agricoltura non può mai essere un insegnate di agraria negli Istituti tecnico agrario ne tanto meno all’università.
    L’esperienza vale per la pratica ma non si può gestire un Ministero con la pratica.
    In merito alla cultura ed ai titoli accademici: Di Maio anni 32 titolo accademico diploma di scuola superiore, oggi ministro degli Esteri, mi piacerebbe vedere come si porrà negli incontri con gli altri Ministri del nostro globo, a tal proposito ricordiamoci che non sapeva pronunciare correttamente il nome del Presidente della Cina.
    Quale considerazione potrà avere l’Italia durante gli incontri con i responsabili dei due Ministeri sopra citati. Mio Dio come siamo caduti così in basso anche se questo governo ha avuto la benedizione anche del papa.

    Mi consenta l’estensore dell’articolo: tale Erasmo da Rotterdam scrisse un” elogio della pazzia” . Si parva licet componere magnis, lei ha scritto un elogio dell’ignoranza! Voglio ricordare che tra i vecchi politici colti, tanto vituperati c’erano: Ciampi. Moro,Amato,Fanfani, Togliatti,Spadolini etc … Poi c’era Di Vittorio che forse non aveva la licenza elementare ma guidava milioni di uomini. La mediocrità non è vun esempio da propinare ai giovani. se non avessimo avuto i filosofi ed i pensatori la civiltà sarebbe agli albori ed impererebbe la barbarie, alla faccia di tutti i coltivatori di cipolle della terra.

    Decisamente infelice e per nulla pertinente l’esempio del giardiniere che fa fiorire le piante di un giardino, cosa c’entra con un agronomo, scusate?
    Sarà pure competente il nostro nuovo ministro ma, lasciatemelo dire, c’è un limite a tutto. Un ministro non può avere solo la licenza media quando, per partecipare a diversi concorsi al ministero, è richiesta (giustamente) come minimo la laurea! Ma allora facciamo che tutti possono fare tutto senza titoli di studio che tanto non servono a nulla? L’Italia è ormai un paese dove imperversa un preoccupante populismo che la sta trascinando sempre più giù.

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