PALERMO – Arrestati, condannati e ora assolti. “Il rapporto sessuale fu consenziente”, hanno sempre sostenuto gli avvocati Matteo La Barbera e Giovanni Marchese. In appello deve essere passata la loro linea difensiva visto che la Corte presieduta da Antonio Napoli ha mandato assolti Alfio Nuccio, Roberto Salerno e Andrea Castellana. In primo grado erano stati tutti condannati a quattro anni ciascuno di carcere.
La vicenda è del 2013. I genitori di una ragazza chiamano il 113. La figlia ha raccontato di essere uscita di sera per comprare le sigarette. Davanti ad una pizzeria aveva incontrato Andrea. Lo conosceva di vista. Qualche birra di troppo, fino a quando la ragazza ha accettato di farsi riaccompagnare a casa. Durante il tragitto, l’invito a fare tappa a casa di Andrea. Che, una volta chiusa la porta dell’appartamento, avrebbe iniziato a toccarla. Quindi, il rapporto sessuale. Da quel momento in poi, secondo il suo racconto, sarebbe stata catapultata in un inferno. La ragazza ha riferito di aver tenuto gli occhi chiusi sperando che tutto finisse presto, non riusciva a ribellarsi ad opporre resistenza. Nel frattempo sarebbero intervenuti con forza, anche gli altri due amici. Finalmente sarebbe riuscita a liberarsi e a scappare.
Furono i familiari ad accompagnarla in ospedale. L’indomani la ragazza aveva riconosciuto in commissariato le foto dei tre ragazzi. Castellana si presentò spontaneamente in commissariato. “Non ho nulla da temere”, disse.
I legali hanno fatto emergere in dibattimento le incongruenze nel racconto della presunta vittima che si era costituita parte civile. Dovrebbe essere stata soprattutto la visita ginecologica, che escludeva tracce di violenza sessuale, a fare cambiare le sorti del processo.



