L’allarme del direttore Barbagallo: |“A rischio stipendi dei lavoratori” - Live Sicilia

L’allarme del direttore Barbagallo: |“A rischio stipendi dei lavoratori”

Stipendi fermi a novembre. La Regione avrebbe erogato solo una parte delle somme spettanti all’ente. Il direttore dell’ente Giuseppe Barbagallo annuncia battaglia. “Per gli agricoltori l’acqua costerà quanto la coca cola”.

Consorzio di bonifica 9
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CATANIA – E’ solo calma apparente al Consorzio di Bonifica 9 di Catania. La situazione, purtroppo, sarebbe più grave del previsto. Le casse sono in rosso e le risorse stanziate dalla Regione, così come già anticipato negli scorsi mesi, non bastano a coprire gli emolumenti dei lavoratori. “Siamo molto preoccupati per la situazione che si sta venendo a creare. La drastica riduzione dei contributi erogati dalla Regione conseguentemente all’ultima finanziaria comprometterà seriamente il futuro del Consorzio”, avverte il direttore generale del Consorzio di Bonifica 9 di Catania, Giuseppe Barbagallo.

Se da un lato infatti sono state pagate alcune mensilità arretrate, rimangono tutt’ora bloccati gli stipendi relativi a dicembre e tredicesime. E il direttore, ancora una volta, parla chiaro e torna a ribadire la gravità della situazione economico finanziaria dell’ente annunciando, senza mezzi termini, che, a meno di cambiamenti, il peggio potrebbe ancora arrivare. “Il 28 dicembre scorso, – dice – siamo riusciti, tramite i fondi pervenuti e ai salti mortali che abbiamo fatto insistendo financo con le banche, a pagare gli arretrati risalenti a maggio. Ma quelli di dicembre, tredicesime e futuri stipendi rimangono a grave rischio. Al momento non possiamo pagarli. La Regione siciliana – prosegue – avrebbe dovuto erogare, solo Catania, un milione di saldo del contributo previsto, ma per effetto del Patto di stabilità ne sono arrivati solo una metà circa, cioè il 50%. Dovremo quanto prima una soluzione. Per i mesi di gennaio, febbraio e così via al momento c’è il buio. Non saremo noi i responsabili se i dipendenti del Consorzio si troveranno nella disperazione” – avverte.

Barbagallo, dunque, mette le mani avanti. “E’ da tempo che ormai lo urliamo – afferma – Così, ci vedremo costretti ad aumentare i costi della fornitura irrigua a carico dell’utenza. Se l’acqua verrà a costare quanto la coca cola la colpa non è nostra, ma della Regione che, mostrandosi ancora una volta miope, opera scelte avverse all’agricoltura, agli agricoltori e ai lavoratori”.

Le somme residue del saldo del contributo spettanti al Consorzio, servirebbero per liquidare gli arretrati, ma non sarebbero sufficienti, comunque, per coprire interamente i futuri stipendi. “ La cassa regionale non credo che prima dell’inizio di febbraio aprirà, – sottolinea Barbagallo – dunque quando devono darci questi soldi? E’ chiaro che sulla Regione insiste una grave e pesante crisi di liquidità a causa della quale ci è stata data solo una parte del dovuto. Faremo di tutto per far capire alla Regione che la situazione graverà sugli agricoltori i quali si ritroveranno un significativo aumento nella bolletta”.

Ma per tredici lavoratori, invece, è arrivata una notizia attesa da tempo: dal primo dicembre 2015 sono stati stabilizzati, in via temporanea, gli operai rimasti a casa dal febbraio 2014. Gli stessi con in mano una sentenza di primo grado a loro favorevole e a cui è stata data applicazione dopo numerose proteste. L’ente ha emanato la delibera finalizzata all’esecuzione delle disposizioni contenute nell’ordinanza emessa dal Tribunale del Lavoro nello febbraio 2014 che prevede il passaggio a tempo indeterminato del rapporto lavorativo.

Ritenendo illegittima l’assunzione come precari avvenuta nel lontano 2006, i lavoratori ricorsero al giudizio del Tribunale al fine di ottenere una adeguata formula contrattuale, in ragione delle ore di lavoro svolte e alle specifiche qualifiche possedute, appunto. Un fatto positivo, tuttavia, solo all’apparenza, a detta non solo del direttore ma anche degli stessi lavoratori. Alla luce, infatti, del preoccupante stato finanziario in cui versa l’ente, gli operai, ormai disillusi, attendono a cantar vittoria. “Abbiamo semplicemente ottemperato alla sentenza, passando provvisoriamente il rapporto dei lavoratori a contratto tempo indeterminato. Rimaniamo in attesa dell’appello definitivo” – conclude il direttore del Consorzio di Bonifica 9, Giuseppe Barbagallo.

 

 


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Commenti

    Consiglio vivamente al Sig. direttore, invece di portarla per le lunghe, qualora continuasse a ritenere il non sussistere delle condizioni per amministrare l’Ente, di presentare ufficiale lettera di dimissioni.
    Magari il successore potrebbe essere più propositivo ….

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