Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


“Ma gli immigrati non sono un problema, non spostano voti, sono una risorsa, ed infatti gli italiani sono contenti e infatti votano in massa il PD che vince le elezioni dovunque, chiunque dice o si azzarda a scrivere il contrario fa complottismo”…..aspettiamo fiduciosi il solito pistolotto giornaliero del mitico Palermo è bella che riempirebbe l’Italia di immigrati (tranne a casa sua ovviamente).
Indefessa la Lamorgese sposta di qua e di là gli irregolari extracomunitari approdati, con l’appoggio dei commercianti di carne, a Lampedusa. Il Covid-19 ringrazia.