PALERMO – “Questa è la lapide restaurata di mio padre. Grazie a chi ha accolto il mio appello”. Dopo le polemiche e l’intervento d’urgenza del Comune, si chiude la triste vicenda della lapide di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale ucciso dalla mafia. La figlia Rita, infatti, su Facebook aveva manifestato la propria contrarietà per le condizioni in cui si trovava la lapide, tanto da aver spinto l’amministrazione a intervenire.
“Grazie per primo, con grande affetto, al Sindaco Leoluca Orlando. Grazie a chi mi ha fatto sentire la propria indignazione e il proprio affetto. Grazie agli operai del Comune e alle persone che si sono adoperate per restituire rispetto alla memoria di mio padre. E grazie a chi ha capito il senso della mia bandiera… Era per papà, il mio papà, che avevo visto dimenticato, buttato via fra cicche di sigarette e bicchierini sporchi. Il papà e il nonno che non abbiamo potuto “vivere”. Non era rabbia, la mia, ma profonda tristezza. Grazie per avermi aiutata a restituire dignità alla memoria di un uomo che amava profondamente la Sicilia. Tanto da esserci rimasto…”.

