FIRENZE – “Queste espressioni, mi sembrano poco felici, infelici” e “ingiuste”. Così il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, commentando le frasi di Calogero Mannino dopo l’assoluzione del gup al procedimento Trattativa Stato-mafia e cioè di sentirsi “perseguitato” dai pm. “Mannino e’ stato sottoposto a un processo – ha detto Sabelli a margine di un convegno a Firenze – che ha la funzione di accertare i fatti nel rispetto delle regole, cosa che è avvenuta e che sta avvenendo. Lascerei da parte certe espressioni, che mi sembrano ingiuste”.
“Se quella vicenda processuale fosse stata risolta in sei mesi o in un anno, quella sofferenza sarebbe stata fortemente attenuata”. Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, parlando del processo a Calogero Mannino per la vicenda ‘trattativa Stato-Mafia’. “Non mi sento di attribuire responsabilità ai magistrati”, ha detto Legnini a margine di un convegno a Firenze, spiegando che le cause della lentezza dei processi “sono molteplici. Ciascuno di noi ha il dovere di sottoporsi a un controllo di legalità e a un giudizio – ha concluso -. Ovviamente il fattore tempo influisce sulla vita delle persone. La durata del processo e il fattore tempo costituiscono sempre più un indice di qualità dell’esercizio della giurisdizione”.

