PIAZZA ARMERINA (ENNA) – “Rimango scandalizzato perché l’Italia che è sempre stata una nazione accogliente, aperta, adesso sta attraversando questo momento di chiusura a mio parere assurdo perché non è corrispondente alla nostra condizione di persone accoglienti. Per me la situazione è drammatica e contraddittoria, perché naturalmente contraddice la nostra natura, ma siamo sotto l’egida di una legge che secondo me va rivista”. Lo ha affermato a Radio Vaticana Italia il vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, in merito alla vicenda della Sea Watch. “Ci sono da tempo germi di razzismo, c’è gente che non ha una forte esperienza di fede – continua mons. Gisana – Serve uno scatto di responsabilità da parte delle istituzioni, non solo da un punto di vista politico ma anche da un punto di vista ecclesiale. Le istituzioni hanno l’obbligo di prendere provvedimenti seri su questo argomento”.
“C’è un dramma che chiede un’urgente risposta umana: confidiamo che i governanti dell’Europa e della nostra Italia ascoltino”. Lo dichiara il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, delegato della Conferenza episcopale Siciliana per le migrazioni, unendosi, assieme alla Chiesa di Noto, a quanti invocano una “pronta soluzione umanitaria” per i 49 profughi accolti dalle navi Sea Watch e Sea Eye. Lo riferisce il Sir. “Tanta gente si rivolge alla Chiesa dicendo la propria disponibilità ad accoglierli, segno che la pietà umana è viva – continua Staglianò -. Viene chiesto alla politica di fare passi di pace e quindi di attenzione all’uomo che soffre, e solo così sarà vera politica, come ha sottolineato Papa Francesco nel messaggio della Giornata mondiale della pace”. Quindi, l’invito del vescovo a “continuare a pensare che la questione dei migranti richieda di mettere al centro l’uomo, la sua sofferenza, la sua dignità, la chiamata ad essere tutti insieme l’unica famiglia umana”. (ANSA).

