Legambiente, esposto a procura | sui lavori della linea 3 del tram

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Legambiente Sicilia ha presentato un esposto alla Procura di Palermo ipotizzando che, per la realizzazione della terza linea tramviaria, che unirà via Notarbartolo con corso Calatafimi, si stiano facendo dei lavori abusivi e non autorizzati nell’area del Palazzo dello Scibene.

"Mortificata l'area dello Scibene"
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PALERMO – Legambiente Sicilia ha presentato stamane un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo ipotizzando che, per la realizzazione della terza linea tramviaria a Palermo, che unirà via Notarbartolo con corso Calatafimi, si stiano facendo dei lavori abusivi e non autorizzati nell’area del Palazzo dello Scibene, il monumento del XII secolo, testimonianza di grande rilievo dell’architettura arabo-normanna. Lo Scibene, con un’ampia area di rispetto, è tutelato dal 1991, con un vincolo di inedificabilità assoluta. L’area è stata, tra l’altro, recentemente posta sotto sequestro dal Nucleo Tutela dei Vigili Urbani di Palermo.

Duro il commento di Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia: “Nel ribadire la totale inutilità di quest’opera, che realizzerà un tram che nessuno prenderà mai, a maggior ragione considerato che è un binario unico, non possiamo anche accettare, oltre al danno, la beffa della definitiva distruzione di quello che era il parco del Genoardo, mortificando ulteriormente un monumento importante e significativo, delicato e ormai drammaticamente quasi distrutto del tutto. Non riusciamo a capire – continua Zanna – chi possa avere autorizzato, se sono mai stati autorizzati, dei lavori in un’area vincolata, dove è impedita qualsiasi modifica e/o intervento. Invece di continuare a umiliare lo Scibene, con la costruzione dei piloni del sovrappasso che gli stanno sorgendo davanti e che si potevano comunque spostare un po’ più avanti, tutte le Istituzioni, a partire dal Comune e dalla Soprintendenza ai Beni culturali, si dovrebbero impegnare a togliere dalle mani dei privati il sito e salvarlo dall’abbandono e dal degrado in cui si trova. Avremmo detto queste cose – conclude Zanna – all’incontro che l’Assessore Barbera si era impegnato a convocare dopo il sopralluogo fatto congiuntamente il 30 gennaio scorso e che stiamo ancora aspettando da un mese”. Come ultima ratio ci siamo rivolti alla magistratura. Speriamo che almeno essa possa fare un po’ di chiarezza sulla vicenda”.

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