"Riforma province da impugnare |E' operazione di trasformismo"

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"Presto, con la riforma costituzionale di prossima approvazione in parlamento, le province scompariranno dall'ordinamento italiano mentre in Sicilia resteranno vive e vegete sotto falso nome", dice il senatore di Ncd. Pagano: "Crocetta non ha abolito le province".

Mancuso (Ncd)
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2 min di lettura

ROMA – “Spero che la legge sui liberi consorzi e città metropolitane approvata dal parlamento siciliano venga impugnata dal governo nazionale. È una norma che reca evidenti profili di incostituzionalità ed in totale disaccordo con i principi ordinamentali della legge nazionale di Del Rio, un’operazione di trasformismo politico senza precedenti, in perfetta coerenza con i presupposti fondanti della falsa rivoluzione crocettiana”. Lo afferma il senatore siciliano di Ncd Bruno Mancuso.

“La Sicilia non può smentire se stessa, è terra di gattopardi, abbiamo cambiato nome alle province ma sono rimaste tali, un’operazione senza precedenti che ci rende ancora più unici e speciali rispetto al resto d’Italia – afferma Mancuso -. Siamo stati i primi ad abolirle, bravi, comodo per Crocetta e co, un loro commissario per ogni provincia…. saremo gli ultimi a mantenerle, si chiamino liberi consorzi o città metropolitane sempre province sono. Presto, con la riforma costituzionale di prossima approvazione in parlamento, le province scompariranno dall’ordinamento italiano mentre in Sicilia resteranno vive e vegete sotto falso nome con l’aggravante che saranno governate da pochi eletti con un sistema elettorale indiretto dove prevarranno accordi politici (leggasi inciuci) destinati a consegnare ad un potere oligarchico la gestione di Enti territoriali con funzioni amministrative enormemente potenziate e senza la presenza del Consiglio provinciale, organo di controllo ed indirizzo politico costituito da rappresentanti di tutto il territorio democraticamente eletti dai cittadini. Un bluff che solo noi siciliani, forti dell’autonomia legislativa di cui abbiamo storicamente abusato, potevamo inventarci”.

“Da siciliano, orgoglioso di essere tale, non posso che essere d’accordo con il collega Mancuso quando si augura che la legge sui liberi consorzi e città metropolitane approvata dal parlamento siciliano venga impugnata dal governo nazionale per evidenti profili di incostituzionalità. Ma quello che davvero grida vendetta, e che non è ammissibile, è che si stia commettendo una vera e propria ‘truffa’ ai danni dei cittadini ai quali da una parte si dice che le province sono state abolite e dall’altra si cambia loro soltanto nome per tenerle ancora in vita”. Lo dichiara in una nota il deputato nazionale di Area Popolare (Ncd-Udc) Alessandro Pagano. “In altre parole – spiega Pagano – con l’approvazione della riforma costituzionale in tutta Italia le Province saranno solo un ricordo, eccezion fatta per la Sicilia che continua ad abusare del suo statuto per fare cose non buone. Ègiunto davvero il momento – conclude Pagano – di mettere fine a questo tipo di politica che pensa soltanto al proprio istinto di sopravvivenza: Crocetta impari a far buon uso dello Statuto speciale, per i siciliani e non per se stesso”.

 

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