PALERMO – La piscina comunale di Palermo è chiusa da qualche giorno per un caso di legionella (CLICCA QUI PER LEGGERE). Questa chiusura impedisce alle società sportive di allenarsi e dalle stesse è arrivata la richiesta di fare in fretta con i controlli e la riapertura.
“Quella che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città, la piscina comunale è soltanto fonte di disagi con le sue innumerevole chiusure e i rincari folli delle tariffe; e, come se non bastasse, l’assessore allo sport Paolo Camassa fugge dal confronto con il Consiglio Comunale”. Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale di Palermo della Lega.
“Da anni – prosegue la Figuccia -, troppi anni, l’impianto di viale del Fante ha avuto una vita travagliatissima, alle prese con sporcizia, il numero dei dipendenti comunali ridotto al lumicino, mancanza di riscaldamento, spogliatoi e tribune off limits. Adesso, come se non bastasse, oltre al raddoppio delle tariffe, che ha fatto infuriare i tanti appassionati e le società sportive palermitane, si aggiunge pure il caso della legionella, che dopo Villa Niscemi ha colpito anche la piscina. Per conoscere nel dettaglio la situazione, con i colleghi della Settima Commissione consiliare, abbiamo convocato in audizione l’assessore allo sport Paolo Camassa, che, davvero con grande sensibilità, ha pensato bene di rifiutare il confronto con i rappresentanti eletti dai palermitani. Quindi, oltre alla manifesta incapacità della Giunta Orlando, adesso dobbiamo registrare pure la pavidità di alcuni suoi assessori. Povera Palermo, in che mani sei ridotta…”.
A fare eco al consigliere Figuccia è il capogruppo della Lega Igor Gelarda: “La piscina comunale vive un altro capitolo della saga dell’approssimazione. Solo a Palermo una struttura pubblica, fiore all’occhiello per le società sportive private e per il Telimar, che in A1 sta scrivendo una pagina di sport unica nella storia di questa città, può essere gestita in modo grossolano da un’amministrazione che dello sport aveva fatto un vessillo. La nuova chiusura dell’impianto sarà probabilmente il colpo di grazia per le società e per gli oltre cinquemila sportivi che frequentano l’impianto“.
“Dispiace constatare che gli sportivi palermitani e le società sportive hanno subito il rincaro del 110% del biglietto di ingresso che è passato dal 1,55 euro a poco più di 3 euro – ha continuato Gelarda -. Oltre il danno dell’aumento dei prezzi, arriva la beffa del ritrovamento del pericoloso batterio della legionella nelle docce“.
“Negli ultimi anni – attacca il consigliere comunale – gli sportivi palermitani hanno assistito ad una serie di disservizi che sono da fantascienza: chiusure anticipate senza avvisi all’utenza, giorni saltati a causa del riscontro di un dipendente positivo, e ancora, valori sballati nella concentrazione di cloro nell’acqua, spogliatoi inagibili, continui guasti ai motori di pulizia dell’acqua della vasca esterna, oppure scioperi degli assistenti bagnanti. Solo negli ultimi 12 mesi gli utenti hanno raccontato di aver dovuto assistere alla chiusura della piscina per la mancanza di un certificato di qualità delle acque, alle difficoltà sui protocolli Covid, alla chiusura nel periodo invernale della vasca interna con la sola apertura di quella esterna. Insomma – ha concluso il capogruppo – , è mai possibile non avere un minimo di programmazione e persino di rischiare di perdere la possibilità di giocare la Len Eurocup di pallanuoto?”.

