In 400 avevano conquistato un'ala| Rientrata la rivolta al Pagliarelli

In 400 avevano conquistato un’ala| Rientrata la rivolta al Pagliarelli

In 400 avevano conquistato un’ala| Rientrata la rivolta al Pagliarelli
I poliziotti presidiano il carcere Pagliarelli
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Dicono no allo stop ai colloqui. In arrivo 100 mila mascherine. Protesta anche a Trapani

PALERMO – “La protesta nel carcere Pagliarelli è rientrata”. Lo dice la direttrice del penitenziario di Palermo, Francesca Vazzana. I detenuti avevano preso le chiavi di uno degli agenti della polizia penitenziaria e circa in 400 avevano occupato un’intera ala. Anche l’agente era stato trattenuto dai carcerati. “E’ importante sapere che tutti i detenuti stanno bene – aggiunge la direttrice – e che non c’è nessuno contagiato dal coronavirus come impropriamente è stato detto da alcuni familiari dei detenuti”.

La protesta dei detenuti nel carcere Pagliarelli di Palermo contro lo stop ai colloqui con i familiari era ripresa questa mattina. Dopo un paio d’ore circa 400 detenuti avrebbero preso il controllo di una parte del penitenziario e alcuni sono anche saliti sul tetto. I carcerati avevano preso le chiavi ad un assistente prima di impadronirsi di una sezione.

Un altro fronte si è aperto a Trapani: qui un gruppo di detenuti è salito sul tetto del carcere ‘Pietro Cerulli’, esponendo alcuni striscioni. Il carcere è sorvegliato dalle forze dell’ordine, in volo anche un elicottero dei carabinieri.

Nella notte i detenuti dell’Ucciardone di Palermo, dove ieri c’è stato un tentativo di fuga (GUARDA IL VIDEO) hanno bruciato carta e lenzuola lanciate attraverso le grate (GUARDA IL VIDEO). 

Si protesta per lo stop deciso dal governo ai colloqui con i familiari. Blocco stradale in viale Regione Siciliana, all’altezza dell’ingresso del Lorusso, nel rione Pagliarelli.

Lenzuola in fiamme e arredi arredi danneggiati la notte scorsa nel carcere Cavadonna di Siracusa dove hanno protestato circa settanta detenuti. Carabinieri, poliziotti e militari della Guardia di finanza sono arrivati all’esterno della casa circondariale temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare e un elicottero di militari dell’Arma ha sorvolato la zona.

La protesta è rientrata grazie agli agenti della polizia penitenziaria che sono riusciti a calmare gli animi. I detenuti hanno chiesto al direttore del carcere di considerare le loro richieste di colloqui con i familiari, sospesi in tutta Italia dopo il decreto della Presidenza dl Consiglio per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Caos all’esterno del carcere di Gazzi a Messina, dove i parenti dei detenuti hanno organizzato un sit per protestare contro la sospensione dei colloqui a causa dell’emergenza coronavirus, così come in tante altre carceri italiane. In giornata infatti la rivolta dei detenuti nelle carceri si è diffusa in tutta Italia allo slogan “amnistia e indulto contro il Coronavirus”.

Da Milano a Palermo, passando per Roma e Foggia, dopo ore di tensioni in 22 istituti, il bilancio è di sette reclusi morti per overdose di psicofarmaci o soffocamento – tra ieri e oggi – e decine di detenuti evasi a Foggia, di cui 34 tuttora ricercati. Non solo proteste e violenze. Nelle prossime ore la Protezione Civile distribuirà 100mila mascherine negli istituti

Un gruppo di detenuti del carcere milanese di San Vittore, una trentina circa, sono tornati a protestare sul tetto dell’istituto nella tarda mattinata. La stessa cosa accade anche al Pagliarelli di Palermo. Ne dà notizia il segretario generale del Sappe Donato Capece. Altre proteste sono in corso anche a Campobasso e Matera, ma in questi casi, consistono nella battitura delle sbarre. E’ lo stesso tipo di protesta che c’è stata ieri ad Udine e in altri penitenziari del Friuli Venezia Giulia. Intanto in alcune carceri, come Tolmezzo e Udine, sempre a quanto riferisce il segretario del Sappe, i direttori hanno permesso i colloqui di persona tra detenuti e familiari, ma alla sola distanza di due metri.

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