Dalla pallanuoto alla Leopolda | Dragotto, il "renziano by car"

Dalla pallanuoto alla Leopolda | Dragotto, il “renziano by car”

Ritratto dell'imprenditore: lo sport in giovane età, i successi imprenditoriali e la politica.

Il personaggio
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PALERMO – Il picco delle presenze durante la Leopolda sicula di Faraone è stato registrato in occasione del suo intervento. Tommaso Dragotto sferzava Regione e Comune, “armato” delle sue non proprio irrinunciabili slides che tanto fanno “renziano”. Un po’ tribuno, un po’ personaggio in cerca d’autore, l’imprenditore palermitano è stato un protagonista della kermesse renziana. Big sponsor della manifestazione, ma anche catalizzatore di applausi, come nemmeno deputati, assessori e sottosegretari sono riusciti a fare. Non è un caso che alla fine del suo accorato intervento, chiuso con una stoccata a Leoluca Orlando (“Tu il sindaco non lo sai fare”), un quarto della platea si sia alzato e abbia lasciato le ex fabbriche Sandron. Erano tutti lì per lui.

Qualcuno ironizzerà: erano spettatori a noleggio, come le auto con le quali Dragotto ha fatto fortuna, diventano un imprenditore capace e sanguigno. Colorito, certamente. Come la sua biografia, in fondo, il cui incipit, sul suo sito ufficiale, è dedicato non tanto all’impresa e all’industria – quella verrà dopo – ma alla sua intensa attività sportiva, svolta tra 16 e i 18 anni: lancio del peso, pallanuoto (“Disciplina che lo vede diventare un vero e proprio ‘frontman’ della squadra di cui fa parte come portiere” scrive non rinunciando all’enfasi), lancio del disco. Una storia raccontanta anche in un libro: “Sicily my life”, il titolo dal respiro internazionale.

E Dragotto prima di “farsi strada” con le auto, ha visto un po’ di mare. Dopo il diploma di Capitano di Lungo Corso macchinista, intraprende la carriera di ufficiale nella Marina Mercantile. Poi, l’intuizione. La nascita di Sicily by car già negli anni sessanta, la firma negli anni ’90 con Luca Cordero di Montezemolo del contratto esclusivo di sponsorizzazione ufficiale dei campionati mondiali di calcio di “Italia ‘90”. Nel 2013, la Sicily by car compie 50 anni e Dragotto che fa? Organizza una mega-festa invitando, addirittura Fiorello.

Nel frattempo, Dragotto inizia ad affacciarsi alla politica e all’impegno nella “vita pubblica”. Nel 2010 l’imprenditore fonda il movimento civico “Impresa Palermo” col quale si candiderà anche a sindaco. Grande passione, grandi mezzi economici, risultato modesto. “E’ stato un atto d’amore per la mia città che amo con tutto il cuore”, racconterà. Quanto basta però per diventare comunque un attore nel panorama politico siciliano.

Crocetta, recentemente, lo sceglie anche come consigliere d’amministrazione e amministratore delegato di Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo. Un nomina che naufraga però tra le polemiche sul curriculum di Dragotto. Poco male. Dragotto “svolta”. La destinazione successiva è la Leopolda di Faraone, alla quale partecipa anche insieme alla moglie, l’imprenditrice Marcella Cannariato, fondatrice dell’assocazione “Fiori d’acciaio”, dedicata alla promozione delle pari opportunità e alla difesa delle donne vittime di violenza, che troverà spazio tra gli interventi della kermesse faraoniana. Dove Dragotto ha riempito la platea, ha infiammato la sua clac per poi svuotare le ex fabbriche Sandron. Di fronte alle quali aveva parcheggiato la sua auto a noleggio per poi condire il paludato evento con il colore e quel pizzico di follia che si addice a chi a 78 anni vuole ancora fare impresa in Sicilia. Con lo spirito di chi fu pallanuotista e marinaio. Oggi un po’ tribuno e un po’ personaggio in cerca d’autore.



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