L'estate di Gianfranco e Angelino | Chi sorride e chi resta al palo - Live Sicilia

L’estate di Gianfranco e Angelino | Chi sorride e chi resta al palo

Il centrodestra torna a fiutare la vittoria. Ap rimane impantanata.

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PALERMO – La lunga partita pre-elettorale con annesso balletto di coalizioni, alleanze, candidature, è stata anche l’ultimo di una lunga serie di incroci tra i due amici-nemici, più nemici che amici va subito detto, che si sono alternati ai vertici delle truppe berlusconiane siciliane. Gianfranco Miccichè e Angelino Alfano, già compagni di partito e arcinemici, sono tornati a incrociarsi in questa tormentata estate. Con un copione sorprendente, e cioè quello del corteggiamento da parte di Miccichè all’indirizzo di Angelino, cercato e inseguito per allargare la coalizione di centrodestra. Un avvicinamento dopo la dolorosa rottura del passato, quella maturata prima ancora che l’ex delfino abbandonasse Berlusconi, in quell’antipasto siciliano di scissione che a parti invertite vide Miccichè abbandonare il Pdl alfaniano per fondare il suo movimento meridionalista.

Dopo tanta guerra è scoppiata la tregua estiva. E Miccichè ha cercato di riportare alla casa del centrodestra Alfano e i suoi. Non è andata così. Oggi il centrodestra s’è presentato a Palazzo dei Normanni con una parata di big che è parsa quasi uno scherzo della macchina del tempo, un’immagine di un’altra era, quella in cui la destra saldamente teneva in mano i destini dell’Isola. Tra questi, Angelino non c’era. Lui e i suoi rimangono tra color che son sospesi, aspettando gli eventi con venti di scissione che incombono.

Alternativa popolare, infatti, malgrado l’accordo romano di massima con Matteo Renzi, continua a non dire una parola sulla candidatura di Fabrizio Micari, aspettando che il Pd la proponga ufficialmente. Il temporeggiatore Alfano prende tempo, rimandando la resa dei conti interna con quel pezzo delle sue truppe che guarda al centrodestra e che è pochissimo entusiasta di sostenere il rettore di Palermo. Potrebbe anche non bastare l’offerta del ticket, con Giovanni La Via vice. Lo stesso eurodeputato ieri ha chiesto le primarie, che vengono invocate pure da Rosario Crocetta e oggi da Bruno Tabacci. Un bel caos.

Insomma, la posizione degli alfaniani oggi sembra piuttosto scomoda. E almeno al momento, tra lui e il vecchio rivale Miccichè, sembra sia andata meglio a quest’ultimo.

Stamattina i signori del centrodestra apparivano galvanizzati e ringalluzziti attorno a Nello Musumeci, che con tenacia alla fine ha portato a casa la candidatura unitaria. C’è un ritrovato entusiasmo in quell’area politica che fiuta aria di vittoria e di ritorno al potere dopo una difficile traversata del deserto. E Miccichè, che è stato il regista del ricompattamento del blocco politico che portò a Palazzo d’Orleans Totò Cuffaro prima e Raffaele Lombardo poi, può comunque essere soddisfatto.

Certo, ci sono stati i passi falsi, i travasi di bile, i duelli rusticani e la coalizione che s’è presentata oggi sorridente ai fotografi ha offerto un’anteprima negli ultimi due mesi di quali tensioni covano al suo interno. I rospi da ingoiare per il commissario non sono mancati. A partire dall’autocandidatura di Musumeci, “troppo di destra” ammette Miccichè all’agenzia Italpress fino alla rinuncia di Armao (“Tra cinque anni potrà essere il candidato di tutto il centrodestra e vincere”, dice il commissario di Forza Italia nella stessa intervista, mettendo sin d’ora le mani avanti su una ricandidatura di Musumeci). Insomma, la strada è stata disseminata d’ostacoli. Ma il successo finale è alla portata, come raccontano i sondaggi che circolano dalle parti del centrodestra. E Miccichè ora può coltivare il suo sogno di tornare sulla poltrona della presidenza dell’Ars. Mentre Angelino, rimasto dall’altra parte, ancora aspetta.


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Commenti

    Unica nota stonata del gruppo di Musumeci è Cantiere Popolare che senza voti si propone a Roma con il renziano Verdini ed in Sicilia con Musumeci. Saverio Romano ed il suo gruppetto di amici, dovrebbero andare in pensione ma ritengo che l’elettorato siciliano gli riserverà lo stesso trattamento che hanno avuto in occasione delle elezioni comunali di Palermo dove non hanno eletto nemmeno un consigliere comunale.

    E’inutile che ci girate attorno e cercate di minimizzare, senza Alternativa Popolare non sarà possibile alcuna forma di governo sia che vinca il centro-sinistra che il centro-destra, sia in Sicilia che in Italia.

    La vittoria del centro destra sarebbe la più grande sconfitta della Sicilia e dei siciliani. Spero che questi sondaggi e/o previsioni vengano smentiti dai fatti il 5 novembre.

    entrambi hanno poco da gioire,uno e’finito,l’altro anche.

    Micciché ha un vantaggio su Alfano: sa rinunciare.

    Il centro sinistra ha l’asso nella manica che è Crocetta, l’unico che ha battuto sia Musumeci che Cancelleri.

    Ha battuto pure i siciliani, li ha distrutti.

    Calogero stai sereno!
    Il mondo…
    L’italia…
    La sicilia
    SOPRAVVIVERANNO senza alternativa popolare e senza Alfano.
    NELLO MUSUMECI governerà senza l’apporto di traditori. … i qyali vengono eletti inbuna coalizione e pur di stare saldati dulka poltrona del potere …tradiscono il proprio elettorato

    E tutto questo danno solo per lo zero virgola qualcosa ?

    Musumeci ha immolato la sua storia cristallina sull’altare del potere!!Peccato ,poteva essere un buon presidente senza quest’accozzaglia di vecchio ceto politico-puparo che lo condizionerà in ogni sua scelta,così del resto come ha fatto con Crocetta!!!
    A questo punto l’unica salvezza è votare MOVIMENTO 5 STELLE!!!

    SOGNA!!!! IN CORSO UN ESODO…HO FORTI DUBBI CHE ALFANO POSSA CHIUDERE LE LISTE!!

    ahahahaahah… dai calogero … ahahahahah
    ma in quale salone di Cabaret lavori??

    A ME FANNO RIBREZZO TUTTI E DUE … COME FINI … PRECISI!

    hahahahahahahahahahahahahahahahahah…..
    serve aggiungere altro?? nhaaa dai credo gia di aver espresso il mio parere.

    Ma se non supereranno neanche il 2-3% a chi potrebbero interessare?
    Sono finiti i tempi del Cara di Mineo!

    A Miccichè va dato atto di grande coerenza e di rispetto dei rapporti personali. Anche in momenti difficilissimi è rimasto leale all’ex Cavaliere. Tutto l’opposto di Alfano che ha tradito tutti e ancora ora cerca solo di salvarsi la poltrona a Roma, pronto ad abbandonare a mare i suoi compagni di partito. Il rifiuto alla proposta di Miccichè ha una sola motivazione: vendere i suoi a Renzi in Sicilia per salvare a se stesso un posto in Parlamento alle elezioni politiche. Ma Renzi è finito e se anche non lo fosse lascerà fuori Angelino, inutile zavorra.

    Con Miccichè in pista …
    si perde punto e basta!

    Angelino Alfano stia pur sereno: potrebbe anche essere la sua ultima estate da politico …

    Calogero……..il tuo nome vuol dire bel vecchio….. e quello che scrivi ne e proprio degno ma solo con l esclusione della sterile POLTRONOFILIA Alfaniana si puo costruire una proposta i governo SERIA:::::::: cmq i siciliani penso che gli riservenanno soprese,,,,,,a dimenticavo ……..giolino,,,,,,,,,prrrrr

    Giovanni La Via, eurodeputato di eccellenza già presidente della Commissione Envi, dovrebbe fare da vice a Micari? In quale film di fantascienza? Ci vuole coraggio a proporre certi ticket….

    L’ammucchiata è fatta … vinceranno!!! …Ma poi saranno capaci di governare amministrare e portare avanti la Sicilia?

    É una vera e propria ammucchiata

    Ma Armao quanti voti ha ?

    E lo stesso Micciché quanti ?

    E Lagalla …

    E se nessuno di loro fosse nemmeno eletto ?

    5 stelle unica speranza !!!

    Meno male, è finita a tarallucci e vino. Ma il centrodestra, se vuole vita lunga in Sicilia, deve avere uomini politicamente credibili, capaci di apportare validi contributi di idee, capaci di anteporre i fini della coalizione ualle invidie personali.
    Credo che Micciche’ debba essere sostituito con qualcuno che offra caratteristiche di vero leader, che non dia la sensazione di voler coltivare gelosie personali andando a cercare improbabili candidati per ostacolare uomini che vantano positività indiscutibili.
    Occorre che Berlusconi non metta valore aggiunto nel complicare il cammino del centrodestra. Non bastano le valutazioni “a pelle”, in politica occorre la ragione. Solo così si può vincere.
    Personalmente dubito che possa esservi un vero corale impegno nel sostenere Musumeci la cui vittoria, evidentemente, dovrebbe far mettere il cuore in pace a tutti per dieci anni. Non credo che chi oggi ha più di sessant’anni sarà disposto ad aspettare due lustri per proporre una ipotetica personale candidatura alla presidenza nel 2027.
    Non è neppure bello che ci si acqueti in cambio di incarichi assessoriali. Sembrano, queste, forme di negoziazione incompatibili con le caratteristiche personali che qualcuno ostenta.
    Speriamo che Musumeci vinca. Egli è sicuramente il più accreditato ad essere il presidente dei siciliani.

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