LETOJANNI (MESSINA) – “Adesso, più del mare, temiamo la burocrazia. I tempi lunghissimi, le non risposte. E ci sentiamo soli, anche se facciamo parte dell’Italia, perché non c’è alcuna risonanza”.
Con le lacrime agli occhi, Laura Trifiletti guarda il cratere di ciò che resta del celebre Tropicana.
Al posto della sala ricevimenti e del parco, con i giochi per i bambini, c’è solo un grande buco, circondato da pilastri spezzati come grissini. La furia del ciclone Harry ha cambiato il volto, incantevole, di Letojanni, nel Messinese.
Il ciclone e il grido di Letojanni
Il mare mormora ancora con fragore, una volontaria presidia il varco di transito dopo l’hotel Albatros, nessuno può passare, perché le onde hanno generato una voragine, una delle tante. I sottoservizi sono a pezzi, dopo giorni di fatiche è stato possibile ripristinare l’acqua corrente non ovunque.
Quello che resta del marciapiede è un deposito di blocchi di cemento, travi polverizzate e sabbia. Tanta sabbia, che ha attraversato le pareti abbattute dalle onde, intasato le abitazioni, i bar, le attività commerciali.
Letojanni, la paura della burocrazia
“Abbiamo messo in sicurezza quello che era possibile, ma il ciclone si è portato via una parte della nostra vita. E oggi ci sentiamo soli. A livello nazionale non c’è risonanza, nonostante che questo territorio faccia parte dello Stato italiano”.
La giovane Trifiletti, che gestisce il Tropicana, cammina tra le tavole inchiodate, non ci sono più le vetrate, i pavimenti, le cucine. Resta solo lo scheletro del locale, che si contende lo scenario con le travi accartocciate del ristorante ‘da Nino’, uno dei primi a sparire sotto i colpi del ciclone.
“Noi chiediamo supporto vero – dice Trifiletti – non le solite passerelle della politica. Abbiamo bisogno adesso di risposte concrete: come andare avanti, come ricostruire. Qui siamo tutti uniti, ma serve un aiuto reale. Tutti dicono “stanzieremo”, ma il problema sono i tempi. Noi abbiamo bisogno di risposte immediate per mettere in sicurezza ciò che resta delle strutture. Al momento, purtroppo, non c’è nulla”.
Estate, il difficile conto alla rovescia
Meno di tre mesi ad aprile, la Pasqua e i ponti. La stagione estiva inizia sempre in quel periodo, ma prima entrano in campo gli agenti di viaggio e soprattutto le prenotazioni.
Il turismo è il principale motore, ma a Letojanni ci sono più di tre chilometri di costa devastati.
“Adesso, più del mare, cosa temiamo? Adesso temiamo la burocrazia. Questo ci fa veramente paura, molta paura, perché noi abbiamo bisogno di ricominciare con delle risposte. I tempi sono brevi: siamo a febbraio e la stagione deve iniziare. Ci sono contratti, c’è tutto un mondo che si muove e qua è tutto paralizzato”, conclude Trifiletti.
Guarda il video
