Lo Bello in politica?| “Il mio futuro è come imprenditore” - Live Sicilia

Lo Bello in politica?| “Il mio futuro è come imprenditore”

Polemica fra l'Unità e il n.1 di Sicindustria
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Botta e risposta tra il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo bello, e L’Unità. Ieri, il quotidiano diretto da Concita De Gregorio, in un articolo a firma di Valter Rizzo, ha disegnato i possibili contorni di quello che sarà il futuro dell’imprenditore siracusano. Il suo mandato come presidente regionale degli industriali è infatti in scadenza (e non è più rinnovabile), così come quello di presidente del Banco di Sicilia (che, dopo la rivoluzione in casa Unicredit, cesserà di esistere come entità autonoma). “A rischio – scrive L’Unità – anche la sua presenza alla Camera di Commercio di Siracusa, la sua città, che scade nel gennaio 2011. Rete Imprese Italia, che riunisce tutte le piccole e medie imprese, diretta in Sicilia da Pietro Agen, che proprio amico di Lo Bello non è, sembra infatti orientata a mettere un suo uomo alla presidenza”.

Quindi Rizzo riprende la vicenda “dell’epurazione della sezione di Catania, dove il presidente – scrive – venne cacciato perché aveva preso le distanze da Andrea Vecchio e da Lo Bello” e insinua dei dubbi sull’effettiva efficacia dell’azione antimafia della Confindustria regionale. “Non è infatti noto – afferma Rizzo – ma si dice sia zero il numero di imprenditori espulsi per non aver denunciato gli estortori”.

Provocazione che Lo Bello non manda giù. E così, oggi, dalle colonne dello stesso quotidiano, ecco la replica del presidente, che parla di 37 aziende espulse dall’associazione, “delle quali – specifica Lo Bello – ai sensi del codice etico e 20 per la mancata presentazione del certificato antimafia da noi richiesto; altre 15 aziende sono state sospese e oltre 60 imprenditori hanno avviato una collaborazione con la magistratura e le forze dell’ordine”. In relazione, poi, all’ex presidente di Confindustria Catania, Lo Bello risponde parlando di una “campagna mediatica orchestrata dal dottor Scaccia contro la linea avviata da tutto il gruppo dirigente di Confindustria”.

Un botta e risposta che non ha tralasciato neanche il possibile ingresso in politica di Lo Bello, ipotizzato dal giornale: “Trovo divertente questo dibattito sul mio futuro!”, afferma il presidente degli industriali siciliani. E specifica: “Il mio futuro è la mia attività di imprenditore! Certo di continuare a testimoniare anche da semplice cittadino insieme a tantissimi colleghi le idee e i valori di cui siamo stati testimoni in questi quattro anni”.


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Commenti

    Lo Bello. Sarebbe bello, un nuovo libro cuore, pieno di nozioni e begli episodi, da raccontare ai bimbi a scuola. Lo conosciamo da anni per illuderci.

    In politica? Naaa. Lui si accontenta di rappresentare il Potere, non di esercitarlo e che diamine sai che responsabilità!!!

    Caro Ascanio, il tuo commento mi sembra ingiusto e piuttosto acido. Comunque sia Lo Bello, da imprenditore, ha dato una scossa al sistema. O comunque ci sta provando. Che sia solo facciata o concretezza importa poco. E’ il risultato quello che conta. Saluti.

    @Miriam, ha ragione, in fondo siamo di fronte ad un insotenibile leggerezza dell’essere!

    al di là della svolta antimafia(ed era l’ora in confindustria!), in verità già intrapresa da ettore artioli e sostenuta più nelle province di cl, ag e ct che a palermo,non ho visto mai questo presidente sostenere le politiche economiche a sostegno delle imprese,certo ha ufficiosamente inserito il suo braccio destro venturi in giunta ma,purtroppo, si è dimostrato un assessore incompetente e disarmato rispetto ad un governatore ed una macchina burocratica che lo hanno fagocitato ed annullato nelle sue potenziali buone intenzioni.
    Mai intrapreso un’iniziativa concreta per alimentare le economie delle imprese neanche dal suo ruolo di presidente del banco di sicilia,anzi, abbiamo assistito in silenzio alla morte di questa banca,dopo averci spodestato dei nostri capitali raccolti in sicilia e dati in prestito altrove, soffocando la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
    Mai vissuto una tale crisi economica nel silenzio totale di sicindustria e,nonostante si continuino a perdere fondi comunitari altrimenti utilissimi allo sviluppo,tutto tace…se dovesse fare il presidente della regione con lo stesso profilo di concretezza ed efficenza con cui ha svolto il suo ruolo in confindustria ne vedremo delle belle. Auguri!

    Gentile giusicilia, mi stupiscono queste aspre critiche nei confronti di un presunto immobilismo di Lo Bello. Certo i suoi detrattori lo attaccano per l’alto concentrato di cariche he riveste, ma non mi dispiacerebbe se entrasse in politica. Visto il profilo medio della nostra classe dirigente sono certa che Lo bello farebbe un bel figurone.

    Secondo me lo candidano alle prossime elezioni con l’MPA, scommettiamo.

    certo passare alla storia come l’ultimo presidente del Banco di Sicilia, la cui fagocitazione di Unicredit, sposta già da quest’anno 300 milioni di Irpef dalla Sicilia alla Lombardia, è certamente un titolo di gran merito, per lanciarlo magari alla Presidenza della Regione. Sul resto non entro anche perchè non mi è mai capitato di leggere l’elenco degli appartenenti a Confindustria Sicilia, anche per capire quanti sono, a quanto ammonta il loro specifico contributo in termini di PIL in Sicilia e di occupazione,senza confonderlo con l’universo mondo degli iscritti alle Camere di Commercio fatto per grandissima parte di artigiani e commercianti, e delle loro beghe interne non so a quanti possa realmente interessare. E poi certo Lo Bello assomma parecchie cariche, ma in soldoni la sua industria qual’è? di che cosa si occupa? su quali mercati opera? ha fatto mai ricorso a finanziamenti pubblici a qualunque titolo o alla cassa integrazione. Perchè un industria non è sana solo per la discriminante antimafiosa e antiusura, ma anche e sopratutto per la sua capacità di impresa complessiva. Personalmente non ho nulla contro Lo Bello, ma se lo dovessi votare da ex Presidente del BdS, ho già detto, da industriale non lo conosco, per la sua battaglia antimafia, non credo sia l’unico.

    così è ! ( e sempre così sarà !) . Conoscente la canzone di Antoine ( tu sei bravo e ti tirano le pietre , tu sei bello ….) Comunque come diceva il Sommo : “Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna:non ragioniam di lor, ma guarda e passa !!”

    Lo Bello: antimafia al cashmire!
    Dai rega’ c’e’ gente che ci ha rimesso la pelle, questi ci fanno relazioni!

    Mi sembra una antimafia di comodo solo per fare carriera e molto strabica.
    E anche molto ipocrita. Confindustria dovrebbe dire che partecipa a sostenere Lombardo e avere il coraggio di difenderlo anche quando la Procura indica i comportamenti del Presidente come poco corretti sul piano morale.
    La moralità per Confindustria non conta, evidentemente è più importante occupare “posti”

    Salve
    Per Enzo
    Condivido quanto da te scritto vedi per esempio quanti capannoni vuoti ci sono nelle zone industriali o adibiti a usi commerciali.

    Ivan Lo Bello e gli altri giovani e meno giovani industriali che da qualche anno guidano Confindustria Sicilia hanno segnato, con le loro chiare scelte di trasparenza e di legalità, dei tornanti nella storia, fin qui piuttosto avvilente, del mondo imprenditoriale siciliano.
    Ivan Lo Bello si è esposto in prima persona, mettendoci la faccia ed esponendo sè stesso e la propria famiglia a comprensibili ansie e rischi: risalgono solo a qualche mese fa le ultime lettere minatorie inviate al suo indirizzo, con corredo di proiettili.
    Ma questo naturalmente, in Sicilia, non basta: in Sicilia la gente perbene la si apprezza solo da morta, meglio se da “morta ammazzata”. Anche avere delle ambizioni, in Sicilia, diventa argomento di odio: bisogna essere delle lamentose amebe, per sopravvivere.
    Tutto questo mi fa volere ancora più bene a Ivan Lo Bello e a tutti coloro che lavorano, si impegnano e rischiano in Sicilia.
    Spero che Ivan Lo Bello continui a spendersi per la collettività.

    L’azione di Lo Bello con il codice etico è un dato di fatto, il risultato, invece,un fatto ancora da dimostrare. Tuttavia, invito tutti i Siciliani a uscire dall’ipocrisia e cominciare ad avere ocraggio e denunciare forme collusive e/o corruttive che in modo endemico caratterizzano quotidianamente la propria realtà. Siete davvero convinti di poter giudicare un’azione quando la prima resistenza è la vostra retorica? No. La denuncia è il primo passo, conflitti di interessi o no. inoltre, Lo Bello è uno, il popolo siciliano molto più numeroso, quindi molto più efficece se cominciasse davvero a denunciare, ma denunciare tutto. La macchina giudiziaria subirà una prima congestione, ma solo di breve periodo, perché inevitabilmente il rombo andrebbe oltre lo stretto. Finché sarà solo Lo Bello il protagonista effettivo o presunto non potete pretendere di inveire contro di lui. Lo Bello e company appoggiano Lombardo, ma chi ha votato Lombardo, quanti voti fa Lo Bello e company? Discorso diverso è quanti voti loro o molti altri riescono a comprare, e di chi è la colpa di chi è disposto a pagare o di chi è disposto a farsi corrompere? certo, a volte gente in situazione precaria dal putno di vista economico ci “campa” con quel lavoro, ma non è forse più corretto eticamente denunciare il lavoro nero e chiedere a gran voce protezione per chi ha denunciato? la via è lunga e insidiosa, eppure esiste.

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