RAFFADALI (AGRIGENTO) – A pochi giorni della sentenza del Tar che dovrà decidere sul ricorso presentato da Piero Giglione, lo sfidante sindaco dell’attuale primo cittadino di Raffadali, Silvio Cuffaro, a scuotere le acque già agitate tra i due fronti è l’indagine aperta nei confronti di un presidente di seggio a lavoro durante le votazioni dello scorso anno. La Procura della Repubblica di Agrigento ha infatti aperto un fascicolo nei confronti di sei persone, tra cui spuntano, oltre al presidente di seggio, anche cinque rappresentanti della lista a sostegno del candidato Piero Giglione, sconfitto, stando all’esito finale delle elezioni, per cinque voti di differenza con Cuffaro.
Stando all’accusa, i sei indagati avrebbero dichiarato il falso e avrebbero attribuito impropriamente voti a Giglione. In tal modo, sempre secondo chi indaga, avrebbero facilitato la presentazione del ricorso per l’annullamento delle elezioni che decretarono la vittoria di Silvio Cuffaro, fratello dell’ex presidente della Regione Totò. Sul piatto della bilancia, da controllare dopo il ricorso presentato da Giglione, c’erano ben 45 voti, in cui -stando alla denuncia – il nome di Cuffaro era stato scritto a penna. La decisione del Tar è attesa per il 20 luglio. “Di questi 45 voti di cui si parla – spiega Silvio Cuffaro – ne sono stati trovati 36, mentre altre 55 schede portavano il nome di Piero Giglione scritto di pugno”.

