L'omelia 'anti-migranti' | "Hanno i telefonini"

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Commenti

    Bravo prete sconosciuto, la messa l’hai cantata bene al vesovo e a santa madre chiesa.

    Da cattolico concordo perfettamente sul contenuto dell’omelia del parroco, che dà voce alla maggioranza silenziosa dei credenti, purtroppo costantemente ignorata all’interno della chiesa.

    piuttosto che “prima gli altri” siamo tutti uguali, quindi se mettiamo uno davanti a noi e non alla pari è prevaricazione, Siamo tutti uguali SI o NO allora tutti lo stesso trattamento i poveri che arrivano con le Navi e i poveri dimenticati Italiani, o questo vi fa storcere il naso? o pensate che in Italia persone indigenti non ve ne siano e che lo stato non fa nulla per assisterli, mentre qui tutti si prodigano e gli altri italiani soffrono, che bella PARITA’.

    Uno che dice la verità che non nasconde la testa sotto la sabbia diventando oggetto dei politici

    Adesso tutti addosso al povero prete che ha detto cose sacro sante !!

    Il prete dice quello che pensa la maggioranza degli italiani. Dell’ipocrisia buonista della Chiesa ne abbiamo con troppo piene le tasche.

    Il prete trascura il precetto evangelico. Abbia il coraggio di attaccare quei politici che indicano il forestiero quale nemico, ma che in ogni caso non fanno nulla per gli italiani poveri, senza lavoro e per i giovani senza futuro.

    Finalmente un prete che dice le cose come stanno……a differenza di tanti suoi colleghi ( anche “graduati”) che sono solo dei falsi buonisti ed ipocriti

    ll cristianesimo si basa sull’amore per il prossimo chiunque esso sia. Però il prossimo è chi sta vicino a noi. Chi viene da lontano è un po’ meno prossimo e spesso ancora deve arrivare. La verità è che più ci sono bisognosi più si alimentano ipocrisie. L’amore per i fratelli lo dimostrano solo chi opera per i fratelli . Non con le chiacchiere e con i proclami. Chi ospita a casa sua un povero già fa un opera meritoria davanti al Padre… chi parla e decreta ma alla fine abbandona anche i propri parenti….proprio cristiano non è. Chi lucra sul bisogno…. non trovo la parola per definirlo…

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Ecco il testo trascritto dalla targa: --- *"… Una volta al circolo dei minatori venne un deputato nazionale, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l'onorevole chiudeva gli occhi come in preda a indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava far qualcosa; dal tavolo cadde una lampada e andò a pezzi, l'onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova … "* *"Le Parrocchie di Regalpetra"* **L. SCIASCIA**

L'interrogatorio preventivo come scudo difensivoIn questo scenario di squilibrio, dove l'accusa muove spesso i primi passi in totale solitudine, una luce di speranza e civiltà giuridica arriva dalle recenti riforme procedurali. L’introduzione dell’interrogatorio preventivo rappresenta una svolta fondamentale per la tutela del cittadino e un netto rafforzamento del potere di difesa.Questo strumento garantisce una funzione vitale: permette all'indagato di presentarsi davanti al giudice prima che venga applicata una misura cautelare, offrendo la possibilità di smentire l'accusa sul nascere. Se la difesa ha già raccolto prove tecniche in grado di smontare il quadro indiziario, l'interrogatorio preventivo diventa il palcoscenico ideale per farle valere immediatamente, evitando al cittadino il trauma della custodia cautelare ingiusta.Verso un vero equilibrio processualeIl rafforzamento della difesa non deve essere visto come un ostacolo alla giustizia, ma come la sua più alta realizzazione. Un'indagine che non regge il confronto immediato con i rilievi tecnici della difesa è un'indagine fallimentare in partenza.In conclusione, la direzione intrapresa dalle ultime riforme dimostra che la parità delle armi non è più solo un principio astratto scritto nella Costituzione, ma uno strumento concreto. Solo ammettendo i limiti tecnici della polizia giudiziaria e valorizzando il contraddittorio preventivo potremo evitare che i processi diventino lunghi calvari basati su presupposti scientificamente errati.

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