CATANIA – La difesa di Alfio Ambrogio Monforte, accusato dell’omicidio del boss Alfredo Maglia, ha chiesto alla Corte d’Assise di Catania la revoca dell’ordinanza con cui non sono state ammesse le prove documentali che secondo l’avvocato Francesco Antille formerebbero l’alibi del suo assistito il giorno in cui è avvenuto l’assassinio. Cioè il 23 ottobre 2013. La richiesta è stata avanzata nel corso dell’udienza di ieri in cui si è svolta l’arringa difensiva.
A far finire alla sbarra Monforte due prove cruciali: un filmato e le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Graziano Balsamo che avrebbe raccolto una sorta di confessioni del boss del clan Toscano-Mazzaglia-Tomasello di Biancavilla. Rivelazioni che si aggiungono a quelle dei pentiti Dario Caruana e Giuseppe Liotta. Un impianto accusatorio che è stato ben esaminato nella requisitoria del pm Andrea Bonomo. Al centro di quell’omicidio una faida mafiosa. Per vendetta infatti, i familiari di Maglia avevano già pianificato il suo omicidio. Il commando poi è stato fermato dalla Squadra Mobile nel blitz Garden.
Il presidente della Corte d’Assise di Catania ha rinviato il processo al prossimo 8 luglio. I giudici scioglieranno la riserva anche sulla richiesta di revoca dell’avvocato Antille. Sono previste le repliche delle parti. Una volta concluse il collegio si ritirerà in camera di consiglio per il verdetto.

