BIANCAVILLA – Il Tribunale del Riesame (presieduto dal giudice Maria Grazia Vagliasindi) ha disposto gli arresti domiciliari in una struttura protetta per Vincenza Ingrassia, la donna accusata di aver ucciso il 27 agosto scorso il marito, Alfio Longo, colpendolo più volte con un ciocco di legno alla testa. La moglie in un primo momento aveva simulato una rapina nella loro villa di Biancavilla, ma dopo messa alle strette dagli inquirenti ha confessato il delitto. “Il Tribunale della Libertà ha accolto la nostra richiesta – commenta il difensore, l’avvocato Luigi Cuscunà – e ha ritenuto valide le nostre valutazione sulla mancata sussistenza delle esigenze cautelari in carcere”.
Il difensore, infatti, aveva presentato ricorso al Riesame dopo la convalida del fermo della donna con la contestuale emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip. Vincenza Ingrassia ha assistito all’udienza davanti al Tribunale della Libertà, ma non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai giudici. E’ stato confermato il movente: le reiterate violenze e i continui maltrattamenti del marito durante i tanti anni di matrimonio. “Questo è solo il primo step – conclude Cuscunà – di questa drammatica vicenda giudiziaria”.

