BRUXELLES – Regole comuni contro il riciclaggio e contro la criminalità organizzata, una normativa europea sulle organizzazioni di stampo mafioso e regole più ferree per gli appalti. La commissione speciale per la lotta al crimine organizzato, alla corruzione e al riciclaggio dell’Europarlamento ha approvato il rapporto di medio termine: il documento, varato con 26 sì e cinque astensioni, adesso sarà sottoposto all’aula in seduta comune, che entro la fine di giugno dovrebbe dare il via libera al primo rapporto che dà una dimensione europea alla lotta a Cosa nostra e alle altre mafie.
Una sfida europea. “Finalmente – spiega l’europarlamentare Salvatore Iacolino, fra i sostenitori del ‘sì’ insieme a tutti gli altri colleghi italiani che fanno parte della commissione – c’è la consapevolezza che le mafie sono dappertutto. La compattezza del voto è un dato importante”. L’obiettivo del rapporto è armonizzare la legislazione degli Stati membri, ad esempio estendendo il concetto penale di associazione mafiosa oltre i confini dell’Italia e permettendo che una sentenza emessa in uno Stato membro possa essere applicata anche in un altro. “Ad esempio – prosegue Iacolino – l’approvazione definitiva di questo rapporto prevede che un’azienda condannata per mafia, corruzione o riciclaggio in qualsiasi Stato membro non possa ottenere appalti in tutta l’Unione europea”. Nel documento anche una lotta più serrata al voto di scambio: “L’idea di fondo – chiarisce Iacolino – è vietare lo scambio di voti con qualsiasi bene, non solo il denaro. Al momento in Italia è punito solo il pagamento di voti”.
Varato il rapporto di metà mandato della commissione antimafia europea. Iacolino: "Leggi più severe sugli appalti e sul voto di scambio". Il documento è stato approvato con 26 sì e 5 astensioni. A giugno il voto definitivo.
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