PALERMO – Lucia Borsellino lascia la Sicilia. Dal primo settembre l’ex assessore alla Salute del governo Crocetta sarà a Roma. Lavorerà all’Agenas, l’agenzia nazionale che ha il compito di valutare le performance delle aziende sanitarie di tutta Italia. Dirigente di terza fascia della Regione, Lucia Borsellino andrà all’Agenas in “assegnazione temporanea”. L’ex assessore della Regione Siciliana Borsellino si occuperà del protocollo tra l’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Lo ha reso noto la stessa Agenas precisando che la figlia del giudice Paolo ucciso dalla mafia avrà anche l’incarico di seguire alcune delle misure previste dal Patto per la salute 2014-2016 affidate all’Agenas, come il sistema nazionale di monitoraggio e controllo. Ma l’approdo all’agenzia sanitaria potrebbe essere solo il primo passo verso un incarico assai prestigioso.
L’importante organismo nazionale, infatti, attualmente è guidato da un presidente “facente funzione” (Giuseppe Zuccatelli) in attesa della nomina della nuova guida.E il nuovo presidente dell’Agenas potrebbe essere proprio Lucia Borsellino. È stata proprio l’Agenas, attraverso una nota del direttore generale Francesco Bevere, lo scorso 11 agosto, a chiedere alla regione siciliana di potersi avvalere della professionalità della Borsellino.
“Conosco Lucia Borsellino da anni – ha commentato Bevere – abbiamo già collaborato in più occasioni, non ultima quella della stesura del nuovo Patto per la salute e del Regolamento sugli standard ospedalieri. Poter contare sulla professionalità, l’esperienza, i valori, l’onestà intellettuale e l’etica professionale che la contraddistinguono è un indiscusso valore aggiunto per l’Agenzia e per i suoi interlocutor. Oltre a essere impegnati sul fronte Patto per la salute – ha aggiunto – tenuto conto delle preoccupanti dimensioni assunte dai fenomeni di corruzione e conflitto di interessi in ambito sanitario, su indicazione del Ministro Lorenzin, Agenas ha avviato in collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione un percorso strategico sui temi della trasparenza, dell’etica e della legalità in sanità e sulla sperimentazione di nuovi modelli di gestione dei rischi nel sistema di governance delle aziende sanitarie. Ho ritenuto di affidare questa rilevante area di intervento a Lucia Borsellino – sottolinea Bevere – convinto che il Tavolo di lavoro nazionale Agenas – Anac – Ministero della salute potrà giovarsi del suo contributo per l’individuazione, la sperimentazione e la realizzazione, in collaborazione delle Regioni, di progetti ed azioni concrete, finalizzate alla prevenzione dei fenomeni corruttivi”.
Una scelta ovviamente condivisa, visto che l’ex assessore alla Salute già il giorno successivo ha manifestato il proprio assenso a un incarico che la porterà lontana da Palermo. E non per un breve periodo. L’assegnazione, che avrà decorrenza dal primo settembre prossimo, avrà una durata, stando al decreto della Funzione pubblica, “di almeno due anni”. Giusto il tempo di far giungere a conclusione la parentesi del governo Crocetta. Esecutivo dal quale Lucia Borsellino si è dimessa in modo polemico, sollevando anche problemi di ordine “etico e morale” che avrebbero reso impossibile la sua permanenza in giunta.
Ma adesso, gli scenari che si aprono sono sotto certi aspetti paradossali. L’Agenas, infatti, ha il compito, tra gli altri, di offrire un supporto tecnico-scientifico alle Regioni stesse, anche sul tema dei costi e della qualità dei servizi. Ma non solo. L’ente ha il compito di fornire pareri obbligatori al Ministero della Salute sui provvedimenti relativi, si legge nello Statuto dell’Agenzia, all’esercizio del potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni. Del commissariamento della Sanità, per farla breve.
Un’ombra che si era allungata, nei mesi scorsi, proprio sull’assessorato guidato dalla Borsellino, nei giorni caldi che seguirono alla morte della piccola Nicole. In quelle ore, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin parlò della Sicilia come “regione sotto tutela” sul tema dei Livelli essenziali legati alla gestione delle nascite. E ventilò l’ipotesi, appunto, del commissariamento. Frasi che suscitarono la reazione “a caldo” della Borsellino, che già allora annunciò le proprie dimissioni, poi rientrate. Ma solo per qualche mese. Fino all’addio alla giunta Crocetta, arrivato anche in seguito all’arresto di Matteo Tutino, primario di Villa Sofia e medico personale del governatore. Un fatto che, insieme ad altre questioni “di ordine etico e morale”, avrebbero portato l’assessore – stando alla lettera ufficiale di dimissioni – all’addio.
Un’uscita dall’esecutivo dall’enorme valore politico e simbolico. Lucia Borsellino era stato infatti il primo assessore designato da Crocetta. E attorno a questo “tandem” era stata costruita la coalizione che avrebbe portato lo stesso Crocetta a Palazzo d’Orleans. Un addio, quello di Lucia Borsellino che ha portato anche a qualche contraccolpo politico, sfociato in una direzione regionale del Pd che ha soltanto preceduto l’approdo dei democratici in quell’assessorato, tramite la nomina dell’ex capogruppo Baldo Gucciardi.
Ma l’uscita dal governo non ha portato pace a Lucia Borsellino. Anzi. Pochi giorni dopo, ecco le rivelazioni de l’Espresso sulla presunta intercettazione tra lo stesso Tutino e Crocetta. Dialogo dal quale sarebbe emersa la terribile frase, pronunciata dal medico secondo il giornale, “va fatta fuori, come suo padre”. Rivelazioni che portarono a una valanga di attestati di solidarietà nei confronti di Lucia Borsellino, compresi quelli del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato.
Frasi smentite a più riprese dalle Procure siciliane. Quella di Palermo ha anche aperto una inchiesta per vederci chiaro. Di pochi giorni fa, invece, la decisione del Comitato nazionale di ordine e sicurezza del Ministero dell’Interno di assegnare la scorta all’ex assessore. Un provvedimento che sarebbe legato a un rischio attuale ed elevato al quale sarebbe sottoposta Lucia Borsellino, finita, stando a quanto trapela, nel mirino della criminalità organizzata proprio per la sua azione all’interno dell’assessorato di piazza Ottavio Ziino. Adesso, però, Lucia lascia l’Isola. Vola a Roma. Per almeno due anni.

