Ma che ci fa la foca monaca | alle isole Egadi?

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Una foca monaca
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La foca monaca ha rifatto capolino nei pressi delle isole Egadi. La conferma arriva da uno studio dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

E' ricomparsa
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2 min di lettura

EGADI (TRAPANI) La foca monaca è tornata nelle acque italiane e frequenta in particolare quelle dell’area marina protetta delle isole Egadi, specie dall’autunno alla primavera. La conferma arriva da uno studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, condotto negli ultimi due anni in collaborazione con il gestore del parco marino, di cui oggi sono stati presentati al ministero dell’Ambiente alcuni dettagli e mostrate delle foto di un esemplare a cui piace quella porzione di mare.

Questa giornata – osserva il ministro Andrea Orlando – che saluta il ritorno in Italia della specie marina simbolo del Mediterraneo mette in risalto l’importanza della tutela della biodiversità marina. Sono estremamente soddisfatto per i risultati raggiunti e la professionalità nel trattare una specie così pericolosamente a rischio di estinzione”. Inoltre, per Orlando è “un grande risultato per le Egadi, la riserva marina più grande d’Europa. Lavoreremo per consolidare la rete delle aree marine protette italiane”.

Per la ricercatrice dell’Ispra Giulia Mo, a capo del team che ha condotto il monitoraggio, è “difficile sapere se ci sono altri esemplari; dobbiamo continuare il monitoraggio. Per ora abbiamo dei piccoli tasselli che stiamo mettendo insieme. Dalle prime fotografie (autunno-inverno 2011 e primavera 2012) sembra una femmina e dal tipo di cicatrici sembra avere 5 anni”. Gli scatti sono fatti da un sistema di ‘foto-trappole’ disposte in punti strategici che si attivano al passaggio di animali e che in questo caso hanno immortalato la foca monaca. Il ministro parla anche della vittoria del “modello” di conservazione che ha funzionato, soprattutto in relazione alla sensibilità dimostrata dalla popolazione: “Una scommessa il cui esito non era scontato; far convivere tradizioni in forme nuove e coinvolgere la popolazione, insieme con lo sviluppo di attività di volontariato”. Un modo di fare “valorizzazione” che “non soltanto non costituisce un vincolo allo sviluppo ma che è esso stesso sviluppo”. Il presidente dell’area marina protetta delle isole Egadi conferma infatti che “la foca monaca non è più percepita come una minaccia dalla popolazione. Ci auguriamo che il ministero dell’Ambiente voglia prestare sempre più attenzione alle aree marine protette”.

 


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