PALERMO – Diciotto condanne comprese fra un anno e quattro mesi e 18 anni di carcere. Si chiude il troncone in abbreviato del processo alla mafia della Noce.
Nel 2022 furono arrestati Giancarlo Seidita, reggente del mandamento Noce-Cruillas, e i capi famiglia della Noce e di Altarello, Guglielmo Ficarra e Pietro Tumminia.
Mafia, scontro per il potere alla Noce
Iniziò un periodo di fibrillazione per la successione. Due mafiosi nel frattempo scarcerati, Carlo Castagna e Renzo Lo Nigro, volevano riprendersi il potere. Si creò una profonda spaccatura con Giuseppe Romagnolo, insospettabile commerciante di scarpe.
La ‘palummedda’ dal 41 bis
Chi aveva scelto Romagnolo facendogli svestire, così dicevano gli indagati intercettati, i panni dell’uomo d’onore riservato? Fu costretto a uscire dall’ombra, altrimenti quelli come lui “duravano cent’anni”. Era un “ciuriddu” (altra parola usata per definire Romagnolo), un piccolo fiore sbocciato nel panorama mafioso.
Secondo Lo Nigro, sarebbe arrivata una “palummedda” dal carcere al boss di Altarello di Baida Pietro Tummina, prima che quest’ultimo venisse arrestato nel 2022. Il mittente non era l’ultimo dei capimafia, ma Raffale Ganci. La scelta di Romagnolo sarebbe stato uno degli ultimi ordini del padrino deceduto a 90 anni in ospedale, a Milano, dove era stato trasferito direttamente dal 41 bis.
Gli imputati e le condanne
Ecco le condanne decise dal giudice per l’udienza preliminare Marta Maria Bossi che ha accolto le richieste del pubblico ministero Giovanni Antoci, già scontate di un terzo come previsto dal rito abbreviato: Carlo Castagna (imputato per associazione mafiosa) 18 anni, Giuseppe Romagnolo (mafia) 14 anni, Benedetto Di Cara (mafia) 10 anni e 8 mesi, Fabio Billeci (mafia) 10 anni e 8 mesi, Mario Di Cristina (mafia) 18 anni, Cosimo Semprecondio (estorsione) 5 anni e 4 mesi, Lorenzo Di Stefano (rapina) 9 anni e 4 mesi, Kevin Dragotto (rapina) 9 anni e 4 mesi, Domenico Librera (ricettazione del denaro ricevuto per il mantenimento di Renzo Lo Nigro nel precedente periodo di detenzione) 2 anni (pena sospesa, era difeso dall’avvocato Giovanni Pecorella), Gianluca Albamonte (detenzione e spaccio di droga) un anno e 8 mesi, Alessandro Ballarò (detenzione e spaccio di droga) un anno e 4 mesi, Santo Onorato (trasferimento fraudolento di beni) 2 anni e 8 mesi, Giuseppe Giuliano (trasferimento fraudolento di beni) 2 anni e 8 mesi, Benito Giuliano (trasferimento fraudolento di beni) 2 anni e mesi, Paolo Castelluccio (ricettazione e detenzione di droga) 6 anni, Giovanni Rosselli (detenzione e spaccio di droga) 4 anni, Gianluca Nuccio (detenzione e spaccio di droga) 2 anni, 9 mesi e 10 giorni, Piero Dario Bottino (detenzione e spaccio di droga) 5 anni e 4 mesi.
Per altri imputati è in corso il processo con il rito ordinario.

