Mafia, la riunione dei nuovi boss| "Quel giorno Mineo era in ospedale" - Live Sicilia

Mafia, la riunione dei nuovi boss| “Quel giorno Mineo era in ospedale”

L'arresto di Settimo Mineo

Mossa del capomafia di Pagliarelli che avrebbe presieduto la cupola C'è però un buco temporale

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PALERMO – Settimo Mineo non avrebbe presieduto la riunione della cupola di Cosa Nostra. Non può averlo fatto perché, è la tesi difensiva, il 29 maggio 2018, giorno del vertice, si trovava in ospedale.

Mineo, capomafia di Pagliarelli, è uno dei cinquantuno boss processati con il rito abbreviato. Il suo legale, l’avvocato Stefano Santoro, ha depositato un documento rilasciato dall’ospedale Ingrassia. Il boss alle 10:22 di quel giorno si stava sottoponendo al test dell’attività protrombinica. E non era la prima volta. Si tratta, infatti di un soggetto anziano e malato, dice il legale che aggiunge: “Il nostro è un dato oggettivo. L’accusa deve dimostrare che Mineo si trovava alla riunione che definirei fantomatica. Non conosciamo né l’orario, né il luogo, ma solo le intercettazioni di un indagato”.

Il riferimento è a Francesco Colletti, capomafia di Villabate, che del summit aveva parlato in macchina, senza sapere di essere intercettato, e che pi ha confermato la circostanza dopo essersi pentito, aggiungendo dettagliati particolari.

L’incontro si è svolto in una vecchia casa, ma abitata, al primo piano di una palazzina a Baida. Colletti non ha saputo indicare il luogo esatto perché, lui che è di Villabate, non conosce bene la zona e vi è stato accompagnato da Giovanni Sirchia. Sa solo che fu prelevato in viale Michelangelo.

È il luogo dove Colletti è stato monitorato dai carabinieri che ad un certo punto hanno dovuto fermarsi per evitare di mandare all’aria le indagini che da dicembre a oggi hanno consentito l’arresto di sei capi mandamento presenti al summit.

Alle 09:33 del 29 maggio è uscito dalla sua abitazione di via Franco Lucchini, zona Villaggio Santa Rosalia, in compagnia della convivente e della nipote. A bordo di una di una lancia Y raggiunsero la gioielleria di Mineo in corso Tukory dove passò a prenderlo Vincenzo Barone. Sempre in auto percorrono una serie di strade. Alle 10:56 la lancia Y era di nuovo in corso Tukory, ma a bordo c’era solo Barone. Mineo ricomparve alle 16:17 a piedi in via San Francesco Saverio e da qui raggiunse la gioielleria.

Tracciando gli spostamenti degli altri partecipanti i carabinieri hanno collocato la riunione fra le 13:18 e le 15:02. Un dato che potrebbe essere compatibile con la partecipazione di Mineo, visto che il referto dell’esame eseguito all’Ingrassia è stato rilasciato una ventina di minuti dopo le 12:00. Mineo, dunque, avrebbe avuto il tempo di spostarsi dall’ospedale per giungere alla palazzina nel rione Baida.


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Commenti

    Sarebbe giusto e doveroso da parte dei cittadini palermitani denunciare il pizzo anche e soprattutto per non rendere vano il sacrificio di tutti gli eroi che hanno sacrificato la loro vita per combattere Cosa Nostra e pertanto faccio un appello a tutti i commercianti e gli imprenditori che ancora pagano il pizzo,denunciate i mafiosi che vi fanno le estorsioni e fatelo con le denunce di massa cioè con le denunce collettive in ogni quartiere di Palermo ossia il mio auspicio è che il prima possibile in ogni quartiere di Palermo nasca una ribellione popolare contro Cosa Nostra e che in ogni quartiere di Palermo ci siano tanti commercianti e imprenditori che denuncino i mafiosi che gli fanno le estorsioni facendo le denunce di massa cioè le denunce collettive contro i mafiosi ma prima andate tutti da Addiopizzo per constatare che siete già tantissimi a rivolgervi da loro e dopo andate tutti dalla Polizia a denunciare i mafiosi che vi fanno le estorsioni e fate in ogni quartiere di Palermo le denunce di massa ossia le denunce collettive contro i mafiosi,questo è il momento storico ideale per ribellarsi a Cosa Nostra e c’è bisogno del colpo di grazia per estirpare Cosa Nostra Palermo da Palermo e pertanto mi auguro che il prima possibile nasca una ribellione popolare in ogni quartiere di Palermo contro Cosa Nostra Palermo e di conseguenza mi auguro che il prima possibile in ogni quartiere di Palermo ci siano tanti commercianti e imprenditori che denuncino i mafiosi che gli fanno le estorsioni facendo le denunce di massa ossia le denunce collettive ma mi auguro che prima vadano tutti da Addiopizzo e dopo immediatamente vadano dalla Polizia di Palermo a denunciare i mafiosi che gli fanno le estorsioni facendo in ogni quartiere di Palermo le denunce di massa cioè le denunce collettive contro i mafiosi,ricordatevi che l’unione fa la forza contro Cosa Nostra Palermo e inoltre questo è il momento storico ideale per ribellarsi a Cosa Nostra Palermo quindi auspico che il prima possibile in ogni quartiere di Palermo ci siano tanti commercianti e imprenditori che denuncino i mafiosi che gli fanno le estorsioni facendo le denunce di massa cioè le denunce collettive e mi auguro che prima vadano da Addiopizzo

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