CATANIA – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota dell’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale di Fabrizio Giovanni Papa in merito al sequestro nell’ambito dell’operazione Oleandro.
In riferimento alla notizia apparsa oggi sul vostro quotidiano on line, e nell’interesse di Papa Fabrizio Giovanni, merita d’essere precisato che alle accuse mosse al predetto, nell’ambito dell’indagine denominata “Oleandro”, Questi ha offerto direttamente ai Pubblici Ministeri ampia documentata e riscontrata discolpa, tant’è che il Giudice delle Indagini Preliminari ebbe a scarcerarlo previo parere favorevole dell’Ufficio della Pubblica Accusa.
Successivamente, lo stesso P.M. titolare delle indagini, dispose, su richiesta della difesa, specifiche attività di riscontro e, anche a mezzo di approfondite indagini difensive, è risultata evidente l’assoluta estraneità di Papa a qualsivoglia contesto criminale.
Nel processo, che si sta celebrando presso la Quarta Sezione del Tribunale, ad oggi è emerso in modo limpido come Papa sia un imprenditore del settore edile che ha sempre lavorato impiegando risorse lecite, attinte dai suoi risparmi e dal credito bancario. Anche taluni dei collaboratori di giustizia, ascoltati nel processo, hanno confermato che Papa è un lavoratore e che non gli risultavano cointeressenze con alcun esponente di Cosa nostra.
Ora, quasi a conclusione del processo che giudicherà nel merito, è intervenuta la notifica della misura di prevenzione patrimoniale che inizierà a discutersi davanti al Tribunale dal 25 marzo prossimo. Va detto che la proposta misura di prevenzione fa parte in un qualche modo di un iter consolidato che l’Ufficio del Pubblico Ministero istruisce contestualmente alle indagini sulla responsabilità personale, mentre dalla lettura degli atti emerge che nulla di nuovo e di diverso vi è rispetto a quanto già oggetto di ampia smentita.
È poi da sottolineare che, anche nella pendenza del sequestro delle quote societarie, che dura oramai da due anni, l’amministrazione giudiziaria ha proceduto agevolmente a garantire la vendita degli immobili con piena garanzia degli acquirenti. Si confida, dunque, che anche davanti alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, il sig. Papa riuscirà a dimostrare la sua innocenza ottenendo la restituzione di ciò che gli appartiene, in quanto frutto di decenni di duro lavoro e di sacrifici personali e familiari.

