PALERMO – Per qualcuno i tempi sono cambiati, per altri no e restano arroccati nei vecchi (dis)valori. Come l’anziano Raffaele Galatolo, il boss ergastolano che si era ripreso in mano il potere all’Acquasanta durante i permessi premio e lo scorso giugno è stato arrestato di nuovo nel blitz dei finanziari del Nucleo speciale di polizia valutaria.
Voleva che i parenti dei collaboratori di giustizia girassero alla larga, anche se si trattava di suo nipote. A un commerciante vicino ai clan, invece, negò l’autorizzazione ad aprire un negozio perché aveva un cognato carabiniere.
“Non fare il miserabile… io non ti volevo salutare. Mi sei venuto a salutare tu…”, disse al nipote Angelo Galatolo un giorno di ottobre 2022.
Raffaele Galatolo rimproverava il nipote per avere frequentato degli spioni e gli ricordava che il fratello Vito si era pentito (stessa cosa ha fatto anche un’altra nipote, Giovanna).
“Io non me ne sono fregati i piccioli”, diceva il nipote. “I piccioli miei che prendevate qua dei carcerati e ve li siete fottuti”, insisteva lo zio..
Il giovane Galatolo spiegava ad un altro parente: “… è inutile che lui butta voci… io ne butto di più di lui perché non è vero quello che mi dice lui che mi sono rubato i soldi di suo fratello di Enzo”.
Leggi anche
Assieme a Filippo Matassa commentavano che ai nemici bisognava “fare buttare il sangue”. Angelo Galatolo ricordava che lo zio gli aveva negato il sostegno economico quando era stato in carcere. “Matassa è l’unico che mi sono trovato”, diceva. Allo zio aveva risposto per le rime: “Raffaele ora fammi sta cortesia, non mi cercare più, levati, levati”.
Il vecchio boss richiamò un commerciante che voleva aprire un negozio di sacchetti e articoli da imballaggio in via Montalbo: “Vedi di finirla che nomini a tuo cognato – gli disse il boss – che è sbirro, è carabiniere perché gli ho detto un sacchetto non te lo faccio vendere più e ti faccio chiudere il negozio e te le puoi andare pure dai carabinieri e ci vai a dire ‘Raffaele Galatolo mi vuole…'”. Le regole d’onore per il boss ergastolano non erano cambiate. La Procura di Palermo ha ricostruito il suo ritorno al potere.




