Palermo, il mal di denti e "l'evasione": ma è già stato condannato

Il mal di denti e “l’evasione”, ma è già stato condannato

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Scagionato per ne bis in idem
IL CASO
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PALERMO – Tutta colpa della data ripotata male nel verbale. Risultato: due processi per lo stesso fatto. Il giudice monocratico Roberta Ricotta del Tribunale di Palermo ha emesso sentenza di “non doversi procedere” nei confronti di Salvatore Garofalo, 33 anni.

È il più classico dei ne bis in idem quello fatto emergere dall’avvocato Luciano Maria Sarpi. Nel novembre 2022 suonarono al citofono. Garofalo non era nella sua abitazione in via Brigata Aosta dove avrebbe dovuto rincasare in virtù della misura di sorveglianza speciale che gli era stata applicata per diversi reati di furto e ricettazione.

L’avvocato Luciano Maria Sarpi

La madre, che abitava di fronte, spiegò che il figlioera andato in farmacia perché gli serviva un medicinale per il mal di denti. Nel corso del processo il legale ha fatto emergere che la violazione contestata risaliva al giorno precedente ed era la stessa per cui l’imputato è già stato condannato. Non si può essere processati due volte per la stessa cosa. Da qui la sentenza che scagiona Garofalo.


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