Bianco: "Vicenda che mi addolora" | Malagò-Tavecchio: "Che imbarazzo" - Live Sicilia

Bianco: “Vicenda che mi addolora” | Malagò-Tavecchio: “Che imbarazzo”

Il presidente del CONI e il numero uno della FIGC esprimono rabbia e disgusto per l'ennesimo tentativo di taroccare il gioco del calcio. Grande dolore e dispiacere nelle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Catania.

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PALERMO – L’Italia si è svegliata con un umore diverso rispetto al solito. Ci si deve interfacciare con l’ennesimo scandalo che riguarda il rapporto tra il calcio e il malaffare, tra la voglia di fare risultato e la possibilità di riuscirci prima ancora che le squadre scendano in campo. E le istituzioni, sia a livello locale che in ambito nazionale, non hanno fatto mancare i propri commenti carichi di rabbia e di disgusto nei confronti delle vicende racchiuse in quella che è stata denominata operazione “I treni del gol”. In primis era stato il presidente del CONI Giovanni Malagò a rendere noto il proprio profondo disagio per quanto è trapelato nella giornata di martedì: “Sono stato svegliato con questa notizia – ha dichiarato – . Ho letto le agenzie, non ne so niente ma è imbarazzante. Si commenta tutto da solo, è una vergogna. Adesso tentiamo un attimo di capire. Certo è che non c’è mai limite al peggio”.

Non si è fatta mancare la dichiarazione da parte del capo della Federcalcio Carlo Tavecchio, il quale ha ammesso di essere stanco di sentire sempre le solite cose sul conto del calcio italiano: “Sono costernato, saremo inflessibili. Torna d’attualità il tema dell’anagrafe o casellario sportivo in cui individuare questi “nobili” che effettuano reati e poi si riciclano. Se guardate, i nomi si ripetono. Finché non troviamo un modo per identificare queste migrazioni interne nel sistema sportivo non faremo passi avanti. Il problema è la ripetitività quasi noiosa di queste situazioni: si parte degli anni Ottanta, dai Novanta, poi Calciopoli, ora queste situazioni. Anche situazioni più piccole indicano una inclinazione che ha la società. In questi momenti di crisi, i furbi si attrezzano per fregare la gente. Bisogna cominciare dai giovani, spiegare educazione civica nelle scuole. In Italia abbiamo 200mila dirigenti, a oggi se un dirigente ha compiuto atti delittuosi si ricicla perché non c’è un casellario. Stiamo preparando questa informatizzazione. Abbiamo deciso che chi acquista più del 10% delle quote deve presentare il certificato penale, il certificato antimafia e una lettera della banca”.

Sul ruolo nella vicenda del patron etneo Pulvirenti, Tavecchio non si scompone più di tanto, ma si interroga sul bisogno che certe figure hanno di truccare le partite per trarne dei benefici: “Di sicuro Pulvirenti è un nome importante in Lega. Credo che un provvedimento di detenzione sia gravissimo. La magistratura prima di emetterlo ci pensa mille volte ma il fatto è gravissimo. Non capisco come mai si arrivi a questo. Ci sono centinaia di dirigenti che non meritano di stare nel mondo del calcio”.

Sul fronte locale, fanno riflettere le parole del sindaco di Catania Enzo Bianco, il quale ha espresso grande dolore per una situazione che getta un velo di negatività sull’intera cittadinanza: “Provo un sentimento di profondo dolore – ha dichiarato il primo cittadino – . Ripongo ovviamente la massima fiducia della Magistratura catanese. Trovo positivo il fatto che l’indagine sia stata condotta da investigatori catanesi, segno che la nostra città possiede gli anticorpi per reagire alle illegalità”.


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