Malumori in Confcommercio| Scoppia il caso della Fipe

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Tiziana Zappulla scrive ai soci dopo il commissariamento dell'associazione dei pubblici esercizi e mette in dubbio la regolarità dell'elezione dei nuovi vertici del dopo Helg. Di Dio: "Anche se il voto della Fipe non fosse stato valido, sarebbe cambiato poco".

PALERMO – Un’elezione che non c’è stata, con conseguente commissariamento, sentimenti di “amarezza e perplessità”, una lettera ai soci che pone interrogativi su quanto avvenuto e un malessere che, da più parti, comincia a emergere ma che i vertici della Confcommercio definiscono “salutare”. Scoppia il caso della “Fipe”, ovvero l’associazione che dentro la Confcommercio si occupa dei pubblici esercizi, con l’ex vicepresidente vicario, Tiziana Zappulla, che contrariamente alle previsioni non è stata eletta alla guida della federazione e che per questo ha inviato una lettera a tutti i soci.

Chiusa l’era Helg, infatti, è iniziato il nuovo corso dell’associazione che ha sede in via Emerico Amari: alla guida è stata eletta lo scorso giugno Patrizia Di Dio e, a cascata, è arrivato il rinnovo di tutta la dirigenza. La Fipe, “orfana” di Gigi Mangia, è stata così retta per un paio di mesi dal vicario, per l’appunto la Zappulla, fino alle elezioni fissate per agosto. Ma il giorno stesso delle votazioni c’è stato il colpo di scena: un’interpretazione statutaria ha messo fuori gioco alcuni candidati fra cui, per l’appunto, proprio Tiziana Zappulla, che milita in Confcommercio da quasi vent’anni.

Tutto ruota intorno all’articolo 20: i tecnici del sindacato, in poche parole, hanno stabilito che non può essere eletto chi non è legale rappresentante e quindi la Zappulla, che è socio di un’azienda ma non con quella qualifica, è stata esclusa. Passata l’estate la Fipe è stata commissariata e lo scorso 17 settembre la Zappulla, prese carta e penna, ha deciso di scrivere ai colleghi.

“Perdonatemi poiché la fiducia che voi avevate riposto in me è stata disattesa seppur non per colpa mia e perché a causa mia ma, ripeto, non per vera mancanza, adesso la nostra Fipe vive un momento di confusione come qualunque struttura nei periodi di commissariamento – si legge nella lettera – vi chiedo scusa per essermi io a mia volta fidata di quanto i tecnici del nostro sindacato e della Confcommercio mi avevano detto, assicurandomi di esser nelle lecite condizioni per esser candidata quale componente del nuovo consiglio la cui elezione era venuta a diventare necessaria dopo le dimissioni di Gigi Mangia. Se poi le medesime persone, gli stessi tecnici hanno contraddetto se stessi reinterpretando l’articolo 20 del nostro statuto e, dunque, leggendolo quale ostativo alla mia candidatura, acconciando così un iter negativo e stranamente veloce che ha portato al rinvio sine die dell’assemblea con all’ordine del giorno nuove elezioni fino al successivo commissariamento, mi chiedo: cui prodest?”.

Ma poi arriva il colpo di scena. “Se la mia posizione è ora ritenuta illegittima sì da impedire la mia elezione, caldeggiata dai vertici regionali e nazionali della Fipe, e avendo comunque partecipato in vostra rappresentanza quale presidente facente funzioni alle elezioni dei nuovi quadri della Confcommercio provinciale, tutto ciò non ha comunque inficiato le stesse elezioni fino a doversi lecitamente pronunciare per il loro annullamento? Anche perché la carica di vicepresidente, secondo la nuova lettura dell’articolo 20, non l’avrei potuta ricoprire. Insomma, un vero e proprio paradosso”.

La Zappulla si trincera dietro un secco “no comment”, ma la lettera è circolata e lo scompiglio si è creato in una delle federazioni più grandi di Confcommercio. Chi è vicino all’ex vicepresidente Fipe dice che non tenterà di cambiare lo status di socio per aggirare l’ostacolo e pone interrogativi sia sull’operato dei tecnici, sia sul fatto che la Zappulla abbia comunque partecipato a settembre ad alcuni tavoli tecnici col Comune in rappresentanza dell’associazione.

“E’ vero, la Fipe ha votato a favore della mia candidatura, ma parliamo di una delle 60 associazioni presenti in Confcommercio che mi hanno votato all’unanimità – commenta Patrizia Di Dio – anche se il voto non fosse stato valido, avrebbe inciso poco. Ogni associazione ha le sue regole, così anche la Fipe ha le sue che la stessa Zappulla ha contribuito a determinare. Gli statuti sono stringenti e valgono per tutti. Da presidente ho chiaro che il rispetto di tutte le regole passa in primis da quelle statutarie che sono alla base di una corretta conduzione di una associazione e di una confederazione. Abbiamo chiesto un parere al nostro avvocato nei giorni precedenti alle elezioni e il parere è valso per tutti. Le deroghe non sono possibili per nessuno”.

Come detto, però, qualche malumore si registra anche tra i trasportatori, gli assicuratori e i giovani. “Il nuovo corso di Confcommercio sta ottenendo grandi consensi perché stiamo facendo vedere che facciamo una politica efficace che da più visibilità che in passato – minimizza la Di Dio – se vecchi consiglieri non fanno più parte del gruppo dirigente se ne faranno una ragione. Il passaggio da Helg a me ha comportato qualche cambio e qualche non condivisione di vedute ci può stare. I malumori sono salutari”.

 

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