Manca la firma del funzionario | La Serit perde 890 mila euro - Live Sicilia

Manca la firma del funzionario | La Serit perde 890 mila euro

L'ultimo paradossale caso di sprechi riguarda la Serit, l'agenzia siciliana di riscossione dei tributi, che non ha potuto battere cassa sugli arretrati di alcune imposte dirette dovute da un imprenditore palermitano, a causa di una firma dimenticata da un funzionario regionale sulla cartella esattoriale.
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Quasi 890mila euro in fumo per l’assenza di una… firma. L’incredibile vicenda vede come protagonista la Serit, l’Agenzia delle entrate e un imprenditore palermitano. A questo imprenditore, infatti, nel marzo del 2010 arriva una cartella di pagamento astronomica: 889 mila euro e spiccioli, per la “riscossione di imposte dirette, Iva e Irap relative agli anni 1999, 2000, 2001 e 2003”. Una mazzata che non va giù al diretto interessato. Che decide di opporre ricorso.

E il ricorso, presentato dall’avvocato difensore dell’imprenditore, Alessandro Dagnino, gli dà ragione anche con una motivazione davvero paradossale: nella cartella di pagamento e nel ruolo manca la “sottoscrizione” del funzionario responsabile del procedimento. Manca, insomma, come spiega la settima sezione della Commissione tributaria provinciale di Palermo, la firma. Ed è abbastanza per rendere nulla la cartella.

Le motivazioni che stanno alla base della decisione del Giudice tributario sono, in fondo, molto semplici: la cartella di pagamento, infatti, è assimilata, in tutto e per tutto, ad un atto amministrativo, ad un atto di precetto o ad un atto giudiziario. Che devono, necessariamente, portare la firma del responsabile del procedimento. Non basta, insomma, come nella cartella “incriminata” la dicitura “Serit spa”. Principio espresso chiaramente dalla legge 15 del 2005 che integra la cosiddetta “Legge sulla trasparenza”: “E’ nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali”. E la sottoscrizione dell’atto è uno di questi elementi.

Ora, cosa accade? In teoria, una volta annullata la cartella, la Serit potrebbe emetterne una nuova, con  tanto di firma. Ma la legge prevede termini stringenti di decadenza per la notifica delle cartelle. Termini che vengono quasi sempre superati in attesa dell’emissione della sentenza. Insomma, quasi mai, una volta presentato un ricorso, c’è il tempo per ripresentare un documento con tutti gli “elementi essenziali” al proprio posto.

Resta da capire, adesso, se la “dimenticanza” è un fatto isolato. O se, quella della mancanza della firma sia una consuetudine nelle cartelle esattoriali della Serit. Intanto, 890 mila euro sono volati via. Inesigibili. Chissà quanti altri rischiano di svanire per l’assenza di un nome in calce a una cartella di pagamento.


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Commenti

    Non è la serit che ha perso 890 mila euro: è lo Stato che ha perso questi soldi, che li chiederà a tutti noi fessi che paghiamo le tasse regolarmente. Quindi noi abbiamo perso 890 mila euro, e non dovremmo essere contenti, come sembra addirittura trasparire dal tenore dell’articolo.

    Non capisco da cosa lei evinca la mia contentezza. Ho solo raccontato i fatti. Che, su questo sarà d’accodo con me, se non sono divertenti sono certamente paradossali. Saluti.

    Con buona probabilità la decisione di primo grado verrà ribaltata in Comm. regionale, che riterrà valida ed efficacie la cartella oggi annullata.
    vediamo come finisce

    @ a
    Sabella non ha bisogno di difensori perché il suo articolo è molto buono, anche nel “clima” di lettura. Ma la protesta di “a” richiama a quella insopprimibile infelicità che attanaglia alcuni esseri umani, portati a vedere mezzo vuoto anche il bicchiere stracolmo. Coraggio “a”, la vita è breve.

    Gentile signora Sabella, lei ha proprio ragione, la nostra regione è tutto un paradosso. Paghiamo tanti soldi a questi mega funzionari e mega tecnici e poi la regione rischia la bancarotta

    Grazie signora,
    ma i paradossi sono davvero ovunque. Anche dove non t’immagini. Pensi un po’, mi chiamo Sabella (ma di cognome…) e sono un uomo.
    In Sicilia accade anche questo.
    Saluti.

    Per Anello.
    Grazie

    Mi sono sganasciato dal ridere! Grazie “rosanna c.” e grazie anche alla Signora Sabella 😀

    Certamente è una disattenzione imperdonabile, visto che quando si tratta di fare pagare le contravvenzioni la firma del funzionario responsabile non manca mai.

    Ho pagato una contravvenzione tramite c/c postale,con due..2..giorni di ritardo.Dopo mi arriva un cartella serit ,per la stessa contravvenzione,causale “ritardo od omesso pagamento”.
    Ripago entro il limite.
    Mi arriva una altra cartella,sempre per la stessa contravvenzione,come se non avessi mai pagato.
    Vado per due volte alla serit,ma il turno era lungo e gli sportelli sarebbero chiusi.
    Per la terza volta,faccio un turno mattiniero e riesco ad arrivare allo sportello.Spiego e documento le mie ragioni e chiedo di questa nuova cartella.
    Risposta: Non ne tenga conto,e’ un doppione.
    E due giorni persi per il turno???
    E se avessi smarrito i pagamenti precedenti.???
    Nel caso della mancata firma,penso che la perdita sara’ di serit,e non del comune o altra istituzione statale,in quanto(penso ) che serit anticipi all’ente emittente la somma dovuta.

    si vede che nessuno di voi che commentate questo articolo non è passato sotto le mani di Serit sicilia spa, io si.
    In un periodo nero nella mia vita lavorativa non sono stato in grado di pagare delle tasse perché non avevo quasi i soldi per mangiare, arrivò Serit, una società compartecipata della regione sicilia, altrimenti si chiamata nel resto dell’italia equitalia, che non solo voleva pagate le tasse che aime non avevo pagato ma voleva interessi che neanche un usuraio, e preciso , il più avido chiederebbe.
    Per darvi un idea di una cartella Serit, si paga il doppio della cifra iniziale, si aggiunge una quota forfettariia del 30% di spese, e del totale si pagano interessi del 10%, ripeto sono cifre che qualsiasi usuraio non fa. Quindi sono felice e contento per la persona dell’articolo sia riuscito a fregare un gruppo di strozzini che per cifre ridicole ti strappano la casa e te la mettono all’asta, lasciandoti in mezzo ad una strada.

    Le responsabilità personali non esistono nell’ambito pubblico? Se il dirigente responsabile non ha messo la firma facendo cosi perdere allo stato, da cui è pagato per fare bene il suo lavoro, fior di quattrini, rimborsi lui questi soldi! Perchè devo essere io, Stato, che pago il suo lavoro a pagare anche i suoi errori?!…. E’ per questo andazzo che dirigenti e funzionari statali continuano ad essere superficiali, menefreghisti e incompetenti; tanto se sbagliano non pagano mai, anzi spesso vanno in pensione con lauti compensi.

    seppure il giudice tributario ha prununziato la paradossale sentenza è anche vero che la corte di cassazione la pensa diversamente:

    IMPOSTA REDDITO PERSONE FISICHE E GIURIDICHE

    Riscossione
    In tema di riscossione delle imposte sul reddito, la mancanza della sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non comporta l’invalidità dell’atto, la cui esistenza, non dipende tanto dall’apposizione del sigillo o del timbro o di una sottoscrizione leggibile, quanto dal fatto che, al di là di questi elementi formali, esso sia inequivocabilmente riferibile all’organo amministrativo titolare del potere di emetterlo. Detto principio deve ritenersi applicabile anche allorquando l’atto contestato dal contribuente sia un avviso di mora, dato che quest’ultimo atto ha una valenza impositiva ben inferiore rispetto alla cartella di pagamento, afferendo la fase ultimativa della riscossione.
    Cass. civ., Sez. V, 23/07/2009, n. 17194

    buona giornata.

    Cerco di spiegare il mio punto di vista (quello di un fesso che paga le tasse, minoranza anche qui?).

    Il fatto che a un tizio arrivi una cartella “astronomica”, a meno di un errore macroscopico della Serit, vuole dire che il tizio ha prodotto reddito “astronomico”, e che doveva pagare in ragione della sua capacita contributiva. Cioè se a un poveraccio arriva una cartella da 100 euro, per lui anche questa cifra è astronomica. E’ tutto in proporzione.

    Ma nell’articolo non si sottolinea questo fatto e l’impostazione della storia è “poveraccio (?!) questo qua, tartassato dal fisco per ben 890mila euro”. Insomma caso tipico di tafazzismo, invece di avercela con chi l’ha fatta franca e con chi gliela ha fatta fare franca, noi fessi che dovremo pagare gli 890 mila al posto di chi non li ha pagati al fisco parteggiamo con quest’ultimo.
    Tutte queste considerazioni elementari non c’erano nell’articolo,e mi sorprende (anzi no) che nessun commento sia in questo senso.

    In un paese normale, che so germania o Usa, l’evasione fiscale è un reato gravissimo, si va in galera, c’è il discredito collettivo. Noi qui parteggiamo per gli evasori e non ci inc. quando succedono queste cose, ma scriviamo articoli di “colore”. Mah.

    p.s.: il titolo dell’articolo è “Serit perde 890 mila euro”. A me pare che li abbia persi il fisco, cioè noi che dovremo pagare al posto del “povero” imprenditore che l’ha fatta franca per un cavillo si spera involontario.

    Mi permetto di suggerire un cambio del titolo :”Serit perde causa per 890 mila euro, che ora dovrete pagare voi, cari lettori che pagate le tasse: indiginatevi!”.

    brevemente:
    il fisco ha già incassato dalla Serit l’importo dei 890.000€ e la perdita sarà, momentaneamente,solo a carico della sola SERIT, che, per non perderli, farà appello alla CTRegionale che certamente ribalterà il giudizio in base all’orientamento della Corte di Cassazione.
    attenzione: nel frattempo, il contribuente che, se aveva ancora beni, farà togliere sugli stessi l’eventuale ipoteca, e potrà quindi provvedere a dismettero il proprio patrimonio (anche a favore della moglie o figli o altri parenti fidati), per cui, una volta riformata la sentenza della CTProvinciale gli 890.000 non ci saranno più incassabili.
    di conseguenza (amara conclusione):
    1) la Serit non dovrà pagare il fisco a posto del contribuente;
    2) il fisco non potrà incassare gli € 890.000 dal contribuente che nel frattempo, è rimasto senza senza soldi;
    3) W pantalone che paga in una maniera o nell’altra.

    Un consulente dell’Assessorato Regionale all’Economia ha lo stesso cognome e nome dell’avvocato che assiste il contribuente. Sicuramente non si tratta della stella stessa persona. Lo stesso Assessorato quali compiti svolge nei confronti della Riscossione Sicilia spa che detiene il pacchetto azionario della Serit Sicilia spa??

    …non capisco, non capisco….delucitatemi, i soldi da me versati alla serit con more ed interessi compresi…dove sono adesso????????? in fumo?…ma quale fumo ditemi in mano di chi???????…non tutti siamo supportati da esperti e forse non ci siamo mai accorti delle firme…

    ma quale dimenticanza?

    Fate attenzione a queste notizie, perchè possono trarre in inganno.

    Premesso che sono avvocato della serit, vorrei puntualizzare alcune cose:

    1) Serit è un semplice riscossore di crediti dello stato e tutti gli atti che compie sono disciplinati dettagliatamente dalla legge. E’ la legge a stabilire come e quando serit deve porre in esecuzione i crediti ed è la legge a stabilire quali interessi e sanzioni deve applicare. Pertanto, lo strozzino non è Serit, ma lo Stato.

    2) Ovviamente serit può commettere degli errori. Si tratta per lo più di errori di notifica o mancato rispetto di qualche termine.

    3) Nel caso specifico della firma, la realtà è che, secondo legge, essa NON è necessaria se è indicato il responsabile del procedimento. Pensateci bene, secondo voi è possibile che un povero cristo debba firmare di pugno migliaia di atti al giorno?! Ovviamente non è possibile e pertanto nel modulo prestampato è già inserito il nome del responsabile del procediemnto e ciò “sostituisce” la firma. La cassazione è anche andata oltre come ricordato in un commento precendete, stabilendo che basta semplicemente che l’atto sia riferibile a serit. Pertanto, questa sentenza molto, molto, molto probabilmente (diciamo che di sicuro c’è solo la morte) NON reggerà nei prossimi gradi di giudizio.

    4) E allora come mai questa sentenza? E qui arrivo al punto nodale! Le commissioni tributarie, come i giudici di pace, sono magistratura ONORARIA, cioè non si tratta di giudici che hanno vinto un concorso, ma di persone che vengono NOMINATE. I giudici di pace, spesso, sono funzionari della PA in pensione o cose del genere… tra i giudici delle Commissioni Tributarie SI TROVANO anche INGEGNERI e RAGIONIERI (secondo un vecchio sistema di selezione). Le corbellerie che queste persone riescono a scrivere nelle sentenze sono da guinnes dei primati! E fanno perdere a noi cittadini un sacco di soldi. Gli avvocati tributaristi conoscono bene questo meccanismo e non mancano di ricorrere ad argomenti che farebbero ridere un giudice vero ma che in commissione (o dal giudice di pace) possono attecchire! Come avvocato serit, difendo il concessionario anche nei processi per crediti previdenziali che si svolgono presso il giudice del lavoro (che è un giudice TOGATO, un VERO giudice, che ha vinto un concorso) e la differenza rispetto a commissioni e giudice di pace è tanginbile. Ho citato anche il giudice di pace, perchè proprio quello di palermo qualche tempo fa se ne è uscito stabilendo che Serit non sarebbe legittimata a riscuotere i tributi in genere… e tutti i giornali hanno ripreso ‘sta boiata, inducendo magari numerosi cittadini a fare ricorsi destinati ad essere rigettati o addirittura a non pagare quanto dovuto.

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