Mandò in coma un tedesco|Condannato a cinque anni

Mandò in coma un tedesco|Condannato a cinque anni

Mandò in coma un tedesco|Condannato a cinque anni
Una brutale aggressione avvenuta in piazza San Francesco d'Assisi

PALERMO – Cinque anni di carcere per avere picchiato Roman Maruhn, giornalista tedesco e insegnante del Goethe Institute, rimasto in coma per alcuni giorni. Il giudice per l’udienza preliminare ha condannato Salvatore La Barbera, 20 anni.

Fu lui il 2 novembre dell’anno scorso ad aggredire la vittima. Maruhn aveva rimproverato la madre che stava transitando in macchina in piazza San Francesco d’Assisi, area pedonale della città di Palermo. La reazione di La Barbera fu brutale.

Il giudice ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Giulia Amodeo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la madre di La Barbera voleva attraversare la piazza in auto e chiese al giornalista se fosse sua la moto parcheggiata che ostacolava il passaggio. Maruhun rispose di no, ma fece notare che si trovavano in una zona pedonale.

I suoi toni non furono né accesi, né offensivi, ma garbati come sempre. Intervenne l’imputato che colpì il tedesco, ormai da anni trasferitosi a vivere in città, con due pugni al volto, procurandogli un grave trauma cranico. La Barbera si era poi allontanato, lasciando il povero giornalista per terra, privo di sensi e sanguinante da un orecchio.

I carabinieri risalirono alla sua identità analizzando le immagini di alcune telecamere di sorveglianza. La Barbera nel corso dell’interrogatorio chiese scusa, ma disse di essere intervenuto perché credeva che la madre fosse stata aggredita. Si parlò di una lettera di scuse, mai consegnata e mai entrata agli atti del processo.

La Barbera si trova in carcere, il suo legale, l’avvocato Riccardo Bellotta, ha avanzato oggi una richiesta di applicazione degli arresti domiciliari. Il giornalista fortunatamente si è ripreso. Parte civile al processo con l’assistenza dell’avvocato Fabio Lanfranca, gli è stata riconosciuta una provvisionale per i danni subiti. Stessa cosa alla moglie, assistita dall’avvocato Serena Romano. Era presente al pestaggio e tentò invano di bloccare l’aggressore.

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