"Mangiati l'arancina prima della rapina"| Studenti contro il parcheggio a pagamento - Live Sicilia

“Mangiati l’arancina prima della rapina”| Studenti contro il parcheggio a pagamento

Si è svolta presso Viale delle Scienze un'iniziativa promossa dalle associazioni universitarie Udu e Rum, "Mangiati l'arancina prima della rapina". Gli studenti hanno tappezzato le macchine posteggiate di finte multe per protestare contro la privatizzazione del parcheggio.

al parcheggio basile
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PALERMO – “Mangiati l’arancina prima della rapina” è il nome dell’iniziativa che ha visto oggi, nella giornata di Santa Lucia, le associazioni universitarie Udu e Rum impegnate in Viale delle Scienze contro il pagamento obbligatorio del parcheggio universitario. Gli studenti hanno simbolicamente rilasciato su macchine e motorini finte multe la cui sanzione maggiore prevedeva la decurtazione di 12 cfu. E’ stata anche svolta un’attività di volantinaggio.

Il 6 agosto 2009, infatti, il consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Palermo ha concesso la gestione dei parcheggi a pagamento ad una Ati (Associazione Temporanea delle Imprese). Dopo una serie di proteste da parte degli studenti, la concessione non è entrata in vigore ma è stata solo temporaneamente accantonata. Infatti a partire dal 2013 studenti, docenti e personale universitario saranno costretti a pagare una tassa di 1 euro all’ora per le automobili e 50 centesimi per le moto.

“Questa iniziativa – spiega Alessio Lo Presti, coordinatore Udu – vuole sensibilizzare l’Università sul nostro “no” al parcheggio privato in Viale delle Scienze. Abbiamo deciso di concentrare le nostre multe soprattutto sulle zone gialle presso la Facoltà di Ingegneria e l’Albergo delle Povere”. Tali parcheggi infatti – rendono noto le associazioni – sono riservati al personale docente e tecnico-amministrativo e non rientrano nel piano di viabilità dell’Ateneo.

A motivare il dissenso sollevato dalle associazioni contro il pagamento del parcheggio il fatto che l’attuazione del progetto non comporterà alcun guadagno da parte dell’Università e che verrà messo in vendita un numero di abbonamenti pari al doppio del numero di stalli previsti (3000 a fronte dei 1500 stalli a disposizione). E ancora i costi eccessivi previsti per il parcheggio giornaliero. “Uno studente che è obbligato a venire all’Università e a seguire lezioni a frequenza obbligatorio – ha spiegato Carlotta Provenza, coordinatrice Rum – si vedrà costretto a pagare un euro all’ora per usufruire di un suo diritto”.

La proposta lanciata dalle associazioni riguarda la chiusura al traffico della cittadella universitaria. “Inizialmente proponiamo di chiudere al traffico l’Università – annuncia Carlotta Provenza – e di permettere l’accesso solo a studenti e personale universitario. Se non ci verrà data risposta lotteremo affinché tutte le macchine vengano posteggiate dentro il Parcheggio Basile”.

L’iniziativa ha trovato ampio consenso tra studenti e personale universitario che, dopo la perplessità iniziale alla vista della “multa”, hanno accolto con un sorriso e con spunti critici l’importanza di una simile campagna di sensibilizzazione.


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Commenti

    Mi piace che si debba pagare per tutto. A questo punto darei in concessione i bagni della cittadella a qualche impresa. Basta utilizzare gratuitamente gli sciacquoni, possiamo inventarci qualche motivazione per dire che il loro uso non è ecologico e quindi si deve pagare per l’utilizzo.
    In che mani siamo finiti…

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