PALERMO – Palermo si prepara a diventare la capitale dell’arte contemporanea, o almeno comincia a organizzarsi per poterlo essere nel 2018. Fra tre anni infatti il capoluogo siciliano ospiterà la dodicesima edizione di Manifesta12, la più importante biennale di arte contemporanea del Vecchio continente che nel 2016 si svolgerà a Zurigo e che lo scorso anno, a San Pietroburgo, ha portato quasi un milione e mezzo di visitatori.
Palermo ha vinto la concorrenza di Praga e di una città svedese e, come previsto, ha dato vita a una fondazione che si occuperà di stilare un calendario di iniziative per i prossimi tre anni, in attesa della manifestazione vera e propria che durerà circa quattro mesi. “Non siamo riusciti a essere capitale europea della cultura, ci accontentiamo di esserlo a livello mondiale – ha detto il sindaco Orlando nel corso di una conferenza stampa a Palazzo delle Aquile – siamo soddisfatti del risultato, frutto di un grande impegno anche del consiglio comunale. Coinvolgeremo personalità della cultura italiana e l’Accademia delle belle arti. Grazie anche a Francesco Giambrone, che ha cominciato questo percorso, e ad Andrea Cusumano per averlo continuato”.
Non è ancora chiaro in quali mesi si svolgerà Manifesta (solitamente sono 3 o 4), anche se l’indicazione del sindaco è di evitare l’estate prediligendo la primavera o l’autunno. Ogni città che ospita la kermesse crea una fondazione ad hoc. A Palermo il socio unico sarà il Comune e il sindaco ne sarà il presidente onorario. Il cda sarà formato da 8 componenti: 4 olandesi, scelti dalla fondazione titolare del brand, e 4 scelti dal Comune. Questi ultimi saranno Leonardo Di Franco, presidente dell’Accademia delle belle arti che ricoprirà il ruolo di vice presidente della fondazione, Massimo Valsecchi, Maurizio Rotolo ed Egle Palazzolo. Tra i consiglieri italiani sarà scelto anche un tesoriere e verrà istituito un comitato scientifico. Tutti a titolo gratuito.
Ma quanto costerà ospitare Manifesta? Non essendoci ancora un programma non c’e’ una cifra prestabilita, anche se a Zurigo sono stati spesi 6,9 milioni di franchi e in Russia 5 milioni di euro. Il Comune di Palermo ha previsto un budget di 3,5 milioni (di cui 2,7 dalla tassa di soggiorno), ma non tutti potrebbero essere utilizzati: la fondazione olandese cercherà infatti sponsor come banche e soggetti internazionali. “Potremmo portare da 2 a 5 milioni”, ha precisato la Fijen.
“Quella di oggi è la continuazione di un percorso che viene da lontano – ha detto il presidente di Sala delle Lapidi Salvatore Orlando – ricordiamo il riconoscimento Unesco del nostro patrimonio arabo-normanno. Complimenti a chi ha lavorato in silenzio alla riuscita di questa grande iniziativa. Manifesta dovrà lasciare molto a Palermo, in termini di sviluppo economico ma anche di passaggio di esperienze nel settore culturale. Nel 2018 la classe dirigente sarà più formata e guarderà con occhio diverso al nostro patrimonio. Questa è una manifestazione migrante e Palermo e il sindaco Orlando sono in prima linea sul tema dei migranti”. “Celebriamo la chiusura di un percorso – ha detto l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano – ma in cui ne inizia un secondo: costruire questo avvenimento che vedrà il suo clou nel 2018, ma che si svilupperà da oggi. Manifesta intente riflettere e costruire il tema dell’identità europea mediante l’arte contemporanea”. “Manifesta deve ripensare il centro città come luogo in cui vivere il contesto urbano, Palermo è una città fantastica”, ha detto il direttore della manifestazione Hedwig Fijen che nel pomeriggio parteciperà ad alcuni work shop per ascoltare i palermitani.
Ma c’e’ stato spazio anche per le polemiche. “Alla fine del 2014 – dice il consigliere comunale del Pd Salvo Alotta – il consiglio comunale ha approvato il progetto, obbligando però l’amministrazione a tornare in Aula prima della costituzione della fondazione che opererà per i prossimi tre anni per l’organizzazione della kermesse. Ebbene il sindaco Orlando sta procedendo all’istituzione della fondazione e ha annunciato, in una nota a Sala delle Lapidi, che riferirà in consiglio solo a cose fatte. Si tratta di uno schiaffo alla dignità dell’istituzione, ma soprattutto si corre il rischio di un atto illegittimo che manderebbe a monte gli sforzi per organizzare Manifesta 2018. Noi siamo a favore di questa iniziativa, la vogliamo fortemente perché sappiamo quale volano di sviluppo possa rappresentare per Palermo, ma le scorciatoie, l’accentramento di poteri, i colpi di mano rischiano di mandare tutto all’aria. Il sindaco venga subito in Aula a riferire e a confrontarsi con il consiglio per decidere insieme come creare la fondazione: l’Aula si farà trovare pronta per una seria e leale collaborazione”.
“C’erano state delle indicazioni per Manifesta, ma l’impegno è stato disatteso – ha detto il capogruppo Giulio Tantillo – serviva un coinvolgimento dell’Aula nella costituzione della fondazione. Inoltre in bilancio taglieremo i fondi per Manifesta: i soldi della tassa di soggiorno servono ad altro, come il decoro, il sindaco li trovi altrove. Inoltre chiediamo al sindaco di congelare le nomine: nessuna fondazione può essere fatta senza il confronto con l’Aula. Il consiglio ha votato la delibera il 30 dicembre 2014 fuori sacco, per puro bon ton istituzionale”.
“Il sindaco ha disatteso gli impegni presi – ha dichiarato il capogruppo Ncd Alessandro Anello – non si possono usare i fondi dell’imposta di soggiorno per finanziare queste manifestazioni”.
“Lo statuto della fondazione è lo stesso di quello indicato dal consiglio. La tassa di soggiorno è mirata: Manifesta porterà turisti che incrementeranno l’attività di alberghi e ristoranti, sarebbe specioso utilizzare i fondi per altro”, ha precisato il presidente della commissione Cultura Fausto Torta.
“Quello che il sindaco a fine 2014 ha dato al Consiglio Comunale è stato un colpo basso – dice il consigliere Filippo Occhipinti – abbiamo approvato l’atto che autorizzava Manifesta a fine anno, in piena emergenza, ma con l’intesa, anche messa per iscritto, che il sindaco sarebbe tornato in Aula prima della costituzione della fondazione. E ciò non è avvenuto. Nutro inoltre qualche dubbio sulla biennale: è una scommessa ad alto rischio che vale 3,5 milioni di euro e che, se andasse bene, farebbe di Palermo una delle capitali del turismo Italiano ed europeo. Per questo mi auguro sia un successo per i palermitani, anche se già da ora mi chiedo se le nostre strutture turistiche siano in grado di ospitare il flusso previsto. Forse i 3,5 milioni sarebbero più utili per realizzare infrastrutture al servizio dei turisti, promuovere e rilanciare le vere ricchezze e tradizioni della città, a cominciare dal patrimonio Unesco. La biennale di arte moderna cosa lascerà a una città già ricca di una cultura che andrebbe solo valorizzata a dovere?”.

