PALERMO – “Credo che quella di Manifesta 12 sia un’opportunità persa per la città. Non mi convincono i numeri, a fronte di milioni di euro affidati, e sopratutto è un investimento senza ricadute future”. Lo dice Fabrizio Ferrandelli che oggi ha presentato, in consiglio comunale, due richieste di accesso agli atti sulla biennale d’arte contemporanea che si è chiusa da poco a Palermo: la prima riguarda i compensi del direttore generale e la scelta del personale e delle associazioni; la seconda l’elenco e il dettaglio delle singole spese sostenute.
“Le procedure sono state totalmente discrezionali e a mio avviso poco trasparenti ed è quello che forse dimostrano le carte che tardano ad arrivarmi, ma rispetto alle quali farò presto chiarezza – continua Ferrandelli – Da settembre chiedo documenti che non mi vengono forniti e ho chiesto al Segretario di applicare la legge. Se penso alla ricaduta sul circuito culturale locale, dire che è stato mortificato e banalizzato è dire poco. Secondo me i palermitani scopriranno, dopo la mia ispezione, cose poco ‘manifeste’ su cui dovremo riflettere”.

