"Non sono riuscito a trattenerlo"| La verità di Marco in un fumetto - Live Sicilia

“Non sono riuscito a trattenerlo”| La verità di Marco in un fumetto

Stefano e Antonio Maiorana

Il figlio e fratello di Antonio e Stefano Maiorana, morto suicida, annotò le frasi su un Topolino.

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PALERMO – Il ricatto sessuale, il peso di un segreto troppo grande da custodire e il gesto estremo. Nel gennaio 2009 si suicida Marco Maiorana, figlio di Antonio e fratello di Stefano, scomparsi nel nulla due anni prima.

Nell’aprile 2010 la madre, Rossella Accardo, cerca un conforto impossibile nei ricordi del figlio.Trova un fumetto di Topolino e lo consegna ai carabinieri. Alla pagina 48 Marco aveva sottolineato le frasi di una vignetta: “Ma prima di dormire hai scritto tutto, vero?”; “Ho sconfitto l’orco, scrivi”. Da lì in poi, pagina per pagina fino alla 71, nel margine superiore Marco aveva annotato di suo pugno alcune affermazioni:
“Mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico. Paolo era il suo peggior nemico e doveva pagarla. Bastava trovare il suo punto debole. Dario complice ricattabile. Ricattare Paolo e Dario per avere il 50% delle quote Calliope diventò il suo pensiero fisso. Karina avrebbe fatto da spalla mentre lui conquistava tutti con promesse di soldi e sollecitando interessi sessuali. Mio padre comprò pure il viagra a mastro Pino. Non ho mai creduto che mio fratello e mio padre si siano allontanati per scelta. Ho pensato subito che fosse successo il peggio e con Karina abbiamo distrutto la memoria del Pc dove si conserva il materiale con cui si teneva Paolo e Dario ricattabili. Abbiamo temuto per le nostre vite. Sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo”.

Ed ecco la scelta del gesto estremo per non essere riuscito a salvare Stefano. Una perizia comparativa ha confermato “con un alto grado di probabilità” che a scrivere il testo fu Marco. Ed è nel ricatto sessuale che gli investigatori hanno cercato il movente del duplice omicidio. Molti testimoni hanno raccontato che Antonio Maiorana avrebbe minacciato Francesco Paolo Alamia (sarebbe il Paolo del fumetto) di diffondere un video compromettente per ottenere in cambio la metà delle quote della società Calliope che stava realizzando un residence a Isola delle Femmine. Alamia le cedette a Dario Lopez (il Dario di cui parlava Marco Maiorana che deteneva già il 50%), che a sua volta le girò a Karina Andrè, allora compagna di Maiorana che da semplice collaboratore esterno si ritrovò comproprietario dell’impresa.

Un fumetto, però, da solo non può servire come prova. Marco non ha messo a verbale le sue affermazioni e le sue paure. Anche questo ha comportato la richiesta di archiviazione per Alamia, indagato insieme a Giuseppe Di Maggio.


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