Roy Paci
“Care Forchette Rotte, Cari tutti che siete riuniti in questo giorno di festa.
Mentre vi scrivo questo messaggio, al telegiornale passano le immagini dei precari che sono stati malmenati dalla polizia durante la manifestazione contro questo governo, contro un’intera classe politica. Sono felice di sapervi uniti a riflettere sulla condizione che vive il paese, e i giovani in primis. Ad ascoltare la voce di chi non ha spazio. Le varie primavere che hanno scosso il Mediterraneo non devono passare invane. Ed è da tempo giunto il momento che la gente si riprenda i propri diritti, in uno slancio di orgoglio che è quanto mai necessario.
L’Italia non deve essere un posto da cui fuggire, i nostri investimenti li dobbiamo fare qui, non siamo noi a dovercene andare, è la gente che ha messo in ginocchio questo paese che deve fare le valigie!
Non facciamoci rubare il futuro, possiamo farcela se stringiamo forte questo presente, se non facciamo neanche un passo indietro, se rifiutiamo di arrenderci. Come non mi sono mai arreso io nemmeno davanti alle pistole di quattro mafiosi che mi intimavano di non parlare di Peppino Impastato o l’aggressione subita a Messina per la storia del Ponte o i tre processi da cui mi devo difendere per aver ironizzato su personaggi del calibro di Totò Cuffaro.
Sono felice che abbiate invaso oggi una città della mia amata Sicilia, che tutti dicono “non cambierà” mai. Il mio augurio è che si riesca a riscrivere questo finale, che tutto cambi, che ognuno prenda il suo pezzo di responsabilità nella costruzione di un paese migliore, senza sentirsi mai assolto, senza sentirsi mai autorizzato a pensare che qualcun’altro lo fara per lui.
C’è un Italia che deve emergere, che non può più restare nel silenzio. Avete tutto il mio appoggio, la mia stima, la mia vicinanza.
Il nostro tempo è adesso, non facciamo passare neanche un altro minuto!
Paci & Amuri a tutti”.
Maria Falcone
“Care ragazze e cari ragazzi,
sono stata felice di ricevere il vostro invito perché mi avete dato la possibilità di constatare che qualcosa in Sicilia fra i giovani comincia a muoversi.
Siamo tutti stanchi di subire la disattenzione della politica per i problemi del Sud e soprattutto dei giovani. E’ quindi giunta l’ora di reagire e di alzare la testa. Dovete essere voi i protagonisti del vostro futuro e per questo bisogna far capire a chi ci governa che il problema dell’occupazione giovanile è uno dei più importanti per il nostro paese.
Sviluppo e legalità devono essere gli scopi prioritari che il governo deve garantire nei prossimi mesi è sarà per questo necessario che “alziate le vostre forchette”.
